- 'APOCALYPSE MURDOCH' - 27° PUNTATA

26/6/2012 DI GLAUCO BENIGNI per dagospia.com

 - LA FUSIONE CON L'UNICO CONCORRENTE INGLESE RIMASTO, "BRITISH SATELLITE BROADCASTING": NASCE "BRITISH SKY BROADCASTING" - DALLE STALLE ALLE STELLE: DALLE SPAVENTOSE PERDITE NEL 1990 AGLI ENORMI GUADAGNI NEL 1997 - LE "SINERGIE PRODUTTIVE", LA STRATEGIA, L'AZZARDO E L'AMICIZIA CON LA TATCHER: ECCO COME LO SQUALO RIUSCÌ A SCONFIGGERE LA TV TRADIZIONALE...-

STORIA DI BSKYB...
All'alba dell'ultimo decennio del XX secolo, quello caratterizzato dalla massima innovazione finanziaria e tecnologica mai registrata prima dalla Storia, il bucaniere Rupert Murdoch assalta un ricco vascello inglese predabile e lo fa suo. Si tratta di British Satellite Broadcasting, l'unico concorrente rimasto nei cieli britannici. Appartiene a un gruppo di aziende impegnate nel settore editoriale. Tra queste spiccano la Pearson (proprietaria del «Financial Times») di Lord Michael Blakenham; l'aggressiva Reed International di Peter Davies, nonché la rete Tv Granada e i gruppi Bond e Chargeurs.

Ufficialmente è una fusione per ragioni di bilancio, in realtà si sa che, sebbene agiscano in un'area degli affari televisivi dalle potenzialità immense, rimanere rivali significherebbe continuare a perdere cumulativamente ben 2,8 milioni di sterline al giorno, una mela «avvelenata» che di certo non «toglie il medico di torno». Anzi. «Col passar del tempo», dice nell'occasione Lord Blakenham, «è risultato chiaro e senza ombra di dubbi che saremmo stati molto più forti insieme invece che ciascuno per conto suo».


Alle tre del mattino di sabato 3 novembre 1990, nello studio legale Freshfields, Murdoch firma l'atto di nascita di British Sky Broadcasting: è bastato sostituire Sky a Satellite e il più grande matrimonio tra media britannici è stato celebrato. In pratica si costituisce una formidabile squadra che, a conoscenza di tutti i segreti del campo, ora si appresta a fare quello che vuole e, dunque, finalmente a guadagnare. Come accade sempre in questi casi, l'operazione lascia sul terreno numerose vittime, in primis una marea di dipendenti BSB che si ritrovano a spasso, tra cui anche qualche nome altisonante.


Le prospettive tecnologiche però sono incerte: soprattutto per quanto riguarda i nuovi standard di trasmissione, ma in compenso si sono azzerate le speranze di qualsivoglia imprenditore esordiente. No satellite competitors in futuro, dunque. Come al solito, chi trae più vantaggi di tutti è Murdoch. Prima di tutto corona il sogno di entrare in Gran Bretagna, non solo dal Lussemburgo attraverso Astra (il satellite privato di media potenza di cui si serve Sky) ma anche grazie ai due satelliti di grande potenza a diffusione diretta, i cosiddetti DBS, utilizzati dalla defunta BSB.


Inoltre quasi raddoppia gli spettatori: BSB ne aveva raggiunti 600.000 attraverso le reti via cavo e aveva venduto 100.000 antenne paraboliche individuali. Murdoch, con la sua Sky, ne aveva raggiunti via cavo altrettanti, ma era anche riuscito a vendere, con i metodi più incredibili, incluso il «porta a porta», quasi mezzo milione di antenne paraboliche. Però Sky Tv, stando agli analisti, avrebbe cominciato a guadagnare, diversamente dell'ex-rivale, entro due anni.

E qui il secondo «eterno vantaggio» di Murdoch: i soldi. Non solo ha sborsato meno degli altri soci, con la prospettiva di incassarne più degli altri quando andrà in profitto, ma le azioni della News Corp. hanno recuperato terreno in Borsa e le banche creditrici stanno finalmente per rinnovargli la fiducia, anche se agli inizi di quel lontano dicembre 1990 questa operazione non è ancora effettivamente avvenuta.


Ma torniamo a British Sky Broadcasting. Murdoch ha appena concluso l'operazione e il tempo dirà che aveva perfettamente ragione: comincia la rivoluzione della Tv in Inghilterra. Grazie al suo interessato pionierismo, la prima Tv via satellite del Paese consentirà agli inglesi, che avevano tradizionalmente a disposizione solo i quattro canali nazionali terrestri (Bbc1, Bbc2, ITV e Channel 4), di scegliere tra più di quaranta nuove offerte. Piovono dal cielo notiziari, programmi per bambini, documentari di viaggi, soap operas e, soprattutto, sport e film hollywoodiani: una pacchia per il padrone della 20th Century Fox.


Da una perdita iniziale di 14 milioni di sterline alla settimana nel 1990, si giungerà nel 1997, ai 300 milioni l'anno di profitti: circa 10 sterline al secondo. In quell'anno, grazie a un fatturato che supera 1,2 miliardi di sterline, e grazie a 6 milioni di abbonati fra satellite e cavo, BSkyB (è il nuovo nome assunto nel 1991) diventa di gran lunga il più lucroso broadcaster della Gran Bretagna e una delle prime venti società del Paese.


Come ha fatto Murdoch a destabilizzare il «comodo duopolio» (the comfortable duopoly), cioè quello formato da Bbc (pubblica) e ITV (commerciale), che per anni si era spartito la programmazione più redditizia (soprattutto lo sport) e conseguentemente gli investimenti pubblicitari? Vediamo.


L'ingresso di BSB aveva costretto il potente servizio pubblico, finanziato attraverso il canone da tutti i telespettatori, a ridisegnare la propria identità, e Bbc s'era messa a studiare da competitor. Il nuovo ruolo però le stava stretto. Sia lei che la rete commerciale ITV erano da troppo tempo «comodamente» sedute sulle proprie poltrone di comando. Ormai si comportavano come due vecchi elefanti, abituati a non avere nemici nella savana. Lente, prevedibili, con poche idee in testa, non riuscivano più a trarre stimoli da un ambiente che esse stesse avevano contribuito a rendere immutabile. (Sembra la futura storia di Rai e Mediaset alle prese con Sky Italia.


Ci sono infatti tutti gli stessi elementi, compresa la «fusione» tra due Tv da satellite che erano in perdita). Eppure la stasi delle Tv terrestri, da sola, non sarebbe risultata sufficiente. Secondo i critici più acuti, le ragioni della «presa alla gola» della Tv tradizionale britannica da parte di Murdoch risiedono nella parziale mancanza di regole, e nella utilizzazione brillante delle regole richieste e ottenute dai suoi originari rivali (la fotocopia della situazione italiana). Tra queste dobbiamo annoverare le agevolazioni concesse a BSB dal British Government Broadcasting Act del 1990 che, dal momento della fusione in poi, giocheranno a favore del boss australiano.


Murdoch ha già comunque dalla sua una classe politica accondiscendente. La strada gli è stata aperta dalla signora Thatcher e dal suo Governo, nei confronti del quale la Bbc, in particolare, non era mai stata tenera. Inoltre c'è da tener conto dell'ormai proverbiale, spregiudicato ed aggressivo uso che Murdoch fa dei suoi giornali per difendere i propri interessi e attaccare avversari e detrattori. Infine, gioca a suo favore anche lo scenario delle reti di distribuzione.

Le reti via cavo, che avrebbero dovuto essere il fiore all'occhiello nel sistema delle comunicazioni inglesi, avevano investito, nella seconda metà degli anni Ottanta, somme ingenti nella realizzazione delle infrastrutture, ma non avevano programmi da inoltrare a casa dei sottoscrittori. Murdoch invece ha i programmi e detta legge sul mercato, imponendo un caro prezzo per la fornitura di canali di sport e cinema che la Fox Entertainment produce per gli Stati Uniti .

In altre parole, l'ascesa di BSkyB è una storia di «sinergie produttive» e di lotta per il potere. Maestro di strategie e del supremo azzardo, Murdoch, a dispetto della sua educazione filobritannica, sfrutta e rinnega «gli inglesi» con il piglio snob dell'outsider e sfrutta a man bassa i favori di due Governi conservatori: prima quello di una signora piccolo-borghese, «dama di ferro» e prototipo dell'inglesità disprezzata da Napoleone; poi, in misura e modi diversi, quello di John Major. La storia di BSkyB è dunque, in gran parte, anche il frutto di un matrimonio di convenienza tra la politica di deregulation e la frenesia per le nuove tecnologie di Thatcher & Co. che si uniscono all'ambizione commerciale di Murdoch.


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