03 Gennaio 2015 Preghiera

Camillo Langone Il Foglio

“Nutro un insensato pregiudizio nei confronti della gente che va all’estero in qualsiasi momento dell’anno in genere, ma in special modo a Pasqua e a Natale” scrisse Philip Larkin, poeta inglese che ho scoperto grazie ai saggi letterari di Martin Amis (“La guerra contro i cliché”, Einaudi).


Fantastico, però perché “insensato”?


E perché “pregiudizio”?



Sarà ironia anglosassone, io che non sono ironico parlerei direttamente di giudizio sensato.


Ragionevole viaggiare per lavoro, ragionevolissimo spostarsi per fisco (Lugano, Lussemburgo, Liechtenstein…), sconsiderato muoversi per diporto, sconsideratissimo spingersi verso plaghe scarseggianti di chiese, messe, presepi.


Chi durante le feste religiose si dà a viaggi profani è un parassita del calendario, un cuculo della chiesa cattolica, un nemico della comunità, un dilapidatore di senso e di sacro.



Il bello dell’Epifania è che tutte queste vuote vacanze se le porta via.


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