Il sacramento di Satana. La soluzione finale per il Cattolicesimo

novembre 2014 - papalepapale.com

Assaltare i cattolici e le loro chiese, abbatterli. Per mezzo di nugoli di gay militanti, di vegani, di abortisti, di pedofili, di radicali.


“Per mezzo del popolo” che ha nei media la sua cattedrale. Dove la lobby radicale ha il suo pulpito, da dove si propala il verbo del pensiero unico dominante. Che ha una sola panacea, che è il Pretesto che purifica e santifica ogni nefandezza, un’arma carica che con la sua energia esplosiva è consegnata in mano “al popolo”: il sesso. Il sesso ha in sé la vita e la morte. Il sesso: oppio dei popoli, narcotico degli individui, illusione dei soli, sacramento principe di Satana col cui sperma vengono unte tutte le fronti. Rendendogli l’anima. E la vita. È Dio, è Cristo il vero obbiettivo stavolta.


Leggo ora (vedi qui) una notizia che mi hanno mandato: negli USA, come nei paesi islamici, si assaltano le chiese, quelle cattoliche soltanto.


Il bisogno oscuro di profanare il Sancta Sanctorum


Se in Medioriente si assaltano e si massacrano i cristiani; nel cuore dell’Occidente, gli Usa, si assaltano le parrocchie cattoliche. In genere con un pretesto, Il Pretesto: il sesso. Assaltano le parrocchie nel loro momento nevralgico: l’eucarestia, oppure prima della messa per ostacolarne la celebrazione. Non è un dato causale, direi che è inscritto nell’istinto pervertito di chi fa queste azioni: in genere sono tutti liberal-radicali, quasi sempre sono gay militanti. Non è solo l’istituzione che hanno di mira, quello potresti anche capirlo: hanno di mira il sacro. La fede. Il Sacramento. C’è un bisogno oscuro, ingiustificabile se non ricorrendo a categorie ultraterrene, in queste carni corrotte, di profanare il Sancta Sanctorum.


Qualcuno mi faceva notare che viviamo tempi “preternaturali”, dove l’assalto che in terra c’è alla chiesa di Cristo e al popolo di Dio altro non è che un riflesso di una battaglia terribile che sta combattendosi nei cieli, sulle nostre teste, tra angeli e demoni, tra principi delle legioni celesti e principi delle legioni infernali.


Lo vedi da continui, reiterati dettagli (e il cattolico deve recuperare la capacità di leggere i fenomeni attraverso i “segni”) ormai sempre più sfrontati e palesi, sempre meno criptici. È Lui. È lui, il padre dell’omicidio maledetto, Lui, il ladro della vita e il corruttore della giovinezza, il protettore dell’oscenità;  è Lui l’ispiratore del sacrilegio, Lui, il dottore della bestemmia che assurge a litania davanti alle immagini più sante e venerabili rovesciate. Lui! Lucifero che è stato “scatenato” come già mille volte promesso e annunciato. Tutti gli indizi ce lo additano. E il primo tra tutti gli indizi, il più inequivocabile: la furia devastante davanti ai simboli della sua sconfitta: i simboli della gloria di Cristo. I simboli sacri. Vessilli che tutti quanti conserva nel suo ventre molle e nello scrigno del suo cuore, la Sua Mistica Sposa: la Chiesa. La Chiesa di Pietro, di Roma.


Le parrocchie, i sacramenti, Il Sacramento, il luogo dove Cristo sta: ecco il nemico del Nemico. Da aggredire, sfigurare, fustigare. È la smania di sfregiare, di avvelenare i pozzi prima della ritirata di chi sa che è giunto al colpo scuro di una battaglia già persa. È disperazione, e la disperazione è per eccellenza lo stato da dove Dio è assente: è il luogo del demone. Il suo deserto.


Passati dall’aggressione all’Istituzione a quella dell’Essenziale


Viviamo in Occidente momenti che non si vedevano dai tempi della Rivoluzione Francese in questi termini, e forse neppure allora. Perché se è vero che dopo non vennero certo tempi migliori per la Chiesa e per il cattolico, è vero pure che le periodiche ondate persecutorie sempre furono imputabili a una casta al potere, una esigua minoranza radicale e massonica; ma sempre di un gruppo circoscritto, di una piccola élite di privilegiati altamente inquadrati ideologicamente si trattava. Che attaccava più che il sacro in sé, l’istituzione che lo incarnava, gli uomini che gerarchicamente la rappresentavano. Oggi, in Occidente, è diverso.


Oggi non si parla più di élite ma di lobby, che se è vero sono legate alle antiche élite anticlericali dallo spesso filo rosso del liberal radicalismo – che nella versione marxista si faceva contro-chiesa, in questa liberale si fa anti-chiesa –, è vero pure che è mutato in parte il fine e del tutto il mezzo, con cui si vogliono imporre.


Un tempo miravano a occupare gli spazi pubblici che la Chiesa aveva costruito ed abitava in nome della sua regalità anche sociale, era un dato di potere prima che anti-teologico. Oggi, si vuole spazzare via la Chiesa, la Cattolica, insieme al fatto religioso anche da quegli spazi naturali entro cui si è ritirata. La si vuole privare di quell’essenza che è la sua stessa natura sacra, la si vuol desacralizzare, perché solo ciò che è profanato e privato di ogni riverenza diventa un non-luogo dove il Sacramento stesso, fonte di ogni significanza, perde la stessa ragione di permanere confermando nella fede.


È Lui. La liturgia del sacrilegio


Ignoranti bestiali di cose religiose, per un istinto oscuro riescono a percepire che in quel Sacramento dove si concretizza l’incarnazione, là tutto si racchiude e si salva, sussiste. E allora vogliono colpire dritto il Sacramento. Quello dell’Altare. Costoro non sanno ciò che fanno, ma Lui, Lui sa qual è il centro di ogni cosa: stanno mirando dritti al cuore stesso della Chiesa. Vogliono attraverso il gesto desacralizzatore arrivare a stritolare il pulsante muscolo cardiaco dei cattolici: il Sancta Sanctorum.


Per questo proprio la notte di Natale nella cattedrale di Colonia, e cento volte altrove, una femen nuda salì sull’altare dove si era appena consumato il Sacrificio di Cristo a proferire bestemmie e mettere in risalto i suoi genitali indicandoli come ostensorio della nuova redenzione, latrando il suo “I am God”, io sono Dio: era Lui! L’antico Avversario che gridava la sua sfida dalle viscere della terra incognita sin sopra l’Altare dell’Agnello. Obbligato da Dio a manifestarsi, per chi volesse capire, uscendo dalla porta per la quale era entrato: l’oscenità.


Ora succede in tutte le chiese d’Occidente, mentre ad Oriente sono fatte saltare in aria con tutti i fedeli: quasi sempre mentre si sta rinnovando il sacrificio eucaristico. È Lui! Il dottore degli apostati, degli eretici, dei sacrileghi.


La soluzione finale per il Cattolicesimo


Ma dicevo anche che il passaggio dalle élite radicali alle lobby radical, oltre a dirci che il denaro ha preso il sopravvento sul censo, oltre ad aver eliminato ogni dato intellettualistico, questo passaggio ha mutato anche in parte il fine e del tutto il mezzo.


Sì, perché mentre un tempo ci si teneva a dire che una tale azione contro i cattolici era un fatto realizzato da e per conto di una casta di “illuminati”, attraverso le stesse polizie regolari, che colpivano i ministri di Dio e i conventi, raramente le chiese o i precetti di fede; ma sempre specificando che era a nome della “casta” di governo che ciò si faceva, quale alternativa alla “casta clericale”, oggi non è così.


Qui e adesso, invece, qui le lobbies non si sporcano più direttamente le mani. Non possono, visto che hanno meditato una cosa troppo grossa: la soluzione finale per il cattolicesimo in Occidente (e dico cattolicesimo, non cristianesimo: i protestanti sono in un modo o nell’altro del tutto allineati al Secolo, anzi: ne sono gli avanguardisti).


Qui si vuole sradicare la religiosità naturale e il vincolo cattolico da ogni cuore fedele: attraverso l’intimidazione, la violenza, la desacralizzazione, la discriminazione impunita, al rullar di tamburi o col  tacet dei media, che delle lobbies radicali sono la longa manus.


Abbattere la Chiesa “per mezzo del popolo”


“I’m God”: Io sono Dio. Questa la scritta sull’addome. E’ Lui
Adesso lo si vuol fare e lo si fa “per mezzo del popolo”, rendendo non solo l’anticlericalismo, ma l’avversione violenta al sacro, il disprezzo per il dato di fede e per il credente, il sacrilegio sistematico quale “espressione della libertà” di pensiero, rendendo tutto questo da segno distintivo di un gruppo di “illuminati” che era, un fenomeno diffuso, collettivo, endemico, “democratico” persino: “popolare”: chiunque è autorizzato e chiamato a scagliare, a secondo del suo capriccio, la pietra sul Santuario, e su chi ci è dentro.


La soluzione finale per il cattolicesimo in Occidente, dunque. Attraverso la forza bruta della grande bestia ottusa del popolo minuto, che non esiste come entità ed identità a se stante, il “popolo” è un’astrazione post-moderna già come concetto: è la grande giustificazione per eccellenza con la quale si legittima ogni artificio democraticistico, la simulazione dell’utopia “democratica”.


Abbattere la Chiesa di Roma con l’intimidazione e l’aggressione esterna e gettando il tumulto al suo interno per farla implodere da dentro, e a questo provvede lo stesso stillicidio di notizie distorte che i media sfornano: indebolire la resistenza psicologica dei suoi gerarchi, spingerli alla sindrome di Stoccolma verso il Secolo che la circonda portandola al suicidio sociale. Come prima della Cattolica hanno fatto le denominazioni protestanti.


Lo Spirito di questo mondo: Nihil


Abbattere il Bastione, la Chiesa, attraverso il Bestione, il popolo. “Per mezzo del popolo”: gruppi ovunque dispersi, di comuni uomini, allevati dai media, da questi rifocillati di simulazioni di religiosità alternative: vegetarismo, animalismo, new-age, buddismo hollywoodiano, omosessualismo, disimpegno impegnato, edonismo e bla bla bla. Un esercito a disposizione del primo che ha saputo impadronirsene. Non è questione di categorie politiche, tutti partecipano allo stesso clima, tutti oggi sono liberal, tutti sono generali di quell’esercito anonimo e nevrotico, lascivo e ottuso: in Italia il sistema mediatico berlusconiano li ha allevati per primo, prima ancora che la sinistra obamiana, che si è aggiunta poi, li inquadrasse, Berlusconi e Renzi sono le due facce di una stessa medaglia.


Individualismo esasperato dunque, dove pure la simulazione di “religiosità” si riduce ad un fatto antisociale, a un autoerotismo: alla detronizzazione di Dio e all’intronizzazione non manco più dell’uomo, ma semplicemente del proprio ego, scadente, vuoto, malato, nevrotizzato da uno stato permanente di incertezza esistenziale. Che essendo cosa di nessun valore non può che portare al cupio dissolvi: il desiderio di obnubilamento e di morte, di annullamento. Al nulla. Il nichilismo vero Spirito di questo mondo. E lo spirito del mondo è poi, infine, sempre Lucifero.


Il sacramento di Satana


Assaltare i cattolici e le loro chiese, abbatterli. Per mezzo di nugoli di gay militanti, di vegani, di abortisti, di pedofili, di radicali, di ogni sorta di pervertiti e fallimenti e abominii umani. “Per mezzo del popolo” che ha nei media la sua cattedrale. Dove la lobby radicale ha il suo pulpito, da dove si propala il verbo del pensiero unico dominante. Che ha una sola panacea che è il Pretesto che purifica e santifica ogni nefandezza, un’arma carica che con la sua energia esplosiva è consegnata in mano “al popolo”: il sesso.


Il sesso: forza cosmica ed energia pura, oscura e vitale, creatrice e devastatrice; il sesso che ha in sé il segreto della perpetuazione del mondo, o disgiunto dal suo fine primo e sterilizzato, quello di distruggerlo. La Chiesa, nella sua saggezza millenaria, lo ha sempre saputo: il sesso ha in sé la vita e la morte. Hanno scelto eros da solo, che è l’altra faccia, come in Giano bifronte, di thanatos.


Il sesso: oppio dei popoli, narcotico degli individui, illusione dei soli, sacramento principe di Satana col cui sperma vengono unte tutte le fronti. Rendendogli l’anima. E la vita.


È Dio, è Cristo il vero obbiettivo stavolta.


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