Dalla sigaretta al ciuccio

Marcello Veneziani - Mer, 03/09/2014 - il giornale

L'oncologo Umberto Veronesi ha difeso la sigaretta elettronica da chi vuole vietarla.


 In effetti, è possibile che pure la sigaretta elettronica, priva di tabacco in combustione e povera di nicotina, nuoccia alla salute?


Non è che la sigaretta viene vietata a prescindere dal suo contenuto, solo perché si è fatta un brutto nome?


Dicono di vietarla a scopo precauzionale, nell'attesa di conoscere i suoi effetti, ma che modo di ragionare è questo, dovremmo vietare tutti gli strumenti tecnologici nuovi perché non abbiamo ancora sperimentato gli effetti nel tempo: sospendiamo tablet, iPod, mp3 e smartphone, droni e forni micro-onde, robot da cucina e da passeggio?


Cosa resta allora a un povero fumatore?


Arrotolare gli scontrini fiscali, o meglio i post-it che hanno un lato adesivo, succhiare penne non elettroniche, ma senza foga per non assumere inchiostro, rilanciare le sigarette di cioccolata o di chewing-gum dei bambini d'un tempo, o per sentirsi più ecologici fumare radici di liquirizia, dette zippi dolci?

A questo punto meglio andare alla radice. Se la sigaretta è davvero il surrogato del ciucciotto (che a sua volta rimanda al capezzolo materno) perché non lanciare il succhiotto per adulti?


 Ci darebbe un'aria molto giovanile, da poppante. Ci renderebbe meno loquaci, meno frignoni, meno sboccati. Ciuccianti e sereni. Il succhiotto potrebbe essere impregnato di aromi alcolici o odore di tabacco. L'importante è che non emetta fumo, altrimenti anche sul ciucciotto si accanirebbe il fumus persecutionis.



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