28 Agosto 2014 Preghiera

di Camillo Langone | 28 Agosto 2014 Il foglio

Volesse il Cielo che Carlo Cottarelli non facesse soltanto il bell’Adone, che le antieconomiche 1.600 farmacie comunali esistenti in Italia, relitto immarcescibile dell’italocomunismo anni Settanta, venissero privatizzate davvero.



Chi vive nelle regioni democratiche lo sa bene: dall’Arno al Po un povero cristiano non è nemmeno libero di curarsi, perché il farmacista democratico è il cerbero della salute.


Chi è cresciuto a Reggio Emilia lo sa meglio: nelle farmacie comunali della città del tricolore senza ricetta non ti danno nemmeno il Fluimucil.


Ho visto signore ipertese implorare farmaci indispensabili ed essere trattate come nei comuni democratici non trattano gli spacciatori di droga: “Se ne vada! Si rivolga alla guardia medica!”.


Le farmacie comunali sono una sacca di comunismo schifoso con tutto ciò che al comunismo schifoso consegue: eccessi di zelo, inefficienze, umiliazioni. Cottarelli le tagli, le venda, ce ne liberi.


(Non esiste un motivo al mondo per cui un comune debba commerciare in aspirine, salvo ovviamente il delirio di onnipotenza dell’amministratore democratico).


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