Qualche ragione per credere

Vittorio Messori e Michele Brambilla

Mondadori

Può un uomo d'oggi prendere ancora sul serio "lo scandalo e la follia" della fede cristiana? È possibile, alle soglie del duemila, condividere le antiche affermazioni del Credo su Dio, Gesù Cristo, la Chiesa cattolica? su un Dio e è uno e trino, che si è incarnato diventando anche vero uomo, nato da una Vergine, morto e risorto? Sulla Chiesa che è corpo misterico di Cristo e istituzione umana, visibile e invisibile? Sulla resurrezione e la vita eterna?

Vittorio Messori e Michele Brambilla hanno deciso di interrogarsi sulle ragioni per "scommettere" sulla verità del Vangelo. Tra i due, giunti alla fede "da lontano", si intreccia un dialogo semplice e al contempo profondo, corrono parole quotidiane che tentano però di scandagliare il più vertiginoso dei misteri. Ne è nato questo libro, che non si pone problemi "clericali", bensì affronta di petto (nel rispetto delle enigma, ma senza timori né pregiudizi) le domande fondamentali, e che ogni uomo ragionevole si pone. E nella loro analisi del credo, Messori e Brambilla seguono lo schema classico, suddiviso già dei primi apologeti in tre momenti successivi: possibili motivi per credere in Dio; per credere in Gesù come Messia atteso da Israele; per credere nella Chiesa "una, santa, cattolica e apostolica". Questo libro comprende quanto è sembrato loro di scoprire nella prima "tappa", quella sul Dio trinitario.


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