La tirannia si fonda sulla moneta statale

Ron PAUL - tratta dal sito www.usemlab.com

Nel corso della storia tutte le grandi repubbliche hanno avuto cura di una moneta sana, una unità monetaria, cioè, costituita da una merce-materia prima con caratteristiche di purezza e giusto peso.


Laddove ciò si è realizzato, le civiltà hanno raggiunto livelli di maggiore benessere e le libertà si sono affermate con maggior vigore.


Più una società tende verso condizioni di minore libertà, più è probabile che la moneta stia venendo svalutata e che il benessere economico dei suoi cittadini stia diminuendo.


Diversi anni prima di diventare responsabile della scandalosa diluizione del dollaro americano, in qualità di Presidente della Federal Reserve, Alan Greenspan scrisse del legame tra moneta sana, prosperità e libertà. Nel suo saggio “Gold and Economic Freedom” (The Objectivist, luglio 1966), Greenspan comincia con le seguenti parole:


“L’avversione quasi isterica nei confronti del 'gold standard' è un atteggiamento che unisce tutti gli uomini di governo. Essi sembrano percepire… che l’oro e le libertà economiche siano inseparabili”.


E più avanti dichiara che


: “sotto il regime del 'gold standard', un sistema bancario si impone come il protettore della stabilità economica e di una crescita equilibrata”.


In modo sbalorditivo, l’analisi di Greenspan sul crash del 1929, e sul modo con cui la FED accelerò la crisi, ripercorre parallelamente la situazione attuale che stiamo vivendo sotto la sua direzione. Sempre in quel saggio, Greenspan spiega:


“L’eccessivo credito pompato dalla FED si riversò sul mercato azionario dando avvio a un incredibile boom speculativo”. E ancora: “nel 1929 gli squilibri dovuti alla speculazione erano diventati dirompenti e ingovernabili dalla FED”. Infine conclude scrivendo: “In assenza del 'gold standard' è impossibile proteggere i risparmi dalla confisca realizzata attraverso l’inflazione”. Egli spiega il “segreto meschino” che accomuna i fautori dei governi forti e della carta moneta non convertibile, identificando nel disavanzo della spesa pubblica uno “schema per attuare una invisibile confisca della ricchezza”.


Tuttavia oggi ci ritroviamo con un sistema monetario puramente cartaceo, gestito quasi esclusivamente dallo stesso Alan Greenspan che così correttamente era riuscito sia a denunciare il ruolo della FED durante la Depressione che a riconoscere la necessità di una moneta sana.

I Padri fondatori di questa Nazione [USA], e fino agli anni Trenta anche la gran parte dei cittadini americani, disdegnavano la carta moneta, rispettavano la moneta merce-materia prima e disapprovavano il controllo monopolistico di una banca centrale sulla produzione di moneta e sui tassi di interesse.


Ironia della sorte, l’abuso del 'gold standard', le abitudini della FED di generare credito negli anni Venti e i danni che provocò negli anni Trenta, non solo ci portarono alla Grande Depressione ma ebbero come effetto quello di prolungarla. Tuttavia, la colpa di quelle sofferenze finì con l’essere scaricata sulla moneta sana che avevamo allora.


Questa é la ragione per cui la gente non sollevò obiezioni quando Roosevelt e i suoi amici statalisti confiscarono l’oro e svalutarono il dollaro, facendoci entrare nell’età delle valute cartacee non convertibili con le quali oggi si dibatte l’economia internazionale.

Se come afferma Greenspan una moneta sana e le libertà sono inseparabili, e la carta moneta porta alla tirannia, ci si dovrebbe chiedere per quale motivo essa sia così ben gradita dagli economisti, dalla comunità economica, dai banchieri e dagli uomini di governo.


La spiegazione più semplice è che l’uomo tende sempre a cercare il conforto della ricchezza con il minor sforzo possibile. Questo desiderio è alquanto positivo quando in una società capitalista esso induce al duro lavoro e all’innovazione. La produttività aumenta e il livello di vita migliora per tutti. Questo processo ha permesso oggi, alle classi meno abbienti dei paesi capitalisti, di usufruire di lussi neanche disponibili alle famiglie reali del passato.

Tuttavia questa tendenza a ricercare il benessere e le comodità con il minor sforzo possibile viene spesso abusata. Essa spinge qualcuno a credere che attraverso certe manipolazioni della moneta, il benessere possa diventare più facilmente accessibile per tutti. Coloro che credono nella moneta cartacea non convertibile ritengono spesso che il benessere possa essere aumentato facendo a meno del dovuto lavoro e dell’innovazione.


Essi arrivano anche a credere che i risparmi e il controllo dei tassi di interesse da parte del mercato non solo siano inutili, ma che rappresentino anche un ostacolo alla crescita economica. L’interesse per la libertà è rimpiazzato dall’illusione che i benefici materiali possano essere raggiunti attraverso la moneta cartacea non convertibile, piuttosto che con il duro lavoro e l’ingegnosità. I benefici percepiti diventano sempre più motivo di preoccupazione rispetto al mantenimento delle libertà. Ciò non significa che i sostenitori della moneta cartacea si siano imbarcati in una crociata per promuovere la tirannia. Sebbene il risultato tenda ad essere proprio questo, il fatto è che essi credono di aver trovato la pietra filosofale e un’alternativa moderna alla sfida per trasformare il piombo in oro.

I nostri Padri Fondatori avevano capito a fondo la questione e ci misero in guardia contro la tentazione di ricercare il benessere e la fortuna senza il lavoro e i risparmi su cui invece si fonda una reale prosperità.


James Madison, ad esempio, ci mise in guarda dagli “effetti pestilenziali della carta moneta”. I Fondatori, infatti, ben si ricordavano dei danni causati dal Dollaro Continentale. George Mason della Virginia affermò di provare un “odio mortale nei confronti della carta moneta”. Il delegato della Convenzione Costituzionale Oliver Ellsworth del Connecticut pensò che la convenzione potesse rappresentare “una occasione favorevole per chiudere e sprangare la porta davanti alla carta moneta”.


Pressoché tutti i delegati della Convenzione consideravano pericolosa la carta moneta, e questa fu la ragione per cui la Costituzione limitò l’autorità del Congresso in materia dichiarando come unici mezzi legali di pagamento l’oro e l’argento. La carta moneta fu vietata e non venne autorizzata alcuna banca centrale. Oltre alle ragioni economiche in favore dell’utilizzo di una moneta onesta, Madison argomentò anche ragioni morali. Spiegò che la carta moneta distruggeva “la necessaria fiducia tra gli esseri umani, la necessaria fiducia nei consigli pubblici, nell’industria, nei costumi della gente e nel buon nome del governo repubblicano”.

I Padri Fondatori erano ben consapevoli delle ammonizioni della Bibbia verso pesi e misure disonesti, verso l’argento alterato e il vino annacquato. Nel corso della storia la questione della moneta é stata una questione tanto morale quanto economica o politica.

Persino con questa storia alle spalle e con la seria perplessità espressa dai Padri Fondatori, le barriere alla carta moneta sono state fatte a pezzi. La Costituzione è rimasta la stessa, ma non viene più applicata alla questione della moneta. Una volta, durante il dibattito sull’entrata in guerra in Iraq, mi spiegarono che non c’era bisogno di una dichiarazione di guerra poiché essa sarebbe stata “futile” e che la parte della Costituzione che trattava delle facoltà decisionali del Congresso sulla guerra era “anacronistica”. In maniera simile, pare che sia “anacronistico” anche il potere costituzionale del Congresso sulla moneta limitato dalla stessa Costituzione alla coniatura e ai giusti pesi.

Se davvero la nostra generazione è in grado di sostenere le ragioni a favore della carta moneta, emessa da una banca centrale non autorizzata, sarebbe d’uopo perlomeno rispettare la Costituzione ed emendarla in modo corretto. Ignorare la Costituzione per compiere un atto pernicioso è nocivo sotto due punti di vista. In primo luogo, svalutare la moneta comporta danni smisurati a livello economico. In secondo luogo, attuare tale svalutazione senza rispettare la legge mina l’intero edificio della nostra repubblica costituzionale.

Sebbene al momento la necessità di una moneta sana non sia una questione urgente per il Congresso, essa è qualcosa che non può essere ignorata poiché il nostro sistema basato sulla carta moneta sta causando dei seri problemi economici. In realtà, pur scontrandoci quotidianamente con le conseguenze arrecate da questo sistema, non riusciamo a vedere la connessione tra i nostri problemi economici e i danni orchestrati dalla Federal Reserve.

Tutte le grandi religioni insegnano l’onestà in materia di moneta, e i difetti economici della carta moneta erano ben conosciuti quando venne scritta la Costituzione, dobbiamo quindi cercare di capire per quale motivo un’intera generazione di americani ha accettato la carta moneta senza esitare, senza porsi delle domande. La maggior parte degli americani è ignara della natura e dell’importanza della moneta. Per quanto riguarda coloro che detengono il potere, invece, o essi sono stati tratti in inganno da false nozioni oppure si rendono ben conto che il potere di creare moneta è un potere di cui in effetti godono mentre mettono all’ordine del giorno il welfare nel proprio paese e l’impero all’estero.

La moneta è una questione morale, economica e politica. Poiché l’unità monetaria stabilisce qualsiasi transazione economica, dai salari ai prezzi, dalle tasse ai tassi di interesse, è estremamente importante che il suo valore venga stabilito in modo onesto dal mercato senza che banchieri, governi, politici o la Federal Reserve manipolino il suo valore al fine di servire interessi particolari.


La questione morale dovrebbe essere la più facile da comprendere, tuttavia a Washington, quasi nessuno pensa alla moneta in questi termini. Sebbene ci sia una crescente e meritata sfiducia nel governo, la fiducia nella moneta e nelle capacità di gestione della Federal Reserve rimane molto forte. Nessuno accoglierebbe un falsario in città, eppure la nostra banca centrale é autorizzata a falsificare senza che ci sia alcuna seria supervisione da parte del Congresso.

Quando il governo può riprodurre l’unità monetaria, sia essa carta moneta o registrazione elettronica, a suo piacimento e senza considerarne i costi, esso si mette sullo stesso piano morale del falsario che stampa valuta illegale. In tutti e due i casi si tratta di frode.

Un sistema fondato sulla moneta cartacea non convertibile dà potere e autorità a coloro che controllano la produzione di nuova moneta e a coloro che per primi hanno accesso ai soldi o al credito appena originati. Il costo insidioso e finale si riversa invece su vittime non identificate, spesso ignare delle cause della loro sfavorevole condizione. Questo sistema di saccheggio legalizzato (sebbene non costituzionale) permette a un gruppo di persone di trarre profitti a scapito di un altro. Si realizza un vero e proprio trasferimento di ricchezza dai poveri e dal ceto medio alle classi finanziariamente privilegiate.

In molte società il ceto medio é stato letteralmente spazzato via dall’inflazione che accompagna la carta moneta non convertibile. Nelle prime fasi del ciclo inflazionistico, l’aumento del costo della vita e la perdita di posti di lavoro colpiscono un segmento della società, laddove invece la classe imprenditoriale trae beneficio ricorrendo con facilità all’indebitamento. Uno scaltro operatore di borsa o un costruttore edilizio possono guadagnare milioni nella fase di boom del ciclo economico, mentre i poveri e coloro che percepiscono uno stipendio fisso non riescono a stare al passo con l’aumento del costo della vita.

La moneta non convertibile é immorale anche perché permette al governo di finanziare una legislazione a favore di interessi speciali che altrimenti dovrebbe essere pagata con le imposte dirette o tassando le imprese produttive. Questo trasferimento di ricchezza si attua senza prendere direttamente i soldi dalle tasche dei cittadini. Ciascun dollaro creato diminuisce il valore dei dollari in circolazione. Coloro che hanno lavorato sodo, pagato le tasse e risparmiato per i tempi difficili vengono maggiormente colpiti poiché quei dollari perdono valore e fruttano bassi interessi a causa dalla politica accomodante della Federal Reserve. L’accesso facile al credito aiuta gli investitori e i consumatori che non si fanno scrupoli nell’indebitarsi e magari nel dichiarare bancarotta.

Se uno considera lo Stato assistenziale e il militarismo come sbagliati e immorali, dovrebbe anche capire che l’autorizzazione a stampare moneta permette di realizzare queste politiche molto più facilmente di quanto avverrebbe se le stesse dovessero essere finanziate immediatamente con le imposte dirette.

Stampare moneta, che letteralmente significare inflazionare, non è altro che un sinistro e perverso sistema di tassazione occulta. È ingiusto e ingannevole e perciò fortemente osteggiato dagli autori della Costituzione. Questa è la ragione per cui né al Congresso, né alla Federal Reserve, né al potere esecutivo, è concessa alcuna autorità di amministrare il sistema monetario corrente.


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