ARCHIVIO - Bando alle ipocrisie: l'Islam divenne arido

2001 di Maurizio Blondet


Viva er dibbattito! Il tema del Confronto tra Civiltà suscita accese discussioni: da caffé.


Al Bar Sport si scontrano sulla superiorità dell’Occidente nei confronti dell’Islam avventori soliti all’alterco sul primato di Inter o Juventus. Il Grande Tema - Società Tradizionali o Secolarizzazione Relativista? - appassiona le dattilografe, sotto la forma semplificata: Chador o Minigonna? Nel «dibbattito» si mettono in luce i giornalisti che passano per i più intelligenti.


Dispute infuocate s’innescano da Costanzo e da Vespa, fra «progressisti» (pro-taleban ossia anti-Cav) e «reazionari» (per gli Usa, la modernità e dunque il Polo). La collega del Tg nota per l’accento romanesco («Ed ora la linea a Piazza Affari per le notizie dalla Borza»), rivela la sua avversione verso chi esprime giudizi di valore sulla cultura musulmana (tié, Berlusca). Ieri mattina che scrive ha sentito colleghi di Radio Popolare ridere di don Baget Bozzo che asseriva la «sterilità culturale» dell’Islam, e il suo stato di «decadenza». Che stupido, che scemo: l’Islam ci ha dato l’algebra, ci ha consegnato Aristotile quando l’Europa aveva dimenticato il greco, e Averroè, e Avicenna... È vero.


Ma fino a cinque secoli fa. Peccato che dopo l’Islam abbia smesso di partecipare alla cultura, ossificato in formalismi da sacrestia. Anni fa sentimmo i fondamentalisti iraniani proclamare «la repubblica islamica», l’avvento della «democrazia islamica»; si volevano fabbricare la «bomba atomica islamica». 

Si dà il caso che le forme politiche note come «repubblica» e «democrazia» (con i loro corollari: divisione dei poteri, diritti individuali, libertà politica e privata) siano nate e cresciute interamente in Occidente; l’Islam non ne è solo rimasto estraneo, ma finora inconciliabile con esse. La sola forma politica propria dell’Islam è il despotismo: il potere, in quel mondo, si modella su Allah che è un Despota Divino. La prova?


«Allah ha fatto il fuoco caldo, ma poteva farlo freddo», sancirono i clerici musulmani verso il 13° secolo: così, ridussero l’intera Creazione a un atto di arbitrio imperscrutabile, offrirono ai loro despoti (califfi, sultani o Gheddafi e Saddam) un’ottima scusa per esercitare il potere in modo insindacabile e irragionevole, e chiusero all’Islam la possibilità di fare scienza. Come si può infatti indagare la Natura, se essa è un atto arbitrario di Allah? Tommaso d’Aquino, in quegli stessi tempi, insegnò che Dio governava la natura per «cause seconde» razionali: ossia comprensibili, cioè investigabili dall’uomo.


Dunque la «bomba atomica islamica» non esisterà mai, così come non può esistere una fisica o una biologia islamica. Sarà al più una Bomba fabbricata da scienziati russi pagati da qualche despota mediorientale: con ciò, l’Islam si confessa (senza nemmeno saperlo) subalterno e parassita dell’Occidente odiato. L’ayatollah Khomeini, quando ebbe una malattia seria, fece chiamare medici di Chicago, provenienti direttamente dal Grande Satana. 

Dunque l’Occidente è «superiore»? Temo di no.


Anzi c’è un grave indizio del contrario, visto il gran numero di commentatori, politici e soubrettes "occidentali" che parlano spensieratamente (da irresponsabili?) su grandi temi che non hanno mai studiato, senza essere passibili di amputazione della mano, lapidazione o altra pena islamica a piacere. Trattano da incompetenti il Confronto tra Civiltà confondendo allegramente due piani che l’Occidente ha imparato a tener distinti.


Uno è quello dell’antropologia delle religioni. Maometto sostiene di aver ricevuto il Corano dall’arcangelo Gabriele? L’antropologo culturale (così ha insegnato Mircea Eliade) non deve sbellicarsi dalle risa: deve rispettare la buona fede di Maometto, prenderlo sul serio e studiarlo per quel che dice.


Le «culture» hanno sempre fondati motivi per fare quel che fanno: l’aborigeno australiano per mangiare vermi, l’induista per adorare il fallo di Shiva. L’antropologia non giudica, ma cerca di capire. Diverso è il discorso politico.


La civiltà persiana di Serse era forse migliore di quella greca? Il fatto è che i greci scelsero di combattere i persiani a Salamina, piuttosto che vivere come loro e sotto di loro. L’Occidente ha periodicamente arrestato l’Islam che cercava di conquistarlo: con Carlo Martello sui Pirenei, a Lepanto, sotto Vienna tre secoli fa, e innumerevoli volte contro i pirati moreschi (terroristi del loro tempo).


Se avessimo perso, non mangeremmo prosciutto né berremmo vino, ma in compenso avremmo quattro mogli. È peggio o meglio? Basta chiedersi se voi, voi come individui e parte di una civiltà (criticabile quanto volete: ma qui si può appunto criticare) preferite vivere così o cosà. La risposta viene da sé. 


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