Il carisma agli sgoccioli

Marcello Veneziani - Sab, 08/11/201 IL GIORNALE

C'è una cosa che impressiona più di tutte nel day after di Barack Obama: la perdita visibile del carisma.


Salì al trono di leader più potente della terra con un appeal carismatico eccezionale, frutto del mix di tre ingredienti: la negritudine come retroterra, lo stile colto e liberal da upper class, il dinamismo magro e scattante della giovinezza.


La Pantera Nera alla Casa Bianca. Prima di girare il film ebbe i massimi oscar mondiali, fu premiato per il carisma dell'annunciazione, fu simbolo pop, black power, hi-cult e young.


La sua voce, il suo sguardo, la sua falcata, la sua famiglia, tutto concorreva a costruire il mito. Benché ammaccato, il carisma risultò ancora la carta vincente due anni fa.


Ora la sua sconfitta politica ed elettorale, la sua prigionia nelle mani dei repubblicani, la prospettiva di un biennio bianco di fine mandato, gli hanno smontato il carisma e lo rendono simbolicamente l'uomo più impotente della terra.


Ma c'è da chiedersi: l'America e il mondo stanno meglio dopo i sei anni di Obama?


La risposta è no, sia sul piano economico, tra crisi euro-americana ed emergenze sociali, sia sul piano degli scenari internazionali, se si considerano le involuzioni sciagurate di quasi tutti i punti caldi del pianeta dove l'America è scesa in campo, dal Medio Oriente alla Russia.


Perso il carisma, la Pantera Nera sembra un gattone nero. Lezione istruttiva per un altro giovane bianco che simulò il carisma felino da Barack e ottenne pure lui un grande successo preventivo.


Ma dopo la fiction venne la realtà...



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