14 Gennaio 2015 IL RIEMPITIVO

PIETRANGELO BUTTAFUOCO IL FOGLIO

La sensazione, tutta speciale, di sentirsi scimuniti.


Guardo due ragazzi, lui e lei, precisi a far la parte di due stupidi.


C’è una bella canzone di Giorgio Gaber: “Noi due stupidi”.



Sono loro, mi dico, osservandoli in metropolitana, stazione Ottaviano, a Roma. Intorno a loro – pallidi e smunti, tristi e pensosi – i pendolari.



Loro due, invece, pronti a scoppiare a ridere. Non fanno altro che guardare gli altri entrare, passare, restare e poi scendere. E loro sempre a ridere. Loro – lui e lei – persi nel mondo incantato della stupidità: il modo migliore per vestire di gioia il loro amore acerbo.


E l’amore – mi dice il filosofo fermato dai controllori dell’Atac – custodisce più enigmi di quanti ne possa risolvere l’elaboratore più intelligente.


Succede che anche loro sono fermati e, stupidi, non trovano in tasca l’abbonamento.



Scoppiano a ridere, scatta la multa – sembra perfino un oltraggio – ma tutti i pendolari, stanchi di far i pallidi e smunti, si offrono di pagare loro il biglietto. Ed è così che ridono tutti.


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