Io non sono Charlie - PARTE 1

17/1/2015 papalepapale.com

PARTE 1


QUESTO ARTICOLO E’ SENZA IMMAGINI: UN PICCOLO SEGNO DI PROTESTA CONTRO CHI USA LE IMMAGINI PER FARE BLASFEMIA, SCATENANDO INFINE UN GIRONE INFERNALE DI MORTE E DISTRUZIONE, TUTT’INTORNO E DENTRO.


E’ ancora tutto in corso, a Parigi: e non avrà mai più fine, né a Parigi né in alcun altro posto della vecchia putrefatta Europa. Siamo agli inizi.


Uno scenario di guerra, da stato d’assedio in Francia: una manna dal cielo per qualsiasi governante, perché automaticamente si sospendono tutte le garanzie costituzionali e puoi finalmente creare capri espiatori, mettere le mani addosso a chi vuoi tu, consumare antiche vendette politiche, impunemente, usando il mantra dell’emergenza nazionale. Persino i cadaveri politici resuscitano, come il presidente Hollande, che con una salubre passeggiata mattutina a piedi e a petto gonfio sotto le telecamere a sfidare il destino può risalire dal sotto zero nel quale è precipitato nei sondaggi, atteggiandosi a salvatore della patria


Tutto questo è opera di vignettisti


Ma io insisto: questo scenario non è stato creato dai terroristi, ma da chi ha disegnato la vignetta, da chi gli ha offerto un pretesto (che tanto pretesto non è, ma un sanguinoso motivo) strafottendosene di tutti gli innocenti che potevano andarci di mezzo insieme a loro. E per cosa poi? Solo per quell’ego malato che è proprio del giornalismo.


Anche se qualcuno come l’avvocato leccese Riccardo Rodelli, impegnato nella lotta contro la costituzione di una università islamica nella capitale salentina, che in mezzo ai mari com’è la porterebbe a diventare il porto naturale e il centro di smistamento del terrorismo in Italia, non a torto, diceva: «La colpa non è di chi ha fatto la vignetta ma di un`Europa che incapace di dare risposte culturali economiche e politiche si affida alla satira. Panem et circenses. Allah non si piglia per culo, si smonta con la ragione e la sapienza».


Con la politica. Ma con Bruxelles, come aveva previsto Mitterrand, la politica sarebbe scomparsa e una casta di ragionieri ne avrebbe preso il posto.


Tuttavia dimentichiamo che altri scenari così si sono ripetuti a Londra, a Madrid: chi se ne ricorda più? Fra un mese dimenticheremo e ci sarà in fretta fatto dimenticare anche quanto è accaduto a Parigi. Non solo perché a nessuno importa, ma proprio perché l’islam è stato scelto dai poteri lobbistici europei, spalancandogli le porte, come alleato e agente della secolarizzazione, che ha come prima tappa la totale sostituzione e l’obnubilamento di ogni sacca di resistenza e reminiscenza cristiana nel vecchio continente. L’islam fa parte del progetto dell’antichiesa. Fra poco torneranno amici, francesi e terroristi, islamici e laicisti: in nome della congiura e dell’odio comune contro la croce di Cristo, solo liberatore, solo Vittima che ha sacrificato se stessa per tutti.


Quando i poteri grigi europei decisero: rovesciamo Lepanto!


Quasi un trentennio fa, caduto il comunismo, una serie di conferenze interne alle massonerie europee avevano stabilito: bisogna disgregare il tessuto connettivo che delle nazioni europee fa corpi sociali compatti e autonomi, identitari: la cristianità e la famiglia. Il divorzio ci era riuscito solo in minima parte. Ma ora bisognava distruggere tutto perché dalle ceneri fosse edificata una nuova “unità” tutta basata sulla burocrazia e il denaro, sul nuovo paganesimo di massa, da far gestire a élite, lobby di iniziati senza storia e senz’anima.


L’Europa doveva diventare la terra di nessuno del nuovo ordine dei sazi e indifferenti, sotto la guida di illuminati avanguardisti che in se stessi e nei loro interessi economici e ideologici trovavano legittimazione, superando il voto dei cittadini dei singoli stati, ridotto a un puro artificio simbolico, avviandosi così verso un unanimismo permanente e artificialmente alimentato attraverso i media e il dispotismo delle “anonime” leggi, brevettate non si sa dove e da chi di preciso, ma che diventassero socialmente vincolanti ovunque. A prescindere.


La moneta unica sarebbe stato il piede di porco col quale sfondare le porte di tutte le stanze dei bottoni nazionali. Ma come arrivare a tutto questo? Da dove iniziare? Semplice: abbattiamo le frontiere, facciamo invadere l’Europa dal nemico storico dei cristiani: gli islamici, gli stranieri d’ogni risma e facciamone i titolari di diritti persino superiori a quelli dei cittadini tradizionali, identitari. Facciamo un’infornata di tutte le religioni e inquiniamo quest’atmosfera cristiana, contaminiamola, facciamone il laboratorio multietnico e multireligioso per antonomasia. Sosteniamo tutto questo con leggi “solidali”.


Poi passiamo alla desacralizzazione e smitizzazione della famiglia, equiparandovi qualsiasi stravaganza, dando diritto a definirsi tale qualsiasi agglomerato umano. Separiamo uomini da donne e genitori da figli. Bisogna che diventi l’Europa delle solitudini, lasciando il singolo dinanzi al vuoto del nulla, senza più legami: solo davanti a una astrazione colossale  e grigia che gli toglie il respiro e lo disorienta: l’anonimo governo transnazionale al quale non potrà che consegnare la sua coscienza, e la vita. Franerà nella testa degli europei anche l’ultimo bastione che si frappone tra noi e il governo unico del pensiero unico: agiamo, in questo, in sintonia con gli Stati Uniti. A Bruxelles morirà l’Europa di sempre, a Bruxelles rinascerà. Come piace a noi. Libertina e totalitaria.


ornocrati, sacrileghi, blasfemi

Scusate, ma la devo dire, non posso tacere oltre senza che mi venga un crampo intestinale: i giornalisti la devono smettere di usare le divinità proprie e altrui per fare “satira”… de che? È oltraggio, sacrilegio, offesa dei sentimenti più profondi di interi popoli.  A offendere il profondo delle persone, ne evochi il lato oscuro, primordiale: omicida. Per questo il sacrilegio, come la profanazione e la bestemmia, sono le armi principali di Satana, “padre e autore del sacrilegio e dell’oscenità” è definito nell’Esorcismo Maggiore.


E chi è che è stato assassinato l’altro giorno? Dei vignettisti, dice. Dei satirici, dice. La cui satira si basava principalmente sul sacrilegio e la bestemmia, sull’oscenità con le quali venivano profanate tutte le divinità e il nome stesso di Dio, rappresentato in scene pornografiche. No, scusate, non ci sto: qua non c’entra niente né il giornalismo né la libertà di espressione, tanto meno la satira: l’altro giorno sono stati giustiziati dei pornocrati, dei sacrileghi, dei profanatori. Dei servi del demonio.


Non per i loro corpi ormai esanimi dovremmo preoccuparci: ma per le loro anime, che stando così le cose avranno trovato spalancate tutte le porte dell’inferno. La bestemmia, il sacrilegio sono patti che firmiamo con Satana. I patti col demonio sono tutti aleatori, tutti capziosi, tutti quanti in cima si firmano con l’oro e in calce col sangue. Si pagano.


Parigi è una città islamica, dunque vige la legge coranica


Parigi ha abiurato, ha divelto le pagine della cristianità, sputato sui suoi santuari.


Nessuno, stando alla legge occidentale, ma anche, volendo, alla prospettiva cristiana, aveva diritto di ucciderli. Ma per l’Islam sì. E quando sono andato a Parigi, girando per le strade della capitale, vedendo nei ristoranti intere tavolate di mulatti padri di famiglia e, accanto, separate, di madri di famiglia tutte incappucciate e rivestite di tendaggi neri, mi resi conto che non mi trovavo in una capitale cattolica, che non era nemmeno ex cattolica tantomeno laica, ma stavo in una città islamica.


L’Islam si è velocemente impadronito, con il placet degli europei, delle principali capitali: Parigi, Londra, prossima è Berlino. L’Europa non solo non è più cristiana, non solo è anticristiana, è ormai pars infidelium: terra islamica, dove gli infedeli stavolta, paradossalmente, siamo noi cristiani, lo siamo per gli islamici e anche per i laicisti; ma, ahiloro, pure i laicisti non sanno che finiranno nel nostro stesso calderone.


Solo l’altro ieri il governo andaluso ha annunciato di voler requisire la storica cattedrale di Cordoba per cederla ai musulmani. Qualche giorno dopo, a qualche chilometro di distanza, le avvisaglie su come andrà a finire. Per gli stessi laicisti. Ben gli starebbe.


Quando hai conquistato le capitali, hai preso un paese, e non si torna indietro. Con questi, non con i cattolici il pensiero unico dominante liberal-radicale europeo farà i conti: ha già iniziato. E se dunque le capitali europee sono islamiche, se per logica conseguenza islamici vanno considerati i paesi le cui capitali sono a maggioranza islamica, è chiaro, naturale e plausibile che su quelle stesse terre valga legge islamica, che prescinde i codici penali e le costituzioni, se queste non si richiamano e rifanno ad Allah. Abituiamoci, dunque.


Oppure ribelliamoci: ma come? Non è più possibile ormai: sono milioni e milioni gli islamici qui e al contrario nostro hanno fede nel loro falso dio: se se ne andassero, svuoterebbero le capitali. Solo – come altre volte nei secoli – Maria ci può salvare da questo vicolo cieco, non certo il sacrilegio verso Maometto, propedeutico a quello verso Dio.


Ma semmai il vero problema è ancora un altro, come segnalato dall’amico Alessandro Grasso: «Ecco, il punto non è quanto hanno ecceduto quelli che si nascondono dietro alla “satira”, ma che l’islamismo non ha una soglia minima, può sempre scendere più in basso, e quindi è prioritario reagire su quello, perché sennò col tempo diventa blasfemo qualunque pensiero non islamico, e chiunque può avere la vita distrutta da una accusa nemmeno fondata. Se non difendiamo i veri blasfemi oggi, domani ci faranno come in Pakistan, la strage ad un matrimonio cristiano perché qualche musulmano, magari di vicinato invidioso, si è inventato che hanno fatto coriandoli di Corano per festeggiare gli sposi…».


Il fatto è che questo non è un rischio: è un decorso naturale dell’islamismo popolare. Non appena saranno in numero sufficiente, finirà così e finirà, la festa, anche per quei banditi di radical-chic che ne hanno propiziato con ogni legge il loro ingresso di massa in Europa: le prime teste a cadere, in quanto più “dissoluti” degli altri all’occhio islamico, saranno proprio le loro.


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