I lupi e il volo Germanwings

CAMILLO LANGONE IL FOGLIO 26/3/2015

E’ potente l’immagine dei fuochi accesi per evitare che i lupi mangino i giovani caduti con l’aereo.


E’ archetipico il lupo antropofago che le Alpi francesi riattualizzano. Sembra di essere in una poesia di François Villon, di quelle coi lupi che d’inverno assediavano Parigi.


O in un episodio del libro di Giuditta: “Ognuno prese la sua armatura e, dopo aver acceso fuochi sulle torri, stettero in guardia tutta quella notte”.



Ma è anche purissimo 2015, coi genitori in lacrime confortati anziché dai preti dagli psicologi (vorrei sapere cos’hanno da dare, costoro, a parte benzodiazepine).


Erano sopravvissuti agli anticoncezionali e agli aborti, perché oggi un ragazzo europeo è in quanto tale un sopravvissuto, tipicamente un figlio unico circondato da fantasmi di ragazzi abortiti e di ragazzi solo ipotetici, nemmeno concepiti.


Non sono sopravvissuti all’impatto con la montagna e ora l’apostasia generale rende la loro morte annichilente, mentre l’animalismo fiuta i loro brandelli per tramite dei lupi tornati sacri come al tempo della religione druidica, quindi non più cacciati.



Che questo strazio aiuti a ricordare che la civiltà è un fuoco acceso e tutt’intorno le tenebre.


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