ARCHIVIO - ISALM

ORIANA FALLACI - STORIALIBERA.IT

Oriana Fallaci, il pericolo islamico e l'«Eurabia»


"[...] l'incompreso flagello che stiamo vivendo con l'invasione islamica dell'Occidente"
(Oriana Fallaci, «Barbablù e il mondo nuovo. La furia di Oriana Fallaci contro chi ha ucciso la bella addormentata», intervista a Christian Rocca, in «Il Foglio», 13.4.2005).


"L'Europa non è più l'Europa; è diventata l'«Eurabia», una colonia dell'islam, nella quale l'invasione islamica non procede soltanto in senso fisico ma penetra anche nelle menti e nella cultura. Il servilismo nei confronti degli invasori ha avvelenato la democrazia, con ovvie conseguenze per la libertà di pensiero e per lo stesso concetto di libertà"
(Oriana Fallaci, «Profeta del declino», intervista a Tunku Varadarajan, in «Wall Street Journal», 23.6.2005, trad. it. in «Il Foglio», 24.6.2005).




"tre punti che considero cruciali
Punto numero uno. [...] l'immigrazione [...] il Cavallo di Troia che ha penetrato l'Occidente e trasformato l'Europa in ciò che chiamo Eurabia. [...].
Punto numero due. Non credo nella fandonia del cosiddetto pluriculturalismo. [...] E ancor meno credo nella falsità chiamata Integrazione. [...] gli immigrati mussulmani materializzano così bene l'avvertimento che nel 1974 ci rivolse all'ONU il loro leader algerino Boumedienne. «Presto irromperemo nell'emisfero Nord. E non vi irromperemo da amici, no. Vi irromperemo per conquistarvi. E vi conquisteremo popolando i vostri territori coi nostri figli. Sarà il ventre delle nostre donne a darci la vittoria. [...].
Punto numero tre. Soprattutto non credo alla frode dell'Islam Moderato. [...] E continuerò a ripetere: «Sveglia, Occidente, sveglia! Ci hanno dichiarato la guerra, siamo in guerra! E alla guerra bisogna combattere»"
(Oriana Fallaci, Discorso in occasione della consegna dell'Annie Taylor Award, «Un tuffo sulle cascate del Niagara», in «Il Foglio», 3.12.2005)


"Sì, io odio i Bin Laden. Odio gli Zarkawi. Odio i kamikaze e le bestie che ci tagliano la testa e ci fanno saltare in aria e martirizzano le loro donne. Odio i bastardi che insozzano le facciate delle chiese. Odio gli Ward Churchill, i Noam Chomsky, i Louis Farrakhan, i Michael Moore, i complici i collaborazionisti, i traditori, che ci vendono al nemico"
(Oriana Fallaci, Discorso in occasione della consegna dell'Annie Taylor Award, «Un tuffo sulle cascate del Niagara», in «Il Foglio», 3.12.2005).


"Non è vero che la verità stia sempre nel mezzo. A volte sta da una parte sola".
(Oriana Fallaci, «Barbablù e il mondo nuovo. La furia di Oriana Fallaci contro chi ha ucciso la bella addormentata», intervista a Christian Rocca, in «Il Foglio», 13.4.2005).



Oriana Fallaci e il suicidio dell'Occidente


"[...] sono crollati e crollano [...] tutti i popoli che dimenticano di avere un'anima. Ci stiamo suicidando, cari miei. Ci stiamo uccidendo col cancro morale, con la mancanza di moralità, con l'assenza di spiritualità. [...] Ecco perché l'Europa è diventata Eurabia e l'America rischia di diventarlo. Ed ecco perché, segnati in fronte dal marchio di cui parlo ne «L'Apocalisse», il marchio della schiavitù e della vergogna, molti occidentali finiranno inginocchiati sul tappetino a pregare cinque volte al giorno il nuovo padrone cioè Allah"
(Oriana Fallaci, «Noi Cannibali e i Figli di Medea», in «Corriere della Sera», 3.6.2005).


"[...] l'Occidente è [...] malato. Malato del cancro morale e intellettuale di cui parlo nella mia Trilogia. E sa qual è il particolare più miserevole? È che ad alimentare quel cancro sono proprio coloro i quali si definiscono progressisti, illuminati, liberali, uomini e donne di sinistra"
(Oriana Fallaci, «Barbablù e il mondo nuovo. La furia di Oriana Fallaci contro chi ha ucciso la bella addormentata», intervista a Christian Rocca, in «Il Foglio», 13.4.2005).


"Dal Pacifico all' Atlantico, dall'Atlantico al Mediterraneo, dal Mediterraneo al Mar Artico, l'Occidente è malato di una malattia che nemmeno miliardi di cellule staminali potrebbero guarire: il cancro morale, intellettuale e morale [...] Proprio a causa di quel cancro non comprendiamo più il significato della parola Morale, non sappiamo più separare la moralità dall'immoralità o dall'amoralità"
(Oriana Fallaci, «Noi Cannibali e i Figli di Medea», in «Corriere della Sera», 3.6.2005).


"[...] Eurabia dove parlare di pietà e di speranza non va più di moda, dove le radici cristiane non sono più rivendicate nemmeno da una presunta Costituzione"
(Oriana Fallaci, «Barbablù e il mondo nuovo. La furia di Oriana Fallaci contro chi ha ucciso la bella addormentata», intervista a Christian Rocca, in «Il Foglio», 13.4.2005).


"Non si può sopravvivere se non si conosce il passato. Noi sappiamo perché le altre civiltà sono scomparse: per eccesso di benessere e ricchezza e per mancanza di moralità e spiritualità... Nel momento stesso in cui rinunci ai tuoi principi e ai tuoi valori... in cui deridi questi principi e questi valori, tu sei morto, la tua cultura è morta e la tua civiltà è morta"
(Oriana Fallaci, «Profeta del declino», intervista a Tunku Varadarajan, in «Wall Street Journal», 23.6.2005, trad. it. in «Il Foglio», 24.6.2005).


Oriana Fallaci, il cristianesimo, la Chiesa e Benedetto XVI




"[...] Ratzinger ha ragione quando scrive che ormai l'Occidente nutre una specie di odio verso sé stesso, non ama più sé stesso"
(Oriana Fallaci, «Noi Cannibali e i Figli di Medea», in «Corriere della Sera», 3.6.2005).


"Benedetto XVI. Un Papa [...] che io rispetto profondamente da quando leggo i suoi intelligentissimi libri. Un Papa, inoltre, col quale mi trovo d'accordo in parecchi casi. Per esempio, quando scrive che l'Occidente ha maturato un odio con-tro sé stesso. Che non ama più sé stesso, che ha perso la sua spiritualità e rischia di perdere anche la sua identità"
(Oriana Fallaci, Discorso in occasione della consegna dell'Annie Taylor Award, «Un tuffo sulle cascate del Niagara», in «Il Foglio», 3.12.2005).


"Io sono atea, e se un'atea e un Papa pensano la stessa cosa ci deve essere qualcosa di vero. È semplicissimo! Qui ci deve essere qualche verità umana che va al di là della religione"
(Oriana Fallaci, «Profeta del declino», intervista a Tunku Varadarajan, in «Wall Street Journal», 23.6.2005, trad. it. in «Il Foglio», 24.6.2005).


"Io sono cristiana. [...] Io sono un'atea cristiana"
(Oriana Fallaci, «Barbablù e il mondo nuovo. La furia di Oriana Fallaci contro chi ha ucciso la bella addormentata», intervista a Christian Rocca, in «Il Foglio», 13.4.2005).


"La gente come me ha un bel dire: io-con-la-chiesa-cattolica-non-c'entro. C'entro, ahimè c'entro"
(Oriana Fallaci, «La rabbia e l'orgoglio», 2001).


Oriana Fallaci e la democrazia


"Di sicuro vi sono molte cose che vorrei cambiare. Cioè non mantenere, non conservare. Una è l'uso e l'abuso della libertà non vista come Libertà ma come licenza, capriccio, vizio. Egoismo, arroganza, irresponsabilità. Un'altra è l'uso e l'abuso della democrazia non vista come il matrimonio giuridico dell'Uguaglianza e della Libertà ma come rozzo e demagogico egualitarismo, insensato diniego del merito, tirannia della maggioranza"
(Oriana Fallaci, Discorso in occasione della consegna dell'Annie Taylor Award, «Un tuffo sulle cascate del Niagara», in «Il Foglio», 3.12.2005).


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