SU CERTE 'COSE ULTIME' - 4

VITTORIOMESSORI.IT

Restando in tema , mi va ora di parlare un poco di sant’Andrea Avellino. Chi era costui ?

Sospetto che anche molti cattolici, pur praticanti, ne conoscano soltanto  il nome : e magari neanche quello . Dunque, occorre  un piccolo promemoria. Vissuto nel Cinquecento, lucano  di Potenza,  avvocato in giovinezza,  si fece Teatino, sacerdote cioè  della famiglia religiosa appena fondata che ebbe un grande ruolo nella lotta contro l’eresia protestante e nella successiva  riforma cattolica.

Una curiosità: l’ardita,  grande cupola (ora in restauro dopo l’incendio) della cappella che, a Torino, custodisce la Sindone e sovrasta la cattedrale della città,  fu costruita da padre Guarino Guarini , uno dei maestri del barocco, nonché  frate teatino. Nella giovane Congregazione, il già avvocato Avellino lavorò senza badare a fatiche e a rischi . Addirittura  fu vittima di due aggressioni che, nelle intenzioni, dovevano essere  mortali: lo si voleva uccidere per vendicarsi delle severe riforme che aveva imposto a monasteri, sia maschili che femminili, dove le regole erano assai rilassate.

A tal punto era degradata la vita religiosa: si poteva giungere all’omicidio pur di non rinunciare agli agi e ai vizi dei conventi. Malgrado l’impegno febbrile arrivò ad età avanzata. Aveva già superato gli ottanta quando, celebrando all’alba la messa , ancora in forze e apparentemente in buona salute, fu fulminato da un infarto  e si accasciò sull’altare con nelle mani l’ostia appena consacrata .

Da questa morte (la più bella, in fondo, per un sacerdote come lui, innamorato della divina liturgia) nacque il culto: fu invocato come difensore dalle morti improvvise, fu pregato come intercessore perché la morte non ci colga impreparati, perché si abbiano il tempo e le forze per ricevere i tre sacramenti pegni di salvezza . La confessione, l’eucaristia , l’unzione degli infermi.

La mia famiglia non era religiosa ma, tra le poche tracce di devozione – o presunta tale – mi colpiva l’invocazione o, meglio l’interiezione , di alcune mie parenti alla notizia di qualche morte improvvisa. Sant’Andrea Avelein!, esclamavano storpiandone il nome, mentre io mi chiedevo chi fosse quel tale.

Ebbi poi, ovviamente. l’occasione di conoscerlo e, così,  ormai da molto tempo, è tra i santi di cui ogni sera  chiedo l’intercessione . Ne faccio con reverenza il nome ovviamente  dopo quello , illustre tra tutti, di san Giuseppe “patrono  della buona morte“ : e non a caso, essendo spirato, secondo la Tradizione, nella sua casa di Nazaret , avendo al capezzale la moglie Maria e il figlio Gesù.

Quale assistenza più eccelsa ? Sant’Andrea è colui che intercede per la grazia che la maggioranza dei nostri contemporanei non solo non desidera ma rifiuta spaventata. Interrogando la gente , se si ha il coraggio (ne occorre, visto il divieto sociale anche solo di accennare a questo) il coraggio, dunque, di chiedere come vorrebbero  morire , la risposta della maggioranza è : nel sonno, di colpo, senza accorgermene.

E’ proprio ciò che il cristiano  dovrebbe  chiedere al santo lucano di evitarci : gli si domanda di intercedere per permetterci di  “vivere la morte“ , preparandoci in modo adeguato, accompagnati dalla preghiera di chi ci vuol bene  e dai sacramenti della Chiesa. L’ossessione attuale del viaggio turistico porta tanti a perdere tempo e fatiche per la richiesta di passaporti, di visti , di vaccinazioni, di informazioni, di prenotazioni, magari di abiti adeguati al clima dell’esotico luogo dove si desidera andare.

E proprio per il viaggio definitivo, quello senza ritorno,  quello che ci condurrà nella dimensione eterna , proprio per quello non solo non cerchiamo ma rifiutiamo la preparazione adeguata?


Cerca nel sito

ContanteLibero.it

I pił letti


Le perle


Appello

Per cambiare la politica

Eventi del Circolo

Il calendario

Sezione Video

Eventi del circolo

Premio La Torre

1996/2011

Selezione Libri

Recensioni

Links

Collegamenti utili


Partners

Realizzato da Telnext