Un agile manuale per smascherare i cretini di sinistra

Nicola Porro - Dom, 01/03/2015 - 16:36

In italia ci sono cinquanta sfumature di rosso nell'essere intellettuali, ma mai una che si discosti dal colore predominante


C' è un libro che dovete tenere sul comodino. Lì dentro c'è tutto. E se non fosse stato scritto più di trent'anni fa da un signore che si chiama Sergio Ricossa, forse ci vergogneremmo di essere così espliciti.


Si chiama Straborghese ed è stato ripubblicato da quei pazzi dell'Istituto Bruno Leoni.


Dicevamo che dentro c'è tutto il pensiero liberale. Sia quello economico, Ricossa è un grande economista, sia quello filosofico. Se esistesse un esame di liberalismo (che orrore il solo pensiero) i 17 capitoli dovrebbero essere mandati giù a memoria.


Oggi ne vogliamo utilizzare solo uno, ma vi promettiamo che, a piccole e sapide dosi, ci ritorneremo. Prendiamo il decimo capitolo: «Quel che il borghese deve sapere sugli intellettuali “di sinistra”».


Ci fornisce mille spunti: da Gino Paoli che fa il fenomeno con i soldi in Svizzera alle conventicole dei fighetti alla Grinzane. In italia ci sono cinquanta sfumature di rosso nell'essere intellettuali, ma mai una che si discosti dal colore predominante. Fu Umberto Eco a teorizzare riguardo all'elettore tipo di centrodestra: «Che senso ha parlare a questi elettori quando ignorano anche il titolo di molti giornali italiani e non sanno di che tendenza siano, e salendo in treno comperano indifferentemente una rivista di destra o di sinistra purché ci sia un sedere in copertina?».


Ricossa non ha paura di svelare i tic del «sinistrese», non ha paura di attingere ai maestri del liberalismo classico per svelare i pregiudizi nei confronti della cultura borghese. «Ogni altro intellettuale - scrive Ricossa quando ancora Berlusconi era impegnato a costruire Milano2 - è per l'intellettuale di sinistra un essere inferiore, anzi non è un intellettuale affatto: è un servo dei padroni». Già sentito questo refrain ? Ma andiamo avanti: «Gli intellettuali di sinistra amano il popolo come astrazione, lo detestano probabilmente come insieme di persone vive e cioè rumorose, volgari, sudate, invadenti».


È geniale Ricossa a svelare anche lo strumento principe della supremazia culturale gauchista e cioè il linguaggio: è astruso, per addetti ai lavori, hegeliano e «le associazioni di idee, valgono più delle deduzioni logiche». Del tipo Mondadori vuole comprare i libri di Rcs: l'associazione di idee è che Berlusconi, cattivo e sporco, vuole il monopolio della cultura in Italia per sopraffarla. La deduzione logica è che senza Mondadori, Rcs fallisce; oppure Mondadori già oggi pubblica una gran parte di autori non esattamente berlusconiani e dunque in fondo mira solo a compiacere il suo mercato, più che il suo proprietario. Non possiamo terminare che con l'ultima citazione di Ricossa (che ha il dono di scrivere divinamente) dedicata a Sciascia: «il cretino di sinistra ha una spiccata tendenza verso tutto che è difficile.


Crede che la difficoltà sia profondità».



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