Post divulgativo, il mondo visto dal punto di vista di un fanatico sunnita.

30/3/2015 rischiocalcolato.it

se l’occidente mettesse solo un quinto dell’energia e del tempo che si perde per studiare le dimensioni dei polpacci e le strategie del gioco del calcio allo studio delle altre culture, il mondo risulterebbe più semplice e, soprattutto pacifico.


Oggi provo a scrivere un post divulgativo sulla storia degli sciiti, dei sunniti, del Profeta (senza nessuna intenzione di offendere) e sui Califfato.


Problematiche che sono di estrema attualità, anche oggi, dopo milletrecento anni..


Disclaimer salva la pelle: pur essendo ateo praticante e convinto mi sono avvicinato con estremo rispetto alle Scritture e ogni mio riferimento al Sacro Corano e al Profeta sono da intendersi a puro scopo divulgativo e informativo per gli altri non credenti, al fine di aiutarli a comprendere altre culture, e i fatti odierni legati ad esse.

Tutto cominciò con il discorso di addio di Maometto dal monte Arafat, quando , dopo aver combattuto per anni contro le altre tribù arabe celebrò la sua vittoria:

“Dopo questa giornata non ci saranno più due religioni coesistenti in Arabia.


Io sono sceso per Allah con la spada in mano e la mia ricchezza sorgerà dall’ombra della mia spada. Colui che mi si opporrà sarà umiliato e perseguitato”


Dopo questo discorso Maometto venne colto da febbre e morì da lì a poche settimane.


I sui parenti e i seguaci più importanti si radunarono e scelsero il successore, il “califfo”, in arabo.


Venne scelto Abu Bakr, suocero di Maometto e lui e gli altri tre che lo seguirono vennero denominati “i califfi (successori) ben guidati”.


Vennero chiamati così perché tutti e quattro ascoltarono le parole direttamente dal profeta, protessero la Umma, ovvero l’insieme universale della comunità islamica (compresi anche coloro che non sapevano di fare parte dell’Umma), furono i primi a fare applicare la Sharia, ovvero la legge islamica e combatterono contro i kafirun, ovvero gli infedeli.


Da subito le cose non andarono così liscie , per la successione, in particolare il quarto califfo, Ali Ibn Abu Talib ,  parente di Maometto si oppose allo sterminio dei Kharij:


I Kharij, una delle tribù arabe, aveva cospirato ed era riuscita ad assassinare il terzo califfo, Uthman Bin Affan.


Nacque un grande scontro dialettico tra il califfo Ali e il governatore della Siria, Muawiyya, che esigeva lo sterminio dell’intero popolo dei traditori.


Alì rispose che la Sharia e il Corano impedivano di uccidere degli altri musulmani.


Muawiyya concluse che Alì stesse violando la Sharia, e si ribellò.


Ne nacque una vera e propria guerra tra due fazioni, non per proteggere la tribù ribelle, non importava niente a nessuno di costoro, in realtà, ma per una questione di principio.


Alla fine Muawiyya vinse e fece uccidere Alì,e tutta la sua famiglia, oltre ai Kharij, ovviamente.


Ne nacquerò due confessioni all’interno dell’Islam, i sunniti, ovvero i discendenti dei seguaci di Muawiyya che credono in una concezione “elastica” della Sharia, ovvero che è l’importante il fine, non il mezzo.


I loro capi generalmente sono combattenti, persone pratiche che sanno quello che vogliono.


E gli Sciiti, ovvero il rimanente dieci per cento dei musulmani, che credono in un interpretazione colta e ponderata del Corano e tendono a mettere al potere i maggiori studiosi dell’Islam sciita, come in Iran.


Nacque il primo califfato sciita, la dinastia  Omayyade.


Il successore di Muawiyya, Yazid, si trovò davanti ad un altro problema, il nipote di Maometto, Al Hussein Ibn Ali, deciso a prendere il potere.


Visto che c’era decise di farlo decapitare e di far fuori anche la sua famiglia.


Ne nacque un concetto molto importante per i sunniti, Maometto era un uomo, e i suoi discendenti erano semplici uomini.


La violazione della Sharia implica apostatasia, e questa è punibile solamente con la morte.


Gli Abbasidi si ribellarono, scioccati dall’uccisione del nipote di Maometto e decisero di porre fine alla prima dinastia dei califfi, sterminandoli tutti.


Visto che il posto era vacante il secondo califfato venne occupato dalla dinastia Abbaside.


Il primo califfo Abbaside , Abu AL Abbas, venne chiamato lo sterminatore, per il suo accanimento nello sterminio delgi Omayyadi.


Li fece uccidere tutti, uomini, donne vecchi e bambini, e quando non ne trovò più fece riesumare i cadaveri dalle tombe e li fece fare a pezzi.


Ne seguirono cinquecento anni turbolenti, scanditi da continue rivolte interne e dall’arrivo dei Crociati, che si impegnarono a liberare Gerusalemme.


Gli Abbasidi finirono con l’invasione mongola, che occupò la capitale Baghdad .


Il tempo passò, gli invasori mongoli si convertirono all’Islam e salta fuori un nuovo personaggio, Ibn Tamiyyah.


Costui intendeva prendere il potere e scacciare gli invasori mongoli.


Non poteva per via del fatto che molti di loro, se non tutti, si erano convertiti , e la Sharia impedisce di uccidere altri musulmani.


Da buon studioso quale era emise una Fatwa contro i mongoli, dicendo:


” E’ provato dal Libro, dalla Sunnah, e dall’intera nazione che colui che trasgredisce una sola delle leggi dell’Islam dovrà essere combattuto, anche se dovesse aver profferito le due dichiarazioni di accettazione dell’Islam.
La fede è obbedienza. se una parte di essa si trova in Allah e l’altra no, si dovrà combattere fino a quando tutta la fede sarà in Allah”.


Grandi battaglie, stragi e alla fine nasce la terza dinastia, quella ottomana, con sede a Costantinopoli, l’Attuale Istanbul.


Costoro regnarono a lungo e diedero grossi problemi anche all’occidente, fino alle sconfitte dell’inizio del ventesimo secolo, e alla presa del potere in Turchia  nel 1924 di Mustafa Kemal , generale “laico” che diede la parola fine alla terza dinastia e al califfato.


Siamo partiti milletrecento anni fa, e abbiamo stabilito una cosa, secondo le credenze sunnite, la fazione che combatte in nome di Dio e vince, è legittimata a prendere il potere, non importa con quale mezzo.


Non solo, per costoro il problema principale è che tutti i musulmani non siano soggetti all’autorità del Califfo, e concezioni come il “porgere l’altra guancia” e la democrazia non solo sono sconosciute, ma sono espressamente vietate dalla loro interpretazione del Corano.


Tutti coloro che si oppongono alla fazione vittoriosa sono “infedeli” o “apostati” se di fede musulmana e per gli integralisti è un peccato non ucciderli.


Già negli anni trenta cominciano le prime rivolte salafite, ovvero dei fanatici integralisti, coloro che intendono riportare al potere il califfo, ovvero “il successore”, nel nome di Dio e su tutta la Umma.


Attualmente costoro stanno facendo casino in Libia, Siria, Iraq, Tunisia, Yemen, Nigeria, Cecenia, tagliano teste e uccidono in nome del’Islam, e del Libro.


Assolutamente niente e nessuno potrà fermarli,  se non uno sterminio fisico di costoro e delle loro famiglie, in modo bloccarne la discendenza..


Siamo proprio sicuri sicuri che i sauditi e gli americani abbiano fatto bene ad appoggiarli?


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