Addio politica, i selfie hanno battuto i simboli

15/2/2015 Marcello Veneziani il giornale

C'è un nesso tra la forte astensione alle urne, il collasso della politica e la scomparsa dei simboli politici. La politica ha perso il suo linguaggio elementare, le icone di appartenenza.


I simboli richiamavano voti e militanti, campeggiavano nelle sezioni, erano la carta d'identità di gruppo, raccontavano una storia e una passione comune. Quanto ha pesato l'immagine dello scudo crociato nella sorte della Democrazia cristiana, e quanto evocavano la falce e martello e la fiamma tricolore, il sol dell'avvenire e la stella e corona?


I partiti laici erano più avari di simboli ma non ne erano privi. I simboli erano il compendio di una visione politica, la sintesi visiva di una storia, la madeleine di una comune radice. Era la fase liturgica della politica coi suoi riti e le sue icone ma quanta importanza hanno i simboli nella vita personale e collettiva?


Carl Schmitt sul piano politico e Pavel Florenskij sul piano religioso hanno indicato il valore cruciale dei simboli. Sparirono i simboli dopo un breve passaggio nel regno vegetale (rose, margherite, verdi, querce, ulivi, cespugli).


Poi sono venuti i loghi, i marchi, le griffe, che attengono più a prodotti commerciali che a beni politici. A scortare la solitudine ci sono ora le icone, le faccine, i simboli d'accesso al pc, allo smartphone, al web. La politica che perde i simboli, perde la possibilità di comunicare direttamente all'anima dei popoli e alla mente e all'immaginazione.


Cosa sostituisce oggi i simboli nella politica?


Il selfie, ossia la mia faccia con quella del leader istrione, che nella sua solitudine al comando riflette la solitudine di ognuno


. Il narcisismo di ciascuno si rispecchia nella gigantografia del leader. E in mezzo il deserto. Vent'anni fa si parlava di partito personale, tra piacioneria e seduzione, ora siamo in una fase ulteriore: la politica narcisista, forma acuta di egocentrismo autoreferenziale. La politica, il partito, gli elettori e i gregari si rispecchiano nei loro leader. E il leader come Narciso si specchia nella sua immagine e si promuove tramite essa


. Il narcisismo è forse l'unico filo conduttore che oggi unisce i leader preminenti sulla scena politica, a cominciare da Renzi. La fedeltà al Capo-Narciso è l'unico fattore di coesione politica. Ma i leader passano, col loro narcisismo, i simboli invece restano. Se finiscono i simboli, finisce con loro la politica.


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