La Deflazione non è un'Opinione (di Maurizio Blondet)

di Maurizio Blondet rischiocalcolato.it 24/2/2015

Caro Funny,

noto che alcuni tuoi lettori ritengono che  l’inflazione sia una “sensazione”,  qualcosa di soggettivo: alcuni la provano, altri no. Alcuni interventi: “Ma come si fa ancora a dire che la causa della povertà è la deflazione?”. Un altro: “..a parte che sta deflazione non esiste, i prezzi non fanno altro che salire”, un terzo: “Inflazione/disinflazione/deflazione sono indicatori che non sono intrinsecamente nè positivi nè negativi”.


Posso permettermi di ricordare a tutti  che la deflazione è un fenomeno patologico,  oggettivo e misurabile? Anzi, matematico?

La deflazione è indicata dal declino della massa monetaria (M1, M2, M3), e dal calo della velocità di circolazione di detta massa.

La BCE ha per statuto l’obbligo di mantenere la massa monetaria in crescita del 2%,  onde mantenere un tasso d’inflazione attorno al 2. Invece, ecco che cosa è successo: qui sotto, la tabella mostra che la BCE ha lasciato contrarre tragicamente la massa monetaria nell’euro-zona:

E’ un calo della massa monetaria peggiore di quello che si produsse in America  nella crisi del 1929-39.  E questa tragica contrazione non avviene da oggi: come si vede, il calo della massa coincide con l’inizio della crisi importata dagli Usa, il 2008. Già nel  febbraio  2012, Ambrose Evans Pritchard   segnalava che «La caduta di circolante nel semestre è stata del -12,9% in Grecia, del -9,2 in Irlanda, del -9% in Portogallo, del  -8% in Italia, e del – 1,5% in Spagna: sono i tassi di declino degli anni 1931-32. Sono peggiori del peggiore anno della Grande Depressione».   E parlava solo della M1, ossia del circolante e depositi a vista.

http://blogs.telegraph.co.uk/finance/ambroseevans-pritchard/100015335/draghi-bazooka-has-not-yet-stopped-club-med-money-collapse/


La BCE,   dunque,  è criminosamente inadempiente rispetto ai suoi propri statuti, per volontà del socio di maggioranza tedesco.  Il creditore vuole vederesi restituire oneta con più alto valore d’acquisto, gli conviene.

Il  grafico di sopra risponde anche alla domanda  provocatoria del lettore:   sì, si può dire che la deflazione è causa di povertà.  Come si vede,  il crollo dei prestiti a privati   segue da vicino  il collasso  della massa  monetaria  – il che è logico, dato che la moneta è  oggi “debito”, cioè è creata dal sistema creditizio indebitando privati, imprese, consumatori.  Se crolla il credito, la recessione è una conseguenza ineluttabile.

Che la velocità della circolazione sia paralizzata, lo vedono tutti:    nessuno compra più immobili perché non si fanno mutui, una immane ricchezza monetaria è immobilizzata in depositi bancari  per mancanza di opportunità di investimento.  I consumi calano perché la moneta è diventata “rara e costosa”…

La crescita economica reale è in funzione diretta del volume della circolazione monetaria . È un fatto matematico, non un’opinione. Detesto esibire equazioni  da economista  bocconiano,  ma qui ci vuole.

M x V = P x Q

Dove «M» è la massa monetaria circolante, «V» la velocità con cui circola, «P» l’inflazione, «Q» il PIL. Se  la Banca Centrale  non aumenta adeguatamente  la Moneta (M) , il PIL   (Q) «non può» crescere.    E’ matematico.

Il lettore dice “..sta deflazione non esiste, i prezzi non fanno che aumentare”, ha una sensazione, che però ha una ragione fondata. Molti si accorgono, di questi tempi,  che in Germania molti prezzi sono più bassi che in Italia, che la vita è più conveniente.  Ciò non ha nulla di strano:   è conseguenza del fatto che in Germania l’euro è   una moneta sottovalutata, il cui corso è tenuto (artificialmente) basso, mentre a contrario, in Italia è sopravvalutata.  L’euro “non” è la stessa moneta se la spendiamo a Roma o a Berlino.

Ciò, ovviamente, senza   voler sminuire  l’altra causa dei nostri prezzi alti, l’inefficienza, incompetenza e inadempienza  dei parassiti pubblici,   una palla al piede che è causa  unica dell’ipertassazione  e delle regolamentazioni ostacolanti, ostili al privato che imprende.  Ma ti ricorderai che  in Svizzera,  fino a quando la sua banca centrale ha tenuto il franco appoggiato all’euro – ossia sottovalutato – noi lombardi ci stupivamo di come un pasto al self-service dell’Innovazione di Lugano fosse a buon mercato….una “sensazione”  che è sparita quando il franco è  stato lasciato fluttuare, sopravvalutandosi istantaneamente.


La BCE non otterrà un  calo della deflazione con le misure che ha preso, né con i tassi negativi né col quantitative easing microscopico che ha promesso da marzo. Il motivo  è che da banchiere e Goldman Sachs,  non può pensare ad altro che a far passare gli “stimoli”  attraverso le banche, che si tengono i soldi.  Una misura interessante, che produrrebbe un benefico aumento dei consumi  congelati, sarebbe regalare 500 euro al mese ai 7 milioni di italiani  con la pensione  sotto i 700 euro, e a tutti  gli spagnoli, portoghesi, greci…ma capisco che i tempi non sono maturi. Anzi non verranno mai, perché ciò rivelerebbe il trucco monetario fondamentale: ossia che la moneta si può creare dal nulla.  E siccome la moneta “comanda lavoro”, bisogna che i lavoratori credano che sia scarsa e difficile da guadagnare (come l’oro una volta), altrimenti crolla tutto.

Maurizio Blondet


Cerca nel sito

ContanteLibero.it

I più letti


Le perle


Appello

Per cambiare la politica

Eventi del Circolo

Il calendario

Sezione Video

Eventi del circolo

Premio La Torre

1996/2011

Selezione Libri

Recensioni

Links

Collegamenti utili


Partners

Realizzato da Telnext