FARINETTI, IL PALATO IMMAGINARIO

Lady Coratella per Dagospia 25/2/2015

ALL’EATALY DI ROMA, A GIUDICARE DAL TANFO DI FRITTO, SEMBRA DI STARE AL FESTIVAL DELL'UNITÀ.  LA SCELTA DEI VINI SPAZIA TRA LE AZIENDE DI FARINETTI E QUELLE DI FARINETT


I13 euro per 12 olive ascolane e altri 13 per una polentina al sugo senza sale, da mangiare preferibilmente con la cannuccia, in mezzo a un corridoio di offerte imperdibili, bambini che fanno un gran casino e carrelli della spesa lanciati come autoscontri alle giostre. Tutto povero tranne i prezzi…

Oscar Farinetti insieme a Cino Tortorella (già mago Zurlì), in occasione dell'apertura di Eataly a Milano disse: ‘’l'Italia è una repubblica fondata sulla bellezza’’.


Quindi a Roma che è successo? La sede di Eataly, Roma-Ostiense, è un mammozzone dall'acustica insopportabile dove gli impianti di aspirazione sono evidentemente carenti. A giudicare dal tanfo di fritto, sembra di stare al festival de l'Unità. Il ristorante Spazio, curato dagli allievi di Niko Romito (3 stelle Michelin in Abruzzo), affida l'accoglienza a due camerieri in tempura. Il puzzo di fritto sui cappotti ci ha accompagnati per alcuni giorni (manco er filettaro di Campo de' Fiori): quello ce lo ricordiamo, la cena un po' meno. 


In compenso le polpette di lesso parevano ripiene di omogeneizzato (suggerisco quelle di "L'Arcangelo", molto più buone) e la carta dei vini inizialmente a prezzi contenuti, ha già subito un ritocchino al rialzo a soli tre mesi dall'inaugurazione. Prevedo che per fine anno troveremo un trebbiano d'Abruzzo al prezzo di Corton-Charlemagne.


Lucio Pompili cuoco tradizional-creativo, talvolta stellato, talaltra un po' meno, con la Locanda, al piano inferiore, non convince nel tentativo di declinare la sua cucina a trattoria e col piffero che adegua i prezzi. 13 euro per 12 olive ascolane (suggeriamo quelle home made di "Al Ceppo") e altri 13 per una polentina al sugo senza sale, da mangiare preferibilmente con la cannuccia, in mezzo a un corridoio di offerte imperdibili, bambini che fanno un gran casino e carrelli della spesa lanciati come autoscontri alle giostre. Tutto povero tranne i prezzi.


Scelta dei vini che spazia tra le aziende di Farinetti e quelle di Farinetti + un Bianchello del Metauro e qualche vino Libero, termine che, come il già badito "naturale", vagheggia un significato senza trovarlo. Beh, se la scelta è quella, meglio la birra artigianale che, assieme alla piadina romagnola, risulta il prodotto migliore provato.


Occhio all'hamburger al ristorante della carne (prezzi da ristorante ma servizio da fast food). La materia prima sarebbe buona ma nel piatto si presenta avvilita e in cattiva compagnia di tocchetti di patate al forno bruciacchiati.


Se proprio non potete fare a meno di ingurgitare hamburger, siate esterofili fino in fondo. Il migliore a Roma è quello dell'Hard Rock Cafè.


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