08 Novembre 2014 PREGHIERA

di Camillo Langone IL FOGLIO

Ero in anticipo per il pranzo in piazza Belgioioso e per passare il tempo ho passeggiato e ho visto vetrine bellissime come pensavo non ne esistessero più, ho visto Drumhor in via Manzoni, ----------



----------------Venini, Bottega Veneta e Sutor Mantellassi in via Montenapoleone, Pirelli in corso Venezia, Fabbrica Pelletterie Milano in corso Matteotti, Boglioli in via San Pietro all’Orto, e chissà quante me ne sono sfuggite, e mi sono venute le lacrime agli occhi, aggirandomi da un marciapiede all’altro al limite della sindrome di Stendhal.




Non ero certo spinto da brama di possesso perché vasi di vetro in casa non ne voglio, temo si rompano, e ovviamente non calzo ballerine. Il mio era un sentimento puro.


Ero grato e commosso pensando a questi marchi tutti o in parte italiani che ogni giorno aprono i loro negozi luminosi, agli uomini che ogni stagione ancora si inventano oggetti meravigliosi pur avendo contro il governo, l’agenzia delle entrate, Milena Gabanelli, gli statali tutti, i sinistri tutti, i grillini tutti, insomma la solidissima maggioranza parlamentare ed extra formata dagli italiani incapaci di ammirazione, animati da quello che Baudelaire definiva “l’odio del popolo per la bellezza”.




E ho pregato affinché continui questo miracolo quotidiano, questa resistenza eroica alla mediocrità e all’invidia.


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