ARCHIVIO - VIVAIO - AMBIENTALISTI

2009 VITTORIO MESSORI

Già l’inverno aveva beffardamente smentito i profeti del catastrofismo ambientale, con la bufala del “riscaldamento globale”: abbiamo avuto uno degl’inverni più freddi degli ultimi due secoli.


Ma, stando a quegli pseudoprofeti, il clima è comunque impazzito.


In estate, dicevano, ne avremmo viste delle belle. In estate, invece, abbiamo visto ciò che sempre si è visto: dunque, temperature moderate in giugno, gran caldo in luglio e in agosto, poi il raffrescamento settembrino.


Tutto nella norma, dunque. Ma non per gli ambientalisti per i quali, come per tutti gli ideologi, lo schema previo non è scalfibile dalla realtà che lo contraddice


. La propaganda fanatica, dunque, continua come se niente fosse, con gran pericolo nostro: in effetti, il vero obiettivo “verde” è tornare ai regimi “rossi”.


Mettere mani e nasi, cioè, nelle nostre vite private, imporci regole obbligatorie di vita, impedire lo sviluppo in nome della “qualità della vita”. La quale, invece, è duramente danneggiata dai “no” previ, ostinati, ossessivi di questi nuovi catari, che non sono dei fissati tutto sommato innocui, magari simpatici.


Lo stanno duramente sperimentando, ad esempio, nell’Ovest degli Stati Uniti. La CentraI Valley della California era l’orto dell’intera nazione: quasi metà degli ortaggi, della frutta e della verdura americane veniva da lì.


Ora, sta ritornando quel deserto che era prima dell’arrivo dei coloni.


Le precipitazioni sono scarse, l’acqua per le coltivazioni era prelevata dal fiume Sacramento e distribuita su una immensa area con una costosa rete idrica. Purtroppo, gli ambientalisti californiani – tra i più deliranti e pericolosi del mondo – tirarono fuori la storia dello “sperlano”.


Si tratta di un pesciolino lungo 5 centimetri, che serve da cibo a salmoni e storioni. Le associazioni verdi dissero che, a causa dei prelievi per la irrigazione, lo speriano era in pericolo e riuscirono a farlo dichiarare dal governo californiano “specie in via di estinzione”.


Ne conseguì la chiusura di buona parte delle prese d’acqua dal fiume, il razionamento per gli agricoltori e, complice una prolungata siccità, la rovina per loro e il ritorno del deserto. L’immenso giardino della CentraI Valley sta diventando la “conca della polvere”.


Tanto che quello stesso governo che ha provocato la catastrofe razionando l’acqua (ma che non ha il coraggio di sfidare i fanatici animalisti) ha dichiarato la zona “regione disastrata”.


Ci sono stati assalti di agricoltori impoveriti ed esasperati agli edifici pubblici, nonché addirittura tentativi di linciaggio dei leder ambientalisti. Insomma, tra le ragioni di una specie di pesci e quelle della specie umana, è questa che ha dovuto soccombere.


Ottima cosa per l’ideologia: come si sa, l’erede al trono d’Inghilterra, il principe Carlo, un monomaniaco anch’egli, si è pubblicamente augurato una epidemia che faccia sparire dalla Terra almeno la metà degli abitanti. «Per alleggerire» ha spiegato imperturbabile «l’intollerabile pressione demografica sulla natura».


Ci stiano attenti i credenti, spesso attratti dall’ideologia ambientalista (lo slogan del Consiglio Ecumenico delle Chiese di Ginevra è: «Pace, giustizia, salvaguardia del Creato»): dietro certo “amore per la Natura” c’è, in realtà, l’odio per l’uomo.


E dietro certe proposte di comportamenti «ecologicamente sostenibili» da imporre per legge, c’è l’odio per la libertà della persona singola, c’è il desiderio di incatenare i popoli a decaloghi stabiliti da nuovi Soviet Supremi.


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