Usa, ecco come la societÓ cambia volto '

Stampa.it 21 Giugno 2012

Gli asiatici crescono più dei latinos

I dati sui migranti: dall'Estremo Oriente 430mila arrivi contro 370 mila ispanici. E  Romney sfida Obama sui clandestini

Mentre esplode la polemica in campagna elettorale sulla presenza dei clandestini negli Usa, per lo più ispanici, dopo la misura disposta da Obama che vieta la deportazione degli irregolari tra i 16 e i 30 anni, i risultati di uno studio del Pew Research Center dipingono un quadro dell'afflusso di immigrati negli Stati Uniti sorprendente. Non sono più i latinos il gruppo che cresce più rapidamente tra i nuovi venuti, bensì gli asiatici. Nel 2010, questi ultimi sono stati 430mila, il 36% del totale, contro 370 mila ispanici, il 31%.


Soltanto tre anni prima, nel 2007, il trend era opposto: gli ispanici erano stati 540mila contro i 390mila asiatici. A frenare l'afflusso dal Messico e dal resto del Centro e del Sud America hanno contribuito vari fattori: dai controlli più serrati lungo il confine meridionale alla politica delle deportazioni, dalla crisi economica che ha ridotto l'offerta di posti di lavoro negli Usa al calo del tasso delle nascite in Messico.

Il giro di vite contro gli irregolari ha un impatto più pesante sugli ispanici perché, secondo il Pew, il 45% di loro sono negli Stati Uniti senza documenti, contro il 14% circa degli asiatici, che vengono muniti di visto e di diploma universitario: ce l'hanno il 49% in media, con punte del 70% tra gli indiani, del 51% dei cinesi, del 53% dei coreani. La popolazione Usa laureata è il 28%. La tendenza viene da lontano: nel 2000 la quota di nuova immigrazione era per quasi il 60% di ispanici, contro meno del 20% di asiatici e nel 2005 i primi erano calati al 50% circa e i secondi avevano toccato il 23% circa. Dalla metà del decennio scorso i due maxigruppi etnici hanno accelerato nell'opposta direzione, fino al sorpasso che, per il Rapporto Pew, sarebbe avvenuto già nel corso del 2009.

L'arrivo degli asiatici è destinato a migliorare il tessuto sociale americano, perché in termini di livello di istruzione come s'è visto, ma anche di censo e di maggiore rispetto dei valori tradizionali familiari, superano la media generale. Il reddito medio dei nuclei familiari asiatici è di 66mila dollari, contro i 49.800 della popolazione tutta. Alla domanda sul matrimonio, per il 54% degli asiatici un suo successo è tra gli obiettivi più importanti della vita, mentre lo è solo per il 34% della media degli adulti in generale. L' essere un buon genitore è messo in cima agli scopi esistenziali per i due terzi degli asiatici (67%) contro circa la metà dell'intera popolazione. A conferma del recente libro di grande successo della "Mamma Tigre", scritto da una professoressa cinese-americana sulla severità necessaria verso i figli per farli eccellere poi nella vita, il 62% degli asiatici pensano, in effetti, che la maggior parte dei genitori americani non esercitino sufficiente pressione sui figli perché vadano bene a scuola.

Il passato degli asiatici negli Usa, che oggi sono 18 milioni circa pari al 5,8% della popolazione, non è stato rose e fiori, anzi. Contro i cinesi, specificamente, fu votata una legge il secolo scorso per ostacolare la loro integrazione: a esigerla furono i sindacati e i politici protezionisti che non volevano la concorrenza. E durante la Seconda Guerra Mondiale i giapponesi-americani, in quanto tali ed anche se cittadini Usa senza colpe, vennero rinchiusi in campi di isolamento.


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