Che fine ha fatto la delega fiscale? C'è qualche liberale?

10/02/2012 Di Oscar Giannino per Panorama www.chicago-blog.it

Appello ai liberali in Parlamento, e - se tra loro esistono, anche a eventuali liberisti antistatalisti (non sto parlando di Antonio Martino, ovvio). Fate la cortesia, non fatevi prendere per l'ennesima volta di sorpresa. Cercate di capire che dopo le quattro manovre triennali approvate nel 2011 per  81,4 miliardi di euro di cui quasi all'80% solo da nuove tasse, c'è un'unica vera grande occasione per ribaltare il vampirismo fiscale. E' l'esercizio della delega fiscale che questo governo eredita dal governo precedente. Doveva sfoltire e abbattere i 720 bonus dai quali lo Stato incassa 253 miliardi in meno l'anno.  83 miliardi sono stati "blindati" dai tecnici, perché eviterebbero doppie imposizioni, garantirebbero l'ordinamento comunitario, o ancora i principi costituzionali. Su questo, liberali in Parlamento, fossi in voi andrei bene a controllare: in molti casi non mi pare proprio.

Il lavoro tecnico è stato compiuto dalla commissione che Tremonti affidò  a Vieri Ceriani della Banca d'Italia. Oggi è sottosegretario all'Economia. A lui Monti ha affidato l'intera partita della delega. Ma ne è stata annunciata un'altra, tre settimane fa: non ho capito su che base, visto che la delega ereditata è la più colossale occasione per ridisegnare l'intero complesso del welfare e degli aiuti pubblici agli "amici degli amici". Quel che ho capito della nuova delega non mi è piaciuto,  "equità" e "perequazione", il mantra di chi crede allo Stato distributore. Noi vogliamo invece non ostacoli la crescita.

Il Parlamento aveva promesso lavori preparatori sul tema in pochi mesi, altrimenti a ottobre sarebbero scattati tagli lineari di finanza pubblica. Monti ha sostituito ai tagli lineari l'aumento dell'IVA dal 21% al 23% e dal 10 al 12%, sempre da ottobre, se i 170 miliardi di detrazioni e deduzioni non coprono il gettito equivalente. I tecnici attuali sono keynesiani e statalisti, vogliono solo recuperare altro gettito allo Stato. Le sovrapposizioni tra fisco e stato sociale, su cui ha lavorato la commissione presieduta da Mauro Marè, sembra non interessare più nessuno. E il governo con il decreto salva-Italia si è data anche la facoltà di indicare entro maggio il  nuovo ISEE, l'indicatore di capacità del contribuente che dà diritto a tariffe agevolate e sconti.

State attenti, residui liberali. O siete capaci di incalzare da subito il governo, avete pronta in parallelo una spending review che abbatta spesa pubblica e tasse di 5-6 punti di Pil in un quinquennio come ha fatto la Germania tra 2002 e 2008, e vi affiancate  una proposta secca di riarticolazione di bonus fiscali solo a favore di famiglia, lavoro e impresa. Oppure i tecnici statalisti e keynesiani vi uccelleranno ancora una volta e definitivamente in questa legislatura. E avremo ancora più Stato e più gettito per lui.

"Quando gli scopi del governo sono snaturati e la libertà pubblica è manifestamente posta in pericolo, e tutti gli altri mezzi di correzione sono inutili e vani, il popolo può e di diritto deve riformare il vecchio governo o stabilirne uno nuovo. La non resistenza contro il potere arbitrario e contro l'oppressione è assurda, da schiavi e distruttiva del bene e della felicità dell'umanità". Costituzione del New Hampshire, articolo 10. Sante parole!


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