L'ultima occasione per liberare la Rai dalla dittatura dei partiti

Dopo che il premier Mario Monti ha nominato (almeno virtualmente perché il tutto deve passare per la Commissione parlamentare di Vigilanza in mano ai partiti e presieduta dal novantenne Sergio Zavoli, l'ex "socialista di Dio") il nuovo presidente della Rai, Anna Maria Tarantola, e il nuovo direttore generale, Luigi Gubitosi al posto di Lorenza Lei, Pier Ferdinando Casini ha proposto che anche i sette consiglieri di amministrazio- ne siano scelti dall'esecutivo. E non è il solo. Un sondaggio di SkyTg24 rivela che il 77% degli italiani è favorevole alla proposta di Casini, non tanto perché ami i «tecnici» ma perché non ne può più dello strapotere e dell'arroganza dei partiti.


Il Pdl è insorto. Maurizio Gasparri ha dichiarato: «Ma di che si parla? Del governo che indica tutti i consiglieri della Rai, violando leggi e sentenze della Corte Costituzionale. Questa è demagogia totale. A Monti consiglierei prudenza, non invadenza. Di rincalzo è venuto Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera: «Non si possono mettere sotto i piedi leggi e regole. La Rai non può essere trasferita con un colpo di bacchetta magica nella totale dipendenza di un governo. Deve restare nell'ambito del Parlamento». Per la verità la Bbc dipende direttamente dal governo ed è, notoriamente, una delle televisioni più libere del mondo. Ma lasciamo perdere. Non siamo inglesi.


Il fatto è che questa è l'occasione, forse l'ultima occasione, per cominciare, almeno cominciare, a liberare la Rai dalla opprimente, asfissiante,

presenza dei partiti. Perché sarà anche vero che, come dice Cicchitto, esistono «leggi e regole», peraltro «Cicero pro domo sua», che le nomine di Monti sono irrituali e ancor di più lo sono le proposte di Casini, ma esse tendono a sanare un'illegalità ben più sostanziale, sottocutanea, che è l'arbitraria occupazione della Rai ad opera dei partiti che dura da più di mezzo secolo (ma al meno quando la dirigeva, con mano di ferro, il democristiano Ettore Bernabei avevamo un'ottima Tv, adesso lottizzata fra partiti, fazioni e clan è quella che tutti posso no vedere). Cosa sono i partiti? Sono delle associazioni private, né più né meno delle bocciofile, e non c'è ragione al mondo che siano i padroni assoluti di un Ente di Stato che appartiene a tutti i cittadini, anche quelli che hanno a schifio i partiti o che pur non avendoli a schifio (ammesso che ce ne siano ancora) hanno il diritto di non avere palinsesti, programmi, conduttori lottizzati cencellianamente che soffocano ogni pensiero libero, non ortodosso, scomodo per la classe politica presa nel suo complesso. Ma finché sarà il Parlamento a decidere le nomine queste non potranno cadere che su uomini di partito ("in quota" come pudicamente si dice).


Con la Rai è successo quello che è successo col Csm. I nostri patri costituenti, illusi e ingenui, avevano stabilito che un terzo dei membri del Consiglio superiore della Magistratura fosse scelto dal Parlamento fra giuristi di chiara fama per evitare un eccessivo distacco della Magistratura, organo del tutto autonomo, dalla società. E cosa hanno fatto i partiti che occupano il Parlamento? Invece di mandare al Csm «giuristi di chiara fama» lo hanno inzeppato di loro galoppini che decidono non in base a ragioni di giustizia ma di appartenenza. Ma con la Rai la cosa è molto più grave. Perché in una democrazia moderna la libertà degli organi di informazione, e in special modo dei potenti mezzi televisivi, è garanzia della libertà di tutti. Quella che in Italia manca da troppo tempo.

Massimo Fini


Cerca nel sito

ContanteLibero.it

I più letti


Le perle


Appello

Per cambiare la politica

Eventi del Circolo

Il calendario

Sezione Video

Eventi del circolo

Premio La Torre

1996/2011

Selezione Libri

Recensioni

Links

Collegamenti utili


Partners

Realizzato da Telnext