ARCHIVIO - VIVAIO - Lourdes 13

2008 Vittorio Messori

A conferma della inesauribilità di Lourdes, anche stavolta praticheremo incursioni e «carotaggi» attorno a date, numeri, coincidenze, parallelismi liturgici. Insomma, tutto ciò che può costituire traccia e indizio per penetrare il Mistero e confermarne la verità.


Non negandoci nulla


. Neanche – perché no? – un’occhiata alla astrologia. Quella antica e “vera”, s’intende, non certo la caricatura, il divertissement risibile degli “oroscopi” da rotocalco o da rubrica televisiva.


Come ho scritto in un libro, Emporio cattolico, è troppo antico e troppo radicato presso tutti i popoli per essere solo una superstizione il convincimento che ci sia un legame tra Cielo e Terra, tra Cosmo e Storia, tra Astri e Uomini. In ogni caso, sempre e ovunque dobbiamo prendere sul serio l’esortazione di Paolo: «Esaminate tutto, tenete ciò che è buono».


Può esserci del buono anche in quest’arte antichissima e universale che pure ha suscitato, e magari suscita ancora oggi, l’allarme di tanti credenti. Nel libro che dicevo, ricordavo, tra l’altro, che proprio all’inizio del vangelo stanno quei “Magi” che simboleggiano l’omaggio della umanità intera al Messia e che altro non erano se non astrologi provenienti dalla Caldea.


Nel Cielo avevano scorto quanto i loro calcoli e la loro sapienza indicavano («vidimus stellam ejus et venimus adorare Eum…») e, giunti alla grotta, offrono i loro doni a Maria e a Giuseppe che li accettano grati, invece di cacciarli in quanto “superstiziosi”. Come, oggi, probabilmente, avrebbe fatto qualche “cattolico adulto”.


Per il cristiano, il rifiuto scandalizzato non solo (come doveroso) per l’astrologia commerciale, sempre truffaldina, ma anche per quella della antichissima tradizione universale deve fare i conti anche con la parole di Gesù stesso nel discorso escatologico:


«Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle…» (Lc 21 ,25ss.). Segni visibili e comprensibili a tutti o segni da interpretare con la sapienza astrologica? Entrambi, stando a molti commentatori.


L’arte cristiana del Medio Evo non è comprensibile se non si conoscono le leggi dello Zodiaco e proprio Maria è legata in modo particolare ai segni del Cielo, a cominciare dalla Luna. E non dimentichiamo che la sua nascita è fissata da tempi immemorabili l’otto di settembre: cioè, non a caso, sotto il segno zodiacale della Vergine. Sin dagli inizi, la Tradizione cristiana ha visto all’opera la possibilità astrologica di preannunciare il tempo messianico non soltanto nell’Oriente dei Magi, ma anche nella Roma di Virgilio: nella sua quarta Bucolica, o Egloga, sempre si vide il presagio celeste della Vergine che avrebbe partorito il Figlio di Dio.


E in effetti, proprio per questo Dante lo prende per guida nell’Aldilà.


Non a caso il maggiore dei teologi cristiani, san Tommaso d’Aquino, non rifiutava l’astrologia, ma ne riconosceva la verità purché si stesse lontani dalla superstizione (ma lo studio serio della volta celeste non era considerato tale) e fosse preservato il libero arbitrio voluto dal Creatore per i Suoi figli. Dunque, il celebre motto tomistico astri inclinant, non necessitant.


Se, dunque – con prudenza ma con curiosità, senza chiusure da illuminista anacronistico – applichiamo a Lourdes l’antica sapienza, scopriamo che la prima apparizione, l’undici febbraio, avviene sotto il segno dell’Acquario.


Il segno più opportuno, verrebbe da osservare, visto che proprio una sorgente è quanto Maria vuoi lasciare non solo a ricordo della sua visita ma come centro, in qualche modo, del culto e del pellegrinaggio che Ella stessa prescrive («Desidero che qui si venga in processione», dirà il 2 marzo, alla tredicesima apparizione). Lourdes non sarebbe Lourdes senza l’acqua: le fontane, le piscine, il fiume stesso che, nei periodi di piena, invadeva la grotta e che ancora oggi, seppure allontanato un poco dagli ingegneri idraulici, la sfiora.


L’Acquario dello zodiaco è rappresentato come un nume, un essere divino che, con una grande anfora tra le braccia, versa sulla terra l’acqua (Verseau è, in effetti, il nome francese) come un dono del Cielo. Sembra davvero di vedervi qualcosa di molto adeguato alla storia che qui ci occupa, dove il sensus fidei del popolo vide subito un regalo celeste nella fonte che Maria stessa indicò a Bernadette; popolo che, alla ricerca della grazia della salute, si immerge nelle piscine e si carica di bidoni stracolmi da portare a casa, per sé e per i propri cari. Obbedendo, in questo modo, all’invito del 25 marzo di Colei che lì apparve: «Andate a bere alla fontana e a lavarvi».


L’acqua, del resto, è da sempre simbolo mariano. Anche se molti lo ignorano, lo è perché, al pari della Vergine, l’acqua è segno di un legame incessante tra Cielo e Terra. In effetti, riscaldata dal Sole evapora e sale, condensandosi in nuvole che poi restituiscono sotto forma di pioggia quanto hanno ricevuto. Insomma: non so se come curiosità o come spunto di meditazione spirituale, sta di fatto che l’inizio di tutto, quel giorno di febbraio, sotto il segno dell’Acquario sembra davvero adeguato e conveniente.


Come nota il Dictionnaire des symboles, il testo in materia più noto e più serio, di rigore universitario, «questo segno è sì “acquatico” ma, nella classificazione tradizionale, appartiene a quelli detti “di Aria”. Ciò sta a significare che il liquido offerto e versato è aereo, flui-do, etereo, destinato a dissetare più l’anima che il corpo». Ci avviciniamo sempre più, dunque, al significato vero di Lourdes, dove la guarigione del corpo, operata attraverso l’acqua, non è che segno della guarigione dell’anima.


E chissà se è davvero illusorio o se è una misteriosa traccia ulteriore che proprio quel segno sia l’undicesimo dello Zodiaco, così come quel giorno era l’undicesimo di febbraio? Domande inconsuete, certo, ma non illegittime. Parole di Gesù come quella sulla sua missione di portare a compimento, non di abolire possono forse farci da scorta nella scoperta e nella riflessione su quella che tanti popoli, per tanti secoli, hanno considerato una delle sapienze più alte. E più religiose.


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