James Bond contro i Trapassati

14/2/2015 Marcello Veneziani Il Giornale


007 morto che parla.


La prossima settimana James Bond sbarcherà a Roma per girare il ventiquattresimo film della saga, che da Sean Connery - che era un po' il San Pietro del bondismo - è arrivata ora a Daniel Craig che è invece il Papa Francesco, l'ultimo Bond.


La Metro Goldwin Mayer aveva intenzione di girare le sue scene più mortifere del film Spectre nel cimitero storico della Capitale, il Verano.


Erano previste settimane nere di slalom tra le tombe, un macchinoso allestimento del set al Verano con un un via vai che nemmeno il 2 novembre... Ma in extremis James Bond è stato stoppato dall'Arciconfraternita dei Trapassati che è riuscita a far vietare le riprese funeste. Una conclusione fantastica, degna di Jan Fleming, che meriterebbe un film dal titolo lapidario: “James Bond contro i Trapassati”.

 

Alla saga angloamericana ha risposto l'Arciconfraternita con la poesia A' livella di Totò e il suo minaccioso “Mme scuordo ca so' morto e so' mazzate”.


Per concludere romanescamente che ognuno si faccia “li mortacci sua”, senza venire a invadere i cimiteri nostrani. Sacrosanto.


Ma la cosa che più sgomenta in questa vicenda è che si considera Roma come una location cimiteriale, un luogo ideale per defunti, un tempo città viva e gloriosa, ma che ora funziona solo come città tombale gli spettri.


I romani sono ormai considerati come gli egizi o gli etruschi, un popolo estinto, con sindaci mummie, presidenti sarcofaghi (his name is Mortarella?).


Roma caput morti. Qui l'unica cosa che funziona è la necropolitana.


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