12/9/2014 Preghiera

Camillo Langone Il Foglio

Che nessuno legga “Mosca-Petuskì” di Venedikt Erofeev, tradotto da Paolo Nori e pubblicato da Quodlibet.



In alternativa: che lo si legga come romanzo fantastico, non realistico.


Leggendolo ho capito perché fosse proibito dalle autorità sovietiche: diffonde stereotipi sciocchi e sgradevoli sui russi. Sembra che tutti i russi bevano per tutto il tempo, non c’è pagina in cui non si beva, soprattutto vodka ma anche birra, birra mista a vodka, e simil-cognac, simil-porto, simil-xeres, in mancanza di meglio perfino profumi.



A parte che viene voglia di darsi all’acqua, e questo sarebbe positivo, c’è il rischio di crederci, e questo è negativo.


Probabilmente anche Napoleone, Hitler e Mussolini pensavano che i russi fossero capaci soltanto di bere.


Adesso abbiamo questi altri scemi che pensano di spezzare le reni alla Russia smettendo di venderle salami.



Non è proprio il momento di dar retta a Erofeev.


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