I masochisti del Mattarello

Nicola Porro Il Giornale 31/1/2015

Uno degli aspetti più interessanti, per il momento, dell’elezione di Mattarella è il godimento che stanno mostrando gli antiCav doc (una categoria che insieme al Cav pensavamo in via di estinzione).


Il motivo è semplice la Scelta è stata fatta contro il patto del nazareno e l’accordo sulle riforme che avrebbe dovuto tenere insieme Renzi&berlusconi. Li capiamo. Quelli che ci godono.


Quello che comprendiamo meno é la reazione dei nostri amici giornalisti, opinionisti, commentatori borghesi. Quelli che per venti anni, oltre a spiegarci che berlusconi faceva schifo, ci hanno raccontato la storia del rinnovamento della classe politica.


Quelli che ci hanno martellato le palle con l’idea della casta: favolosa intuizione per cui i mali dell’italia dipendono solo da un gruppetto di mandarini alimentati dalla plitica, mentre il resto degli italiani sono onesti, perbene, educati, ma distrutti da una casta che li governa.


Bastava tagliare la testa e i privilegi alla casta e tutto sarebbe andato a posto, anche il nostro debito pubblico. Figurarsi un po’.


Ecco. Oggi tutti godono come dei pazzi per la scelta del moroteo mattarella. Ma ci rendiamo conto, Mattarella.


La preistoria della prima repubblica, l’unto da De Mita, l’uomo schivo perché di lui non si conosce alcuna posizione. Ma veramente dobbiamo brindare per la scelta di un uomo della sinistra dc (che era vecchia e pallosa anche allora quando comandava) per governare il colle piú alto. Toc toc, scusate e la casta dove é finita?


Vale solo per il consigliere comunale che si fa scarrozzare con l’auto blu (oggi molto piú raro)? Non per un ex tutto, e un componente della corte costituzionale che ha previlegi che voi umani neanche potete immaginare?


Eletto in quel ruolo solo grazie alla politica, come é normale e previsto.


E cari colleghi opinionisti pronti a fare le pulci a tutti per qualsiasi minimo conflitto di interesse, o rapporto familistico, vi raccontiamo un aneddoto.


Quando toccava piazarla alla Corte costituzionale non si riusciva proprio ad eleggerlo, ma all’ultimo per un solo voto ce la fece.


Fu determinante la straordinaria ministra Madia, che aveva appena partorito, e che eroicamente si presentó in aula per votarlo. Forse consigliata proprio da mattarella. Non sergio, prossimo presidente, ma bernardo giorgio, suo figlio, capo dell’ufficio legislativo del ministero della madia.


L’italia é cosí siamo tutti parenti, tutto si tiene. E tifosi. Mattarella varrá bene un brindisi alla faccia del Cavaliere. Tutti godono per l’elezione del prototipo di ciò che (anche volgarmente) fino a ieri ci avevano raccontato si dovesse rottamare: la casta della prima repubblica. Valli a capire.


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