ARCHIVIO - VIVAIO - Lourdes 10

2008 Vittorio Messori

Ma torniamo a quei giovedì che si susseguono, marcando le tappe fondamentali del ciclo


. Il richiamo all’eucaristia sembra trasparente e indubitabile.


E questo richiamo (a ben vedere) è presente anche nella richiesta di costruire «una cappella» dove «venire in processione».


Come ha notato un domenicano, il padre Henri Petitot: «Non si può, per un cattolico, costruire una chiesa senza che vi si celebri il Santo Sacrificio della Messa, senza che vi si adori il Santo Sacramento. E la processione che la Signora ha chiesto non comporta anche l’adorazione da parte delle folle di quel Sacramento?


Dunque, il culto eucaristico è implicito in questa richiesta. Non è certo per lei ma per il Figlio, presente sotto le Sante Specie, che la Signora ha fatto quella duplice richiesta». E questo valga, tra l’altro, come risposta alla perplessità di alcuni. La Madonna che chiede una chiesa per sé? Niente affatto, ancora e sempre tutto e solo per il Figlio. Ciò che desidera è un luogo dove il pane e il vino si facciano carne e sangue e dove questo Mistero venga adorato.


È anche quanto, per sensus fidei, intuì Bernadette stessa. La prima comunione la fece il 3 giugno di quello stesso 1858: era la festa del Santo Sacramento.


Qualcuno, un po’ fatuamente, le chiese se fosse «più contenta di avere visto la Signora dei Cielo o di avere ricevuto Gesù nell’eucaristia». Pronta e netta la risposta di quella ignorante secondo la cultura mondana e ricca della sapienza che davvero conta: «È una domanda alla quale non si può rispondere perché le due cose vanno insieme».


Maria, apparendo, indica Gesù e, con Lui, l’eucaristia, il Suo modo per essere con noi sempre. Dunque, la Madre nella Grotta e il Figlio nel pane e nel vino formano, per così dire, una unità per dirla con la piccola Soubirous, «le due cose vanno insieme».


***


Ma, per uscire un momento dal ritmo della liturgia e per fare una incursione nella storia generale: uno sguardo alla cronologia del mondo insinua un dubbio. La scelta di un 11 di febbraio non vorrà ricordarci il Magnificat con quelle sue severe parole sui grandi e potenti della Terra?


«Ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore, ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili», intona Colei che, per sua portavoce, elesse quella quattordicenne asmatica, miserabile, ignorante che sappiamo, agli antipodi esatti della scelta che avrebbe fatto una regina del mondo.


Mi limito ad allineare qui qualche nome e data, consapevole, ovviamente, che – almeno qui – potrebbe trattarsi di semplici coincidenze, sulle quali è comunque lecito riflettere, proprio alla luce di quel Magnificat che citavo, così ammonitorio verso chi sta in alto, ma solo secondo le categorie del mondo.


Per esempio: sembra singolare che l’11 febbraio sia, da oltre due millenni, la data più importante per il Giappone. È grande festa sia religiosa che civile, poiché in quel giorno, addirittura nel 660 avanti Cristo, Jimmu Tenno divenne primo imperatore del Giappone, fondando la dinastia che dura tuttora, la più antica del mondo.


Dopo la disfatta del 1945, gli americani insistettero perché fosse istruito un processo di Norimberga nipponico che mandò sulla forca i responsabili della guerra, ma non osarono non dico condannare ma neanche destituire l’imperatore, Hiro Hito, che pure era stato grande fautore dell’espansione imperialista.


Non si giudica colui che discende, attraverso una successione di oltre due millenni e mezzo, addirittura da Amaterasu, la dea del Sole. Lo shinto, religione ufficiale del grande Paese, è basata proprio sull’adorazione del supremo Capo dello Stato: esempio estremo di ciò che il Dio cristiano ha vietato, con il suo «date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio». Proprio per rifiutare all’Imperatore romano onori divini per tre secoli i cristiani andarono al martirio.


Eppure, una simile deformazione, una tale blasfema mescolanza è ancora viva (malgrado qualche aggiustamento formale) e non in un luogo ininfluente e remoto bensì in una delle maggiori potenze mondiali. Insomma: che l’11 febbraio di Lourdes abbia un qualche legame anche con tutto questo, per ricordare che il messaggio biblico centrale è proprio l’adorazione di Dio e di Dio soltanto?


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