'APOCALYPSE MURDOCH' 26° PUNTATA

21/6/2012 DI GLAUCO BENIGNI per dagospia.com

- IL SORPASSO DI "FOX NEWS" ALLA "CNN" È REALTÀ - GRETA VAN SUSTEREN DISERTA LA CNN PER LA RIVALE: "FOX È DIVERTENTE E CNN NON LO È" - MORGAN STANLEY DICHIARA: "FOX NEWS VALE 3,5 MLD $" - IL CANALE D'INFORMAZIONE DI MURDOCH DIVENTA UNA SPECIE DI UFFICIO STAMPA DI BUSH JR. - LA GUERRA PREVENTIVA ALL'IRAQ E QUELLA AI PACIFISTI SVEDESI - "WE REPORT, YOU DECIDE" - L'INVENZIONE DEI GIORNALISTI "EMBEDDED"...


AL SERVIZIO DI RE BUSH JR.

Nell'aprile 2002, durante il Radio & Television Correspondents Dinner, che si tiene a Washington ogni anno, si consolidano alcune certezze: Fox News batte per il terzo mese consecutivo la Cnn negli ascolti, cumulando 666.000 spettatori al giorno contro i 546.000 del network di Turner. Poca cosa, se si raffronta con gli ascolti delle news dei tre network via etere, che raggiungono insieme 30 milioni di telespettatori al giorno, ma fortemente indicativa del fatto che la «tendenza» è diventata una realtà consolidata.


Oltre al divo O'Really, che ormai si è guadagnato il soprannome di «piromane», perché genera devastanti incendi nella foresta della pubblica opinione americana, sale alla ribalta Greta Van Susteren, transfuga da Cnn. Perché? «È semplice», afferma Greta, «Fox è divertente e Cnn non lo è. Alla Fox si sa chi comanda e prende le decisioni, alla Cnn invece, nella nuova gestione Aol-Time Warner, non si sapeva più con chi parlare». Diventa famoso a Fox News anche Shepard Smith, trentottenne, soprattutto per alcune sue definizioni di John Walker Lindh, il giovane americano catturato tra le fila dei talebani.


Secondo «Usa Today»: «Fox ha fatto quello che i giornali inglesi [di Murdoch, nda] hanno fatto per anni: allinearsi con una strategia politica, in questo caso decisamente a destra». L'ipotesi non è smentita dal capo della Fox News, Roger Ailes. L'uomo è stato consulente di Bush sr., di Reagan e perfino di Richard Nixon e certo non può negare - sebbene aggiunga «non mi occupo di politica da dieci anni» - che il suo passato di stratega nel Partito Repubblicano contribuisce allo schieramento a destra. Ailes, del resto, è assolutamente scoperto.

Stando a Woodward, uno dei due giornalisti divenuto famoso assieme a Carl Bernstein ai tempi del Watergate: il capo della Fox News è tornato ai suoi antichi amori, tant'e' che in una nota inviata al Presidente americano Ailes suggerisce, a proposito delle guerre preventive, di adottare le misure più drastiche se non vuole perdere la pazienza dell'elettorato nei suoi confronti.


Il fiore all'occhiello alla nuova impresa di Murdoch lo infila ad un certo punto la società di servizi finanziari Morgan Stanley: «Fox News vale 3,5 miliardi di dollari», scrivono i suoi analisti e, come si sa, negli Stati Uniti certe affermazioni smorzano il dibattito sull'etica. Arrivano le elezioni di medio termine e George Bush jr. fa sapere di essere rimasto in piedi fino alle due di notte per seguire l'andamento dei risultati su Fox News. La propaganda incrociata e reciproca lega, per la prima volta in modo spudorato, la Casa Bianca e Murdoch. Fox News è una specie di ufficio stampa dell'Amministrazione Bush jr. e il canale viene ricambiato con scoop e interviste esclusive di Rumsfeld, Condoleezza Rice o Colin Powell.

I risultati di questo perverso idillio saranno conclamati tra breve, con la Guerra in Iraq. Nel frattempo, ogni volta che a Fox News si pronuncia il nome di Hans Blix, il Capo degli ispettori dell'Onu che indaga sul reale «rischio Saddam» e sulla presenza di armi di sterminio di massa in Iraq, viene precisato che «è svedese», come se questo popolo fosse affetto da una malattia collettiva chiamata «pacifismo». Molti cominciano ad aspettarsi che, un giorno o l'altro, qualcuno dei conduttori o degli ospiti della Fox News, sottolinei il fatto che il Segretario Generale dell'Onu, Kofi Annan, «è negro». L'ipotesi genera barzellette e vignette sui giornali satirici.


Intanto è stato coniato il nuovo motto del canale: We report, you decide (‘noi ti diamo le notizie, tu decidi'), nel quale è implicita l'allusione che le vere e obiettive notizie le danno solo loro. «I programmi di Fox News», dice Peter Hart, del National Media Watch Group, «sono quasi tutti moralisti, nelle case americane arriva solo un messaggio conservatore. L'uomo liberal è visto come il diavolo, mentre l'uomo di destra è dipinto come il vincitore, l'uomo forte, deciso, quello che non si fa battere dal terrorismo. Tutte cose che la gente in questo momento ama ascoltare».

Nei programmi di Fox News sventolano in continuazione bandiere a stelle e strisce. Fox di fatto sta imponendo, anche ai suoi concorrenti, un tono urlato e scandalistico. «A nessuno interessa che siamo a Baghdad e che abbiamo 35 uffici di corrispondenza nel mondo», confessa abbastanza sconsolato il presidente della Cnn, Walter Isaacson. Si dimetterà presto. La rete di Turner si trova sempre più al bivio: seguire la via delle news-spettacolo o rimanere ispirata ai criteri di pluralità delle voci e equidistanza? Si comincia a parlare di una «santa alleanza» tra Abc e Cnn in chiave anti-Fox. Vedremo.


A ridosso dell'attacco all'Iraq i gestori delle news americani sono tutti mobilitati. Cnn, Fox News e MsNbc inviano schiere di giornalisti e tecnici nei punti che si prevedono «più caldi». Tutti si sono attrezzati con materiale di ripresa, edizione e distribuzione di gran lunga superiore a quello di dodici anni prima. Le sezioni finanziarie di Cnn e Nbc sono pronte a sviscerare tutti gli effetti del conflitto sull'economia e sulle Borse.

L'impegno però non è letto in modo univoco dagli osservatori e dagli analisti, anche se si concorda che chi conquisterà audience conquisterà investimenti pubblicitari. A Wall Street si scommette sulla vittoria della Fox News contro i rivali. È un buy o uno strong buy, per dirla con il gergo degli analisti di Borsa: i suoi obiettivi di prezzo a medio termine sono indicati tra i 30 e i 39 dollari, rispetto agli attuali 27. Quindi «Comprate e fate comprare Fox News!». Alcuni però fanno notare che il titolo ha già corso parecchio, quindi: cautela.

Durante la prima settimana della Guerra Murdoch vive sostanzialmente nella sede newyorchese della Fox News. Segue di persona le riunioni di redazione e mette a punto l'arma più influente della sua battaglia di propaganda. Secondo alcune fonti l'invenzione dei giornalisti embedded è sua. È questo uno degli aspetti più mostruosi del rapporto che lega i media all'audience, alla guerra, al profitto, alla politica. Non solo Murdoch, ma lui più di altri è al centro di un enorme groviglio di interessi.


Come dicevamo, è la prima volta che si trova schierato con le sue telecamere in prima fila sul fronte di guerra e ciò nuocerà profondamente alla sua immagine. Da abile imprenditore e avveduto speculatore, quasi simpatico bucaniere, «squalo mangia squali», visionario costruttore del futuro, Murdoch diventa, nella definizione di Ted Turner, condivisa da milioni di Terrestri, uno «squallido guerrafondaio», un condor, una iena pronta a sbranare i resti dei cadaveri rimasti sul campo, pronto a ritirare la sua parte, non già e non solo in quanto sostenitore di campagne elettorali di destra o sinistra che siano, ma in quanto corresponsabile dell'istigazione allo sterminio a tutti i costi, sulla base di informazioni, faziosamente interpretate e ampiamente divulgate dalla Fox News.


Informazioni, dossier, proiezioni, che presto si riveleranno, sia in America sia in Inghilterra, frutto di inquietanti forzature. Senza contare poi il numero dei civili morti, i saccheggi e il numero dei militari che continuano a morire da quando Bush jr. e Blair hanno dichiarato che la guerra lampo è finita.


Una delle maggiori colpe di buona parte dei media schierati a favore della guerra, tra i quali quelli di Murdoch sono magna pars, è quella di aver sostituito alla Storia, alla sua puntuale analisi, allo sviluppo rispettoso dei suoi processi, una Cronaca tumultuosa, caotica, priva di valori di riferimento, che si sostiene e si perpetua nell'unica affermazione: «Chi prende il piatto ha ragione». Perché discutere quando si può agire e battere l'avversario?, sembra dire in sintesi (tra altri) la Fox News di Murdoch, e questo svela molte motivazioni profonde che, sebbene ammantate da alcuni sani principi di liberismo, sono in fondo state il motore delle sue gesta e del gruppo di potere al quale fa riferimento.

La guerra di Rumsfeld e Cheney, i falchi che hanno convertito Bush jr. alla dottrina neoimperiale del conflitto preventivo, passerà alla Storia, dopo l'imperversare della cronaca tv, anche come la vittoria di Murdoch, per il ruolo decisivo svolto nel venderla all'opinione pubblica mondiale, grazie alla potenza planetaria del suo media conglomerate, che si è rivelato assolutamente efficiente nell'organizzare il consenso anche delle mosse più oscure e discutibili. Ma certamente ciò non farà brillare la sua stella.


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