Sessantezza, primavera di saggezza

Marcello Veneziani - Mer, 18/02/2015 - il giornale

Ti senti agli albori della senilità, ed entri da cadetto nella squadra dei seniores


A voler essere ottimisti ad ogni costo, quando scoccano i sessant'anni comincia la pubertà della vecchiaia, l'adolescenza della quarta stagione.

A sessant'anni smetti di vivere da maturo l'età giovanile e vivi da giovane l'età senile. Ti senti agli albori della senilità, ed entri da cadetto nella squadra dei seniores. Nella Roma antica rottamare i sessantenni non era un modo di dire: sexagenari da ponte, ossia i sessantenni erano da gettare dal ponte Sublicio nel Tevere. Era quello allora lo scivolo per la pensione e il trattamento di fine rapporto con relativa liquidazione. In realtà il lancio era figurato, buttavano nel fiume il simulacro del rottamato. 

Ora ci sono modi più soft per rimuoverti e ci sono perfino privilegi risarcitori, come la carta d'argento con lo sconto sui treni e al cinema. E scatta la solita consolazione del paragone coi sessant'anni dei nostri padri o nonni, per dire che ora a sessant'anni si è solo diversamente fanciulli, seppure calanti. Ai loro amori tardivi Paolo Conti ha dedicato ora un libro, Batticuore.

Adesso che trasloco anch'io nello Stato dei sessantenni, ho smesso di considerarmi Io e mi ritengo altro, uno tra i tanti, nell'infinita sequenza dei viventi di passaggio. Ho accolto con amor fati un destino marginale, ho smesso ogni pretesa, anche giusta, amo la verità pur senza esserne ricambiato, non mi faccio più illusioni, so di scrivere sull'acqua. Gioco a carte scoperte con la sorte. Aspetto il turno, paziente. Sessantezza, primavera di saggezza




Cerca nel sito

ContanteLibero.it

I più letti


Le perle


Appello

Per cambiare la politica

Eventi del Circolo

Il calendario

Sezione Video

Eventi del circolo

Premio La Torre

1996/2011

Selezione Libri

Recensioni

Links

Collegamenti utili


Partners

Realizzato da Telnext