11 Novembre 2014 PREGHIERA

di Camillo Langone IL FOGLIO

“Stop invasione” è giusto, anzi sacrosanto.


Ma stop a tutte le invasioni, anche a quelle botaniche. Invece gli italiani di ogni tendenza politica nutrono una crescente avversione per l’autoctonia arborea, segno di una più generale masochistica avversione per la propria eredità.


In Toscana i compilatori del Piano territoriale regionale osteggiano addirittura il cipresso, sempreverde caro agli Etruschi prima che al Carducci. Mentre in Valpadana i privati, ebbri di infedeltà, disprezzano le essenze padane.


A Canneto sull’Oglio, il paese dei vivai, mi dicono che gli aceri campestri non li vuole più nessuno: tutti comprano aceri giapponesi, canadesi, cinesi… Qualunque albero insomma, purché esotico, colorato, costoso e decadente.


Tolkien diceva che “le radici profonde non gelano”. Ma se le radici le strappi, e al loro posto pianti le radici degli altri, farà fatica la tua cultura a superare l’inverno.


Che a Canneto riprendano a vendere farnie, frassini, noccioli e cornioli: sarebbe un miracolo e sarebbe il segnale che gli italiani, razza di apostati, sono tornati a credere nell’Italia.


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