Preghiera del 18/6/2012

18/6/2012 Di Camillo Langone

Chiara Corbella santa subito. Chiara aveva conosciuto Enrico a Medjugorje e lo aveva sposato nel 2008. Rimasta incinta di Maria, i medici le dissero che la bambina era gravemente malformata ma (d'accordo col marito) decise di non abortire, di rimettersi alla volontà di Dio e di accompagnare la povera creatura per il pochissimo che avrebbe potuto vivere. Poco dopo rimase incinta di un maschietto, anch'egli malformato e morto subito dopo il parto. Quando rimase incinta di Francesco il problema lo trovarono in lei: un cancro.


 Per salvare il figlio rifiutò le cure che avrebbero potuto salvarla. Oggi Francesco sta bene e vive col padre mentre Chiara è morta. Io, che se mi ritrovassi nella situazione di Enrico convincerei la mia donna ad abortire con le buone e forse pure con le cattive, prima piango e poi scruto nel mistero di questo calvario. Non mi sembra poi tanto fitto. Chiara è semplicemente Vangelo incarnato: "Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà". Il suo sacrificio restituisce al cristianesimo l'eloquenza in parte sottratta dalle innumerevoli infedeltà di clero e laici (penso in particolare agli ultimi melmosi, penosi, follemente controtestimonianti comunicati di Ior, diocesi di Alghero e sala stampa della Santa Sede). Interceda per noi afoni e cacofonici.


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