'APOCALYPSE MURDOCH' - 22° PUNTATA

15/6/2012 DI GLAUCO BENIGNI per dagospia.com

- LA BATTAGLIA DEL PRIME TIME - SI CONCLUDE LA SECONDA FASE DELL'EPOPEA MURDOCCHIANA: UNA GESTIONE MISTA, FRA "SERIALE" E "PARALLELA" - COMINCIA LA TERZA FASE: LO SQUALO ATTACCA LA TV VIA CAVO - LA LENTA PARTENZA DI "FOX NEWS CHANNEL" E L'IMMEDIATO TRIONFO DI "FOX SPORT NET", LA NASCITA DI FOX LIBERTY NETWORK E L'ACQUISTO DEI MITICI "DODGERS"...


LA TERZA FASE DELL'ERA MURDOCH
Nel 1994, nonostante i molti successi, Murdoch non ha ancora vinto la battaglia più dura, quella della ‘prima serata' Usa: il mitico prime time. Sempre secondo la Nielsen, in prima serata Fox non va oltre il 7,2% degli ascolti, molto dietro quindi all'11% della Nbc, al 12,4% della Abc e al 14% della Cbs. Considerando che ogni punto quell'anno equivale a 942.000 spettatori, Murdoch ne deve ancora portare di fronte ai suoi schermi altri 5 milioni per considerarsi nella quaterna e lo deve fare con sole 15 ore a settimana di programmi da prime time, mentre i network ne fanno 22. E lo deve fare - ancora - senza news ben strutturate.


Il terremoto innescato da Murdoch, considerato uno dei maggiori nella storia della Tv in America, genera anche molti altri effetti secondari, tra cui una battaglia tra i network per riaccaparrarsi le stazioni perdute (con conseguenti scaramucce finanziarie tra i grandi e i piccoli), il risveglio della Fcc (che continua a far notare a Murdoch che, nonostante la sua cittadinanza americana, la proprietà della Fox è intestata a una società, la News Corp., di diritto australiano e quotata a Sydney). Murdoch, per contro, minimizza e glissa. Quello che voleva ce l'ha e se lo tiene così com'è, anzi, ci aggiunge una Tv via cavo che denomina FX Entertainment Network.


Si conclude in quest'anno, per certi versi, la seconda fase dell'epopea murdocchiana.


La prima era stata caratterizzata da un'espansione «seriale», fondata sull'acquisizione di imprese di stampa e editoria, successivamente estesa a piccole porzioni di Tv. Un'espansione lenta, durata circa trent'anni, segnata da uno sviluppo tecnologico prevedibile e controllabile, durante la quale, fino al 1985-'86, Murdoch ha creato una collana di proprietà di vario genere: una perla dopo l'altra, una società dopo l'altra, saldando interessi australiani, con attività in Inghilterra e compiendo poi piccole incursioni in America. Il tutto inesorabilmente sotto il controllo di una «Casa Madre» di diritto australiano che considera i propri azionisti un club di fedeli e ossequiosi privilegiati, sempre rispettosi di qualsiasi gesto del Boss.


La seconda fase è caratterizzata da una gestione mista: ancora «seriale», fino al completamento dei pezzi mancanti, ma gia' parzialmente «in parallelo». Ovvero: la News Corp. continua a collezionare assetts, ma contemporaneamente comincia a stabilire tra loro le efficaci prime sinergie regionali e intercontinentali. La coda della strategia «seriale» si deve fondamentalmente alle ambizioni televisive, per realizzare le quali Murdoch non poteva non possedere una miniera di motion pictures (‘immagini in movimento'): content pregiato da organizzare in film e prodotti Tv. Ora ha la Fox.


L'ha messa nelle mani salde e sicure di Peter Chernin, e comincia ad esserne soddisfatto. Ma non basta. Oltre al content Murdoch ha bisogno del networking, cioè delle reti di distribuzione, cioè di Fox Televison e delle reti via cavo in America. Ciò fatto, comincia anche la strategia «in parallelo», che si basa sull'utilizzazione dei prodotti made in Usa - i cui costi vengono più che ripagati su quel territorio- negli altri teatri operativi: la Tv via satellite in Inghilterra (alla quale si sta alacremente dedicando), la Tv via satellite in Asia (dove ha messo un piede già nel 1993), le sue reti Tv in Australia e (in seguito) le Tv via satellite e via cavo in America Latina.


In sostanza Murdoch, in questi anni, opera anche una ristrutturazione sulle proprie fonti di fatturato. Fino a quando quotidiani, riviste e libri costituiscono l'80% dei suoi ricavi e le immagini in movimento (cinema, Tv, homevideo) sono solo una porzione minoritaria, Murdoch è legato ad uno sviluppo «seriale». Con la Fox Inc. invece le proporzioni cambiano a favore delle motion pictures e Murdoch si ritrova in una fase mista per una decina di anni.


Il passaggio conclusivo, dalla fine della seconda fase alla terza, avviene tra il 1995 e il 1998, e prevalentemente in America, mercato in cui Murdoch stabilisce il suo laboratorio più evoluto per diversi motivi: l'accesso a enormi risorse finanziarie, le straordinarie possibilità di fatturato da pubblicita' televisiva, lo stato evolutivo delle tecnologie di distribuzione dei segnali, la deregulation normativa e la tradizione esasperatamente competitiva, e senza esclusione di colpi, che gli è congeniale.


Nel 1996 lancia due nuove televisioni via cavo: Fox News Channel e Fox Sport Net. La prima, per molto tempo, non gli darà nessuna soddisfazione. Nel mercato delle news via cavo, come accennato, esiste - ed è consolidata da anni - la forte leadership della Cnn, e inoltre l'area è presidiata anche dal gigante Microsoft, che ha realizzato una joint venture con la Nbc (e offre Ms-Nbc). Ambedue i concorrenti via cavo confezionano ottimi programmi, affidati a giornalisti e anchormen molto famosi.


Inoltre, l'usanza consolidata negli Usa incolla agli schermi dei grandi network via etere decine e decine di milioni di spettatori per l'appuntamento con i notiziari di mezza sera. La maggioranza si ritiene ancora soddisfatta da quel tipo e volume d'informazione, quindi, per il momento «fare news» è solo una grande spesa. Addirittura Fox News Channel, per essere inserita nelle diverse reti via cavo, paga fino a 10 dollari l'anno per ogni abbonato raggiunto. Murdoch, come sappiamo, ci deve stare, ingoia amaro e tiene duro, aspettando tempi migliori.

Fox Sport Net invece è da subito un trionfo. Nel terreno più amato, più consono e a lui più noto, Murdoch si muove abilmente e con successo. Contatta e aggrega 22 piccole reti regionali che, tutte insieme, posseggono i diritti delle maggiori partite di baseball e di pallacanestro. Poi procede a un accordo con John Malone, proprietario di reti via cavo e insieme fondano Fox Liberty Network.


A corollario, fa una delle mosse decisive per il controllo dello sport in America: acquista i Dodgers, una delle squadre di baseball più venerate di Los Angeles (per 311 milioni di dollari) e la usa per concordare gli incontri con le altre grandi squadre, nelle quali acquista partecipazioni di minoranza: i Lakers, i King, i Knicks e i Rangers. L'abile RKM manovra a questo punto in modo che le partite si tengano in giornate che fanno comodo alla sua programmazione e creino problemi alla programmazione dei suoi concorrenti.


Infine riesce a organizzare trattative con gli altri club di baseball, per comprare con un solo accordo i diritti internazionali e poter rifornire in tal modo i suoi bacini asiatici e latinoamericani (aggiungete a tutto questo il fatto che Murdoch possiede i diritti per la World Series, i playoff della Nfl e il Super Bowl e capirete perché il suo maggior rivale, Espn della Disney, fino a quel tempo potentissimo, comincia a lasciargli spazio e conseguentemente introiti pubblicitari).

22/Continua...


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