INTERVISTA DE 'LA COSA' A MASSIMO FINI DI MARZO 2015

MASSIMO FINI

Abbiamo incontrato Massimo Fini subito dopo la pubblicazione del suo ultimo libro Una vita. Un libro per tutti o per nessuno. Ci siamo fatti una lunghissima chiacchierata parlando della sua vita, dei suoi ricordi.


Ci ha raccontato aneddoti divertenti della sua lunga carriera da giornalista (con frecciatine annesse a personaggi noti che poi scoprirete). Abbiamo parlato dei suoi affetti più cari: gli amici e la famiglia. Ci ha raccontato dei suoi vizi: l’alcool, la disintossicazione, il gioco d’azzardo, le donne e quel rapporto omosessuale di cui tutti sembrano essere così interessati. Sarebbe stato troppo proporvi una sola lunga intervista, così abbiamo scelto di confezionare tante brevi pillole, leggere. Vogliamo aprire questa rassegna parlando di potere


Massimo Fini: “Io, uomo della strada ho conosciuto il potere” (prima puntata)


LaCosa: Una vita un libro per tutti o per nessuno. Tu apri citando Zweig e dici – non ho mai attribuito tanta importanza alla mia persona da sentire il desiderio di raccontare da altri la storia della mia vita – cosa è cambiato adesso per te?

Massimo Fini: Zweig ha ragione, in fondo perché dovrebbe interessare la mia vita? Però racconto il mio attraversamento attraverso 70 anni di vita italiana, perciò non c’è semplicemente la mia vita, ci sono anche i cambiamenti antropologici, sociologici, culturali, etici che sono avvenuti in questi 70 anni che sono notevoli. C’è il fatto che il mio mestiere mi ha permesso di entrare in situazioni che in genere la maggioranza non può avvicinare, di conoscere personaggi di un certo livello, quindi in questo senso il libro può essere per tutti e può essere per tutti anche perché racconto di illusioni, disillusioni, amori, tradimenti etc., situazioni che sono di tutti, esperienze che sono di tutti in cui spero che il lettore possa identificarsi, va letto un po’ come un romanzo questo libro, romanzo di una vita vera.


LaCosa: Qual è il complimento più bello che ti è stato fatto?

Massimo Fini: Che nonostante sia crudo in molti punti, è un libro che ha della tenerezza di fondo.


LaCosa: Tu adesso hai detto – parlo di tanti personaggi illustri – però racconti…

M.F.: Anche molti non illustri.


LaCosa: Soprattutto non illustri. Racconti i personaggi illustri in maniera quasi didascalica, poi però entri nelle vite degli sconosciuti e tu stesso dici – sono sempre stato più attivato dalla vita della strada – …

M.F.: A me è sempre interessata molto poco la politica. L’altro giorno alla presentazione del libro Claudio Martelli ha detto una cosa giusta: che sono sempre stato uno apolitico. A me interessano le persone, gli uomini molto più delle ideologie e in particolare mi è sempre interessato il mondo ai margini, il mondo borderline, quindi non so, quando ero giovane, quando ero ragazzo la piccola malavita, il mondo dei vinti, il mondo degli omosessuali (quando erano ancora nelle catacombe, era interessante, dopo sono diventati un po’ insopportabili) comunque mondi un po’al margine, al limite. Quando andavo all’estero per lavoro, non prendevo mai un albergo 5 stelle, prendevo un albergo molto modesto perché è lì che capisci meglio per esempio le storie di un paese o la way of life di un popolo.


LaCosa: Mughini, Berlusconi, Feltri… ne citi tantissimi. Hai una parola scortese per ognuno di loro, ma anche un apprezzamento di fondo, riesci sempre a tirare fuori qualcosa poi di positivo in queste persone, cos’è che accomuna questi personaggi di potere?

M.F.: Dipende di che epoche parliamo. Se parliamo dell’immediato dopoguerra per molti anni c’era la divisione tra mondo libero e mondo comunista, allora potere, se intendiamo il potere la politica, qui allora lasciamo da parte altri poteri che sono quelli imprenditoriali etc., lì era un’adesione ideale. Questi non arrivavano al potere per il potere, ma perché c’era un obiettivo, un obiettivo ideale. Da un certo momento in poi, direi da metà degli anni 70 o forse un po’ più in là si fa politica perché è una scorciatoia per arrivare al potere e avere tutti i privilegi, ma questo riguarda quelle generazioni lì, non riguarda le generazioni di Nenni, piuttosto che di Almirante, vogliamo citare il mitico De Gasperi oppure dello stesso Bifido Togliatti, c’era una passione che qui non c’è!

Nei prossimi giorni pubblicheremo le prossime pillole!


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