Stato, statalismo, statalesi : la messa è finita. Amen.

2/12/2014 Rischiocalcolato.it

Avete ancora un po’ di tempo per farvene una ragione, statalesi di ieri e di oggi, parassiti di ogni ordine e grado, distribuiti a macchia di leopardo in tutta la penisola, come metastasi storico-geografica.


Al clero della religione moderna – lo statalismo, concentrato nei palazzi di roma e al suo pontefice massimo, proveniente dal mesozoico primario di diluviana memoria, sia chiara una notizia : GAME OVER.


Tradotto nel vostro lurido gergo politichese, fatto di parole finte e mantra preistorici, di ritornelli elettorali e rime scombinate vi mandiamo a dire : OUTSIDE FROM THE BALLS.

Non è un dogma, e neppere un esorcismo. E solo un cordiale, accorato e definitivo invito : TOGLIETEVI DAI PIEDI.  Vorremmo evitarvi di finire come addobbi natalizi per lampioni. la Storia, quella con la S maiuscola, non si smentisme mai e ha il suo orologio, ve lo siete scordato ? non ve lo hanno raccontato da piccoli ? ITE MISSA EST, religiosamente parlando.

Sappiamo tutti noi, ed assistiamo attoniti all’atto finale della vostra liturgia, ininterrotta da quasi 70 anni. E siccome vi conosciamo bene e non vi sottovalutiamo affatto, osserviamo compiaciuti al rafforzamento dei vostri sforzi per scongiurare il GAME OVER già scoccato, soffriamo il volume sconsiderato delle vostra urla e dei vostri soliti proclami attraverso quei miserabili servi della persuasione che tenete a libro paga, in tv e sui giornali.

Più aumenta il volume della propaganda, la frequenza delle formule magiche della vostra messa solenne, più ci rallegriamo perchè è vicina la vostra ora. Le campane a morte, a dire il vero, hanno cominciato a suonare da anni. Domenica scorsa hanno suonato ancora a morte, da Cosenza a Reggo Emilia, ma voi pensate che sono per qualcun’altro. Saccenti inverecondi, non vi sfiora il dubbio che l’ora fatale scocca per tutti e che la fine della vostra insulsa esistenza di parassiti, non rattristerà nessuno, al di fuori del vostro clan organizzato.

Cinicamente e pazientemente osserviamo le vostre ultime trovate illusionistiche, per tenere buoni gli spettatori paganti e i portoghesi, chiunque insomma può ancora infilare una scheda nell’urna quando farà comodo al clero e al suo pontefice massimo in roma, per ridare vita al morto che già manda cattivo odore. Il consiglio superiore dell’ordine sacerdotale repubblikano, a orologeria arresta, libera, interroga e inquisisce, condanna e assolve, per contribuire alla suspense dell’agonia, e far credere ai convenuti che il morto è ancora vivo, che sta cercando di guarire dalle sue piaghe, e che in fondo vuole rifarsi una vita, casta e immacolata.

Fetenti in tutto simili agli stregoni del Faraone d’Egitto, che davanti al loro Signore a’ffannavano in magie e sortilegi per screditare Mosè che osava chiedere la libertà per se e il suo popolo. Sappiamo tutti come è andata a finire, al Faraone, al suo esercito e agli scherani della sua corte.

Certo al posto degli illusionisti repubblikani, il mago Silvan e il mago Binarelli, si sarebbero finalmente arresi e avrebbero compostamente chiesto scusa al pubblico, con un garbato e rassegnato : “signori, avete scoperto tutti i trucchi, adesso noi andiamo in pensione, lo spettacolo è finito”.

Loro si illusionisti riconosciuti che hanno fatto divertire generazioni di Italiani. Voi no : illusionisti mascherati che avete messo in ginocchio una nazione intera !! voi stakanovisti dello scranno, hobbisti H24 di carriere e privilegi, instancabili lobbisti di poltrone e commissioni, auto blu e comitati interministeriali, autorità portuali e distrettuali, comunità montane e aree metropolitane, enti forestali e soprintendenze di Pompei.

Voi no, non volete, non potete : al potere non si fa mai  l’abitudine e non se ne ha mai abbastanza. Si comincia quando capita, spesso giovanissimi e da nulla facenti,  e si smette solo a funerali avvenuti. Una vita al servizio del vostro dio e della vostra religione.

Se guardiamo la tv e leggiamo i giornali, sembra di vivere in un mondo parallelo. E non capisci più se la vita vera è quella tua di ogni giorno o quella che ti continuano a raccontare a tutto volume, i soliti di sempre. Gli stessi che ti avevano raccontato di questo paese delle fiabe. Quello in cui oggi vivi. La realtà che ti descrivono oggi, per risultarti ancora credibile è manifestamente in bilico tra le promesse di domani e il fallimento circostante di oggi. Vuoto da un lato, precipizio dall’altro, insomma.

In questa fittizia realtà, sempre in bilico tra il futuro che non è, e un presente immaginario, tu non puoi intervenire, loro soli hanno la parola. Loro che come te, sono fatti di carne e ossa, appartengono alla stessa specie biologica della tua, insomma. E spendono la vita, preoccupandosi di te e di tutti gli altri, che ti piaccia o meno, che tu lo voglia o meno, che tu ne abbia bisogno o meno. E si spendono come missionari del bene comune, considerandoti da sempre solo un elettore. Null’altro, nulla di diverso.

Sei in grado di intendere e volere, solo quando con la cartuscella colorata decidi per l’uno o per l’altro di quelli che sono nel menù della gabina elettorale. Ce n’è per tutti i gusti certo, peccato si tratti di cibi tutti scaduti, avariati ormai letali. Dopo il topico momento elettorale, ritorni ad essere quello che ti hanno da sempre considerato :

un buono a nulla, o uno che pensa solo a lavorare e produrre, ad arricchirsi per avere una casa, una villa, un capannone, la casa ad Alassio e il SUV d’ordinanza. O un’irresponsabile, piuttosto propenso al malaffare e alla prevaricazione sugli altri, privo di solidarietà e senso di appartenenza, egoista all’ennesima potenza e avaro senza uguali, cinico e menefreghista dei bisognosi e dei meno fortunati.

Evasore, speculatore finanziario, gnomo della finanza cattiva, tangentista, smanettista. Uno a cui lo stato deve provvedere dalla nascita alla morte, anzi dal concepimento alla tumulazione, controllandolo a vista, indirizzandolo passo dopo passo, dicendogli il cosa e il come per ogni circostanza della vita, piccola o grande che essa sia, sfera privata o pubblica, non importa.

Loro si dichiarano subito tuoi rappresentanti. Per legge, la legge elettorale. Fatta da loro e per loro, of course. E se tu non hai mai votato, o hai smesso di votare, peggio per te. Ti hanno inculcato da piccolo, che la democrazia è il governo della maggioranza. E devi accettare, secondo le regole della civile convivenza.

Anche se la tua minoranza è fatta di dieci o più milioni di individui. Puoi separarti dalla moglie o dal marito, puoi non riconoscere un figlio e persino cambiare religione. Ma la repubblica è una e indivisibile, e nessuno può permettersi di separarsi da essa. Il vero dio è lo stato, l’unica vera religione moderna lo statalismo, le tavole della sua legge la santa romana kostituzione, il suo pontefice al quirinale, e le schiere del suo clero in tutti i palazzi della penisola. Milioni di fedeli, coatti e non, devono osservare la dottrina, non dubitare dei dogmi quirinalizi, portare onore e rispetto al pontefice e al suo clero, e convincersi che questo sistema dovrà perdurare da qui fino alla fine dei tempi, quando ritornerà il Signore, come promette l’Apocalisse.

Ora che il vostro sistema è al Game Over finale e definitivo, e tutti i sui miserabili trucchi stanno fallendo miseramente, dovreste raccontare alle masse, la versione B della Democrazia : il governo della minoranza, quella attuale insomma. Ma dovreste voi stessi  dichiararla una tirannia, parola che notoriamente i farabutti come voi, non comprendono e non usano, perché ne sono infastiditi a morte.

Quindi la vita che ti hanno raccontato è presto detto : non è la tua, non c’entra nulla, è una spregiudicata finzione e una truffa colossale, a danno tuo e tue spese. Loro sorridono e hanno sempre in pugno la situazione. A te chiedono cosa farai domani – e tu rispondi pensieroso : non lo so mi sto organizzando. A uno di loro chiedono : presidente, onorevole, ministro – come vede l’economia nel 2034, ci sarà la ripresa nel XXII secolo ? pronta subito la risposta, viso tronfio e altero quanto basta, sguardo sprezzante e fermo gesto delle mani : vede, ci sono timidi segnali già oggi, possiamo certamente prevedere un ritorno alla prosperità e al benessere. Lavoriamo per questo, il governo è impegnato nel cammino delle riforme strutturali che stanno già cominciando a dare i loro frutti.

Che ci fosse mai uno, in uno studio televisivo o per strada, che passando e sentendo uno che parla così, lo sputa in faccia, o gli infila la punta dell’ombrello nella gola o in occhio. Mai !! Sarebbe troppo bello, un pezzo di TV Cult per le generazioni future, finalmente liberate.

Rimangono in piedi, anche se traballanti e sconnessi, i vostri consunti trucchi e le vostre impresentabili finzioni, tanto letali quanto ancora maledettamente tragiche :

– La democrazia la puoi cambiare con un nuovo partito, o con uomini nuovi nei partiti di sempre

– L’alternativa alla democrazia è la tirannia, la dittatura, l’anarchia, il disordine e ogni sorta di disgrazia sociale che tu puoi immaginare.

– la costituzione dello stato non si tocca, la repubblica è una indivisibile

e tutto il resto delle formule magiche : riforme strutturali – basta polemiche lavoriamo per l’itaGlia – superiamo le divisioni per far ripartire l’itaGlia – non servono le polemiche ma i decreti – rilanciare l’itaGlia è la priorità – l’europa deve cambiare – occorre dare risposte alle domande degli italiani. Ecco su quest’ultimo punto vorrei associarmi : ma quann’è che ve n’annate affanKulo, parassiti e morti de fame ?

Nun me rispondete, nun serve a li mortacci vostra. Er lampione è già numerato, boni.  Come dici an’fame : er funerale ? er funerale ! e de che ? e de chi ? stanno a scioperà pura li sacrestani e li chierichetti (avete fatto ncazzà pure a loro).  Pel camposanto nun ce pensate affatto, nun ve serve. Boni, state boni. E GAME OVER.


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