ATTACCATI AL TRAM!

Sergio Rame - Mer, 25/02/2015 - il giornale / Franco Bechis per 'Libero Quotidiano'

MATTARELLA “SEQUESTRA” UN TRAM PER FARE L'ANTI-CASTA: MA A FINE CORSA SPUNTA L’AUTO BLU PRESIDENZIALE - AVESSE PRESO UNA LIMOUSINE CI SAREBBE COSTATO DI MENO

Sergio Rame  il giornale 

Il sobrio tram blu di Mattarella ci è costato più di una limousine

Il capo dello Stato snobba l'auto blu. I media applaudono, ma i pendolari s'infuriano: la corsa è provata. Ecco quanto ci è costato

È piaciuto a Sergio Mattarella il "tranvai" elettrico che da Firenze lo ha portato a Scandicci. Il nuovo corso "ecologico" del presidente è stato confermato anche oggi nella sua velocissima visita alla Scuola superiore di Magistratura. Poche ore passate per lo più in un treno "Freccia argento" preso alla stazione Termini di Roma e poi nel tram che in circa 20 minuti lo ha portato dalla stazione di santa Maria Novella a Scandicci.

Non è la prima volta che decide di viaggiare come un italiano qualunque. A Palermo è andato con un aereo dell'Alitalia. I media applaudono, i pendolari vanno su tutte le furie.

Quello di Scandicci era un appuntamento dal sapore istituzionale (anche Napolitano si era recato alla scuola superiore della Magistratura) che però è stato segnato dall'ennesima novità di cerimoniale: il capo dello Stato ha scelto infatti di usare per questa trasferta toscana quasi esclusivamente i mezzi pubblici. Tra i motivi che sarebbero all'origine della scelta del Presidente c'è certamente quello di evitare disagi al traffico, sempre intenso, tra Firenze e Scandicci: uno dei tragitti più utilizzati per gli spostamenti tra il capoluogo toscano e le cittadine della sua cintura. Ma a influenzare la decisione del capo dello Stato, è stato spiegato, è anche la natura ecologica del mezzo di trasporto: la tramvia fiorentina è infatti alimentata completamente ad energia elettrica.

Peccato che, quando hanno provato a salire a bordo, i normali passeggeri sono stati bloccati dagli uomini della sicurezza. Eppure la linea Firenze-Scandicci, gestita dai francesi di Gest, è stata pagata dal comune di Firenze con un contributo di esercizio pari a circa 60 euro per ogni corsa effettuata su quella tratta (che è di circa 7,5 km).

Ma quanto ci è costata la trovata del capo dello Stato? Tenendo presente che il bigliettocosta 1,20 euro e che la tranvia trasporta 164 passeggeri medi a tratta, il viaggio ecosostenibile del presidente è stato di 720 euro tra andata e ritorno. La bellezza di 720 euro per percorrere appena una quindicina di chilometri: tre o quattro volte il prezzo del noleggio di una limousine. Eppure il capo dello Stato continua a voler svolgere una vita il più normale possibile e il più possibile simile a quella dei cittadini. Proprio per questo scelse di fare disciplinatamente la fila all'interno del finger che conduce dentro l'aereo, tra lo stupore dei passeggeri e lo sconcerto degli addetti Alitalia.

Ieri i fiorentini hanno assistito alla stessa scena. Superata la prima sorpresa nel vedere il presidente della Repubblica attraversare a piedi la stazione di Santa Maria Novella in compagnia del sindaco Nardella, un gruppo di cittadini, dopo avergli riservato un applauso, lo ha seguito fino alla fermata del tram, alle spalle della stazione. Qualcuno ha anche tentato di salire insieme al presidente ma gli è stato fatto notare che quella corsa era riservata. E a quel punto la sorpresa si è trasformata in un "leggero" fastidio.

Franco Bechis per “Libero Quotidiano”


Toh, ecco il tram, in ritardo come sempre. Sbuffando, con la valigia in mano il vecchio fiorentino con il suo trolley si è avvicinato a quella sorta di metropolitana leggera che porta a Scandicci dalla stazione di Santa Maria Novella. Dovrebbe partire proprio da lì, ma questa corsa poco prima delle 11 è davvero strana: è partita più indietro, e chissà perché. Pazienza, ecco il tram.


Il convoglio rallenta, si ferma per non travolgere il gruppo di passeggeri sbuffanti e già in ritardo. Ma le porte non si aprono. Quando i viaggiatori provano a salire, ecco un gruppo di nerboruti signori dai modi cortesi, ma decisi, che dice «no, non si può». Raccontano le agenzie di stampa che in effetti «qualcuno ha cercato di salire, ma è stato loro spiegato che il convoglio era riservato per motivi di sicurezza».


Motivi di sicurezza? Trasportava una bomba? Più o meno: su quel tram era appena salito il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con i suoi cari (lo staff che lo assiste), le sue guardie del corpo (i nerboruti signori), il sindaco di Firenze, il renzianissimo Dario Nardella, lo staff di Nardella, il prefetto Luigi Varatta, i suoi collaboratori, e addetti aggiunti alla sicurezza. È stato così plasticamente evidente a tutti l’ultimo mostro nella storia della casta: il tram blu. Un convoglio ad uso esclusivo del potente di turno e della sua corte, che l’aveva sequestrato a quella cittadinanza che paga le sue tasse per avere servizi in orario.


Il presidente della Repubblica era arrivato in treno a Firenze su un Freccia d’Argento partito dalla stazione Termini. Anche in quel caso era stato sequestrato per motivi di sicurezza un vagone per l’augusto ospite, il ministro della Giustizia Andrea Orlando, gli staff di entrambi, e gli addetti alla sicurezza. Mattarella era atteso a Scandicci per inaugurare i corsi della scuola superiore della Magistratura. Dicono i suoi collaboratori che il presidente ha scelto di parlare poco e di comunicare molto con i gesti. Quel viaggio prima in treno e poi sulla tramvia elettrica di Firenze sarebbe una sorta di messaggio presidenziale.


Simile a quello di un paio di settimane fa, quando Mattarella andò a Palermo per una visita privata imbarcandosi su un volo di linea Alitalia. Il messaggio sarebbe : ecco un presidente che non spende e non spande, e viaggia come i comuni mortali. E già qui qualche crepa emerge: i comuni mortali non hanno il potere di farsi sequestrare vagoni di treno o interi tram per i loro spostamenti. Secondo messaggio in quel gesto, il risparmio: ecco un presidente che non butta via i soldi dei contribuenti, utilizzando auto blu e aerei presidenziali.


E anche qui non ci siamo: possibile che il volo di linea Alitalia con le caratteristiche particolari del caso sia costato un po’ meno del rullìo dei motori dell’aereo di Stato. Ma per la gita a Firenze per lo show treno-tram i contribuenti italiani ci hanno rimesso assai più di un banale viaggio in auto blu di Mattarella e tutta la compagnia da Roma.


Naturalmente questi banali conti non sono venuti in mente a gran parte dei media e dei politici italiani, che già due minuti dopo esultavano commossi per l’evento. I giornali, si sa, non hanno ancora esaurito gli ettolitri di bava restati in magazzino dopo la sbronza già presa con Giorgio Napolitano, Mario Monti, Enrico Letta e Matteo Renzi. E sui politici siamo rassegnati. «Che onore avere il presidente della Repubblica Mattarella in tramvia! Benvenuto a Firenze».


Così il sindaco Dario Nardella ha accolto il capo dello Stato alla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella dove ha preso il tram che lo ha condotto a Scandicci. Cinguettava l’eurodeputata Pd Simona Bonafè: «"#Mattarella in tramvia verso Scandicci!…». Peggio ancora il governatore della Toscana, Enrico Rossi, colto a tubare con il Capo dello Stato: «Il presidente Mattarella a Firenze prima in treno e poi in tramvia. Uno stile che deve essere di esempio per tutti».


Non aveva finito di dirlo che a Mattarella alla fermata di Scandicci veniva raccolto dalla solita auto blu presidenziale che lo aveva seguito in incognito per portarlo alla scuola superiore di Magistratura, che non era proprio a due passi. L’auto blu quindi c’era, ed è un costo da aggiungere. A quelli che ieri hanno pagato i contribuenti fiorentini per il tram blu.


La linea Firenze-Scandicci, gestita dai francesi di Gest, prende dal comune di Firenze un contributo di esercizio pari a circa 60 euro per ogni corsa effettuata su quella tratta (che è di circa 7,5 km). Oltre a quello, ripaga i costi di esercizio con il biglietto che costa 1,20 euro. In esercizio dall’alba fino a mezzanotte e mezza, la tranvia trasporta 164 passeggeri medi a tratta.


Nelle ore di punta (quella in cui è salito a bordo il presidente della Repubblica) la media è di 250 passeggeri (ne può tenere 272). Il costo di base di quel viaggio presidenziale è dunque di 360 euro solo andata, 720 euro per l’andata e ritorno per 15 km. Tanto per capirci, il costo di affitto di una limousine da 8 posti a Firenze per quelle due tratte varia a seconda dei gestori fra 150 e 400 euro. Ma nel prezzo è compresa una bottiglia di Franciacorta (per i low cost) o di champagne quando il prezzo sale...



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