Tsipras è Corrotto Quanto la Sua Base Elettorale, I Sindacati del Servizio Pubblico

23/2/2015 rischiocalcolato.it

Nota di Rischio Calcolato: riportiamo una intervista molto interessante fatta da swissinfo.ch ad un professore di economia Greco che insegna a Berna, Harris Dellas. Un punto di vista no esattamente allineato con l’agiografia del giovane Tsipras.

Il Professore di economia a Berna, Harris Dellas critica duramente la Grecia ed i suoi connazionali. Le cause della crisi sono la corruzione, il nepotismo e la mentalità, afferma il liberale ellenico-americano. A suo avviso, un “Grexit” sarebbe un disastro per la Grecia, ma un sollievo per l’Eurozona.

Dopo l’accordo su una proroga di quattro mesi degli aiuti finanziari, il governo greco ha presentato ai partner europei un pacchetto di riforme, nel quale promette un’ulteriore stabilizzazione del bilancio statale. Tra i provvedimenti previsti da Atene figura anche il rafforzamento della lotta contro l’evasione fiscale e la corruzione.

swissinfo.ch: Il governo di Alexis Tsipras è dunque sulla buona strada?

Harris Dellas: Tutti i governi greci che ho conosciuto ogni volta hanno detto di voler inasprire la lotta alla corruzione e alla frode fiscale. Ma non è successo nulla. Naturalmente, questi problemi devono essere affrontati. Ma perché si dovrebbe dare credibilità al governo Tsipras? Perché mai esso dovrebbe avere successo? Ha forse più esperienza o una maggiore volontà?

Harris Dellas, classe 1958, è professore di economia politica all’università di Berna dal 1998. È specializzato in macroeconomia. Ha la doppia nazionalità greca e statunitense.

I maggiori responsabili di frode fiscale, non sono tanto armatori e oligarchi, come si sente in continuazione, bensì le piccole imprese e i lavoratori indipendenti, come idraulici, elettricisti, commercianti, medici, avvocati, eccetera. Di questi pesci piccoli ve ne sono milioni. Come riuscire a prenderli, per me resta un rebus. Allo Stato sfuggono così miliardi di tasse. Peraltro, la maggior parte di queste persone ha votato per Syriza, con il presupposto che non avrebbe aumentato le imposte.

swissinfo.ch: Anche Alexis Tsipras e la sua squadra, al governo dalla fine di gennaio, sono corrotti?

H. D.: Sono corrotti, nel senso che sono stati eletti dalla gente più corrotta della Grecia, cioè dai sindacati del servizio pubblico. Il 50 per cento dei dipendenti statali ha votato Tsipras. Difficilmente correrà il rischio di mandare in bestia il suo elettorato. La maggior parte delle persone che hanno votato Syriza, lo ha fatto perché non vuole perdere i propri privilegi.

swissinfo.ch: Corruzione, nepotismo ed evasione fiscale sono problemi da combattere. Ma di cos’altro ha bisogno la Grecia per uscire dalla sua precaria situazione?

H. D.: Un altro fenomeno in Grecia è l’enorme numero di lavoratori autonomi. È un problema. Nei paesi sviluppati, come la Germania o la Svizzera, la maggior parte delle attività economiche è effettuata dalle grandi aziende, che sono facili da controllare.

Se fossi io in carica, affiderei la riscossione delle imposte alla McKinsey o alle autorità fiscali statunitense o tedesca, con il mandato di raccogliere 20 miliardi di euro. Sulle autorità fiscali greche non si può fare affidamento: I funzionari sono corrotti, incompetenti e invischiati politicamente.

swissinfo.ch: Tra i motivi della “tragedia greca” viene sempre menzionata la mentalità…

H. D.: Il problema è che ognuno considera lo Stato come un nemico e non ha alcuna fiducia in esso, in parte per delle buone ragioni. I greci non hanno il senso della realtà e vivono tra le nuvole. Inoltre, attribuiscono sempre agli altri la colpa dei loro guai e della mancanza di progressi. La mentalità greca è impregnata dello spirito anatolico, è sempre stato così. I greci non vogliono assumersi alcuna responsabilità e agiscono egoisticamente: fanno di tutto per approfittare, anche se con ciò metà della Grecia ci perde.

swissinfo.ch: A suo giudizio, dunque, è la popolazione ellenica stessa responsabile della situazione precaria della Grecia, non la Germania o l’Unione europea?

H. D.: Certamente. Il governo non è caduto dal cielo, è stato eletto. C’erano sempre partiti che offrivano alternative e che volevano modernizzare il paese. I greci dovrebbero finalmente rendersi conto di quanto è grave la situazione e assumersi la responsabilità. La cosa peggiore è che negli ultimi tre anni i cervelli migliori hanno lasciato il Paese.

swissinfo.ch: Da quanto è stato introdotto il programma di salvataggio, povertà e disoccupazione sono aumentate. Alexis Tsipras ha promesso di restituire alla gente speranza e dignità e di fare uscire il paese dalla crisi, ma non sulle spalle dei poveri. Non è dunque comprensibile che il popolo si sia pronunciato per un cambiamento?

H. D.: Cosa porta al paese il fatto che la gente è orgogliosa e piena di speranza? Porta forse posti di lavoro, investimenti? La dignità non dovrebbe essere associata ad un buon livello di vita? Bisogna capire come mai la Grecia va così male e molte persone soffrono. Lo standard di vita in Grecia è basso perché la produttività è bassa. Come vuole procurare un reddito alla povera gente Tsipras? Ciò è possibile solo tramite investimenti e la creazione di posti di lavoro. Ma egli fa il contrario e caccia gli investitori, tramite incertezza politica e critiche al settore privato.

swissinfo.ch: Anche sotto il governo di destra del premier Antonis Samaras non sono stati creati impieghi…

H. D.: È vero, anche Samaras è un populista. C’è poca differenza tra lui e Tsipras. Nei partiti in Grecia non si tratta di sinistra o di destra, ma se credono nella società moderna e nell’economia o se sono populisti e sono rimasti fermi al Medioevo. Purtroppo, ci sono poche persone con un atteggiamento moderno europeo. La maggior parte di costoro ha votato To Potami. Se vi fosse questo partito al timone, ci sarebbe speranza nel paese.

swissinfo.ch: L’imprenditore informatico ellenico George Koukis, domiciliato a Ginevra, ha recentemente dichiarato alla TV tedesca che non investirebbe mai in Grecia, perché la burocrazia è opprimente: quello che a Ginevra viene disbrigato in 5 minuti, in Grecia richiede almeno un mese. Esagera?

H. D.: No, sono d’accordo con lui. Le condizioni attuali tengono lontani gli investitori. Gli uomini d’affari sono trattati come criminali. Non solo per avviare un’impresa, ma anche per farla funzionare ci vuole un lungo respiro. Non si mai che tassa ti può arrivare addosso. Ci sono uomini d’affari di successo greci all’estero che investirebbero se le condizioni fossero migliori. Per esempio, se si vuole costruire, arriva il servizio archeologico a verificare se per caso c’è un vecchio sasso. Ma la Grecia è piena di vecchi sassi!

swissinfo.ch: In base a quello che dice lei, un’uscita della Grecia dall’Eurozona non sembra esclusa. Cosa significherebbe un “Grexit”?

H. D.: Per la Grecia, sarebbe un disastro, per l’UE un sollievo. Soprattutto la Germania ne ha abbastanza dei greci. A mio avviso, la Francia, la Spagna e l’Italia hanno votato contro un taglio del debito per la Grecia, affinché la Germania non lasci la zona euro, perché il paese è di vitale importanza per gli altri Stati dell’UE.

Ma per la Grecia un’uscita sarebbe una catastrofe. Verrebbe stampato denaro, come è già accaduto, l’inflazione salirebbe al 200%, i poveri diventerebbero ancora più poveri, ci sarebbero ancora meno investimenti e nessuna riforma. La Grecia collasserebbe. Diventerebbe un “failed state”, uno stato fallito.


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