IO NON SONO CHARLIE

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L’uomo, secondo Aristotele, è un “animale razionale”, fatto per conoscere il vero (principio speculativo per sé evidente di identità e non-contraddizione: “sì = sì, no = no; sì ≠ no”), e “libero”, fatto per amare il bene (principio pratico della sinderesi: “fa il bene evita il male”). 

Oggi gli intellettualoidi post-illuministi sono tutti “Charlie”, ossia sofisti intellettualmente (la negazione della non contraddizione: “bene = male”) e degenerati moralmente (la perdita della sinderesi: “malum faciendum, bonum vitandum”), come i vignettisti parigini di Charlie Hebdo (“parce defunctis”).

Milioni di post-europei oramai americanizzati scendono in piazza, diretti dalla sinarchia mondialista, per continuare implicitamente ad insultare la SS. Trinità, Gesù, la Madonna, il Papa. Quanto a noi cerchiamo di essere uomini veri, che conoscono la verità e amano il bene, senza offendere e dissacrare la Divinità.

L’ironia1 e la satira sono buone, ma debbono essere educate; la volgarità, la bestemmia, l’insulto sono oggettivamente un male (2° e 8° Comandamento). 

L’occidente americanista è capace di uccidere per il pallone, per il concerto rock, per la discoteca, per la trasgressione, per le gravidanze non desiderate, per le malattie non sopportate, per importare la democrazia e tutto ciò non sciocca nessuno. Solo Dio può anzi deve essere insultato. L’unica “religione” che non ammette dubbi, interrogativi, dimostrazioni è la “shoah”. Certamente occorre evitare gli eccessi di legittima difesa, ma neppure bisogna osannare chi bestemmia Dio e le cose sacre.

L’illuminismo idealista ci ha portato a questi paradossi: 1°) l’accoglienza di etnie e religioni diametralmente opposte a quella europea (mediterranea, greco/romana e cattolica); 2°) l’insulto che ferisce ed offende chi si è voluto accogliere per poi ferire, il quale non avendo perso la sua identità risponde in maniera aggressiva e sproporzionata, anche se non totalmente sprovvista di un fondamento: “scherza coi fanti, ma lascia stare i santi!”.

Occorre essere realisti. L’attuale stato di degrado dell’uomo (e i fatti di Parigi gennaio 2015 ce lo fanno toccare con mano), il quale è stato ucciso dal nichilismo al posto di Dio che il Superuomo avrebbe voluto uccidere, come aveva teorizzato Nietzsche, non lo si può guarire con rimedi naturali, solo l’aiuto dell’Onnipotenza divina può rimediare a tanto sfacelo. Né tanto meno con le vignette, le raffiche di mitra e le marce illuministe ed illuminate. “Questo genere di diavoli si cacciano solo con il digiuno e la preghiera”.

Conclusione: sii te stesso, animale razionale e libero. Fa il bene evita il male, questo è tutto l’uomo. Non essere Charlie o Charlot, ma un figlio di Dio creato a sua immagine e, se vivi in grazia, a sua somiglianza. “Agnosce christiane dignitatem tuam!”. Altrimenti “sfila e ridi, o pagliaccio, e  ognun applaudirà”. Ognuno scelga la sua strada.
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1. Ironia viene dal greco èiròn: colui che interroga gli altri fingendo socraticamente di non sapere per far sì che essi scoprano la verità. Satira viene dal latino sàtura e significa un componimento poetico che critica con arguzia le debolezze umane. Arguzia viene dal latino arguère, indicare, dimostrare e significa spirito sottile, pronto, intelligente, garbato, piacevolmente mordace (N. Zingarelli). Quindi, a rigor di logica, Charlie non è né ironico, né satirico e neppure arguto. È offensivo e insultante, volgare e disgustoso.

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