Signor Giudice, mi conceda la grazia. Di vivere

Marcello Veneziani 20/9/2014 il giornale

Spettabile Tribunale, Illustrissimo Signor Giudice, dopo il suo ennesimo intervento su coppie, single e adozioni, le rivolgo deferente un inchino e una preghiera.



Le chiedo di assegnarmi una fidanzata, o un fidanzato, a sua discrezione, e decidere lei il tipo di rapporto che intercorrerà tra noi.


Disponga lei, così evitiamo litigio separazioni giudiziali.


Altresì le chiedo umilmente di disporre, a norma di legge, come ci accoppieremo, con quale metodo faremo figli o se, viceversa, li adotteremo. Sarà lei a indicarci se avvieremo una fecondazione artificiale o artigianale, se un'operazione transgenica ci renderà OGM, se adotteremo la poligamia o se dovremo avere, oltre che un conige etero, anche un fidanzato omo, per non incorrere in sanzioni sull'omofobia.


In caso di adozione filiale stabilisca lei la priorità di genere, razza, colore e disabilità.


Ella dirà se potremo definirci genitori o se prenderemo come alla posta solo il numeretto.


Ci dirà lei con quale criterio procedere nel cognome del figlio, se il sorteggio, la ginecocrazia, il cognome variabile, stagionale, progressivo.


Decida lei anche sui beni, il patrimonio e le paghette.


E quando si avvicinerà l'ora fatale, ci dia lei istruzioni su come procedere, eutanasia, tiro a sorte, roulette russa o addirittura morte naturale, come usavano i primitivi.


Dia lei disposizioni giuste al Prete, al Medico, all'Infermiere e ai familiari.


Insomma, ci assegni lei il palinsesto di vita e noi ci atterremo alla sentenza.


Dopo l'ora legale, verrà la vita legale.


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