'Fate schifo'

27/7/2014 papalepapale.com

«E’ tutta colpa della Chiesa», pensano e scrivono in tanti. E la lista delle “malefatte” ecclesiali sembra allungarsi ogni giorno di più


. Tre equivoci, però, stanno alla base di questo “assioma”:

1) nella lista finiscono anche fatti mai accaduti o non attribuibili alla Chiesa;

2) fare di tutta l’erba un fascio; e, soprattutto, 3) la Chiesa non è solo un’istituzione umana. Così, con molta serenità, il nostro Nicola risponde alle critiche: «Sei tu che giudichi in maniera sommaria come è stato sommariamente giudicato Gesù. Sei tu che scambi ciò che brami, il potere umano, con qualcosa che di umano non ha nulla, perché la Chiesa non è altro che un “contenitore” voluto da Dio, all’interno del quale Lui stesso è presente al suo popolo, mentre all’esterno è solo segno distintivo di questo popolo».

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«…fate schifo, siete ignoranti, dovreste leggere invece di commentare libri che non conoscete solo per sentito dire, difendete la chiesa che ha da sempre ucciso coloro che la pensavano in maniera diversa come bruno, galileo e milioni di altri… giustificate la chiesa addirittura nell’inquisizione, la più grande atrocità della storia. La chiesa, quella che insabbia, quella che uccide, ma che predica tanto bene, ma che razzola tanto male, la chiesa quella con la banca più grande del mondo, lo Ior, quella che è maggiore azionista della pornografia mondiale quella che è maggiore azionista del commercio delle armi attraverso la sua e le altre banche, la chiesa, quella che protegge i pedofili perché suoi parroci, gli omicidi nelle sue case, fate schifo»


Questa è una “graziosa” mail, testuale, inclusi gli errori, che la redazione di Papalepapale.com ha ricevuto, non a commento di uno specifico articolo ma, così, in generale, una tantum. Una critica omnicomprensiva, tanto per non farsi mancare nulla. Ciò che mi stupisce maggiormente è quel: “siete ignoranti”, perché pretenderebbe una conoscenza approfondita di ciò di cui disquisisce.


Galileo morì sereno nel suo letto, cari anticlericali! (La morte di Galileo Galilei. Olio su tela di Giovanni Lodi, 1856, Accademia Atestina, Modena).
Come ha giustamente fatto notare il nostro direttore, sarebbe opportuno informare il/la critico/a – si dice il peccato ma non il peccatore – che Galileo è morto di vecchiaia, che lo Ior vale, più o meno, quanto poche filiali di Banca Intesa e che le più grandi atrocità della storia, sono monopolio dei regimi atei, di tutte le colorazioni politiche. Regimi “secolari” che hanno massacrato milioni di persone tra cui migliaia di consacrati della famigerata chiesa: uno per tutti Massimiliano Kolbe, che si è lasciato morire di fame, prigioniero ad Auschwitz, per salvare un padre di famiglia, suo compagno di prigionia.


Per carità, alcuni uomini nascondendosi dentro e dietro la Chiesa hanno commesso atti ignobili ma tacciare questa, nel suo complesso e nella sua storia bi-millenaria, di essere il mandante di tutte quelle nefandezze, dalla pornografia alle armi, credo abbastanza evidente per tutti sia una assurdità che rasenta la follia. Questa mail è solo l’ennesima dimostrazione di come luoghi comuni e stereotipi, propagandati in maniera demagogica e ipocrita, sui media, in particolare quelli dell’era internet “2.0”, abbiano ormai intossicato la collettività, accreditando una percezione della Chiesa Cattolica completamente distorta e irragionevole.


Fede e ragione? chiedete a Leibniz


La realtà è completamente diversa. Sin dalla sua origine la chiesa di Cristo è stata avversata da chi ha tentato, e ancora oggi tenta, di distruggerla. Prima con le persecuzioni, nate con lo stesso cristianesimo e mai cessate. Poi con le decine di eresie: dal manicheismo, al donatismo, eresie che si riproducono tutt’ora in forma di “sette” autoreferenziali. Quindi è arrivato l’Islam e lo Scisma d‘oriente, con il crollo dell’impero romano che ha portato la Chiesa, volente o nolente, ad assumere, un ruolo anche secolare, del quale hanno approfittato uomini senza scrupoli, con l’enorme rischio di farle perdere la sua vera identità.


A questo slittamento nella secolarizzazione si è assommato l’umanesimo rinascimentale e con questo la ragione ha iniziato a diventare la nuova religione, sempre più distante, anzi sempre più ostile alla fede cristiana. All’umanesimo si aggiunsero, nei secoli seguenti, le divisioni interne alla chiesa tra cattolici e protestanti e le guerre di religione. Alle quali seguì l’illuminismo che decretò la secolarizzazione e laicizzazione, trasformando l’idea di Provvidenza in progresso, inteso come attività storica umana, raffigurando così anche la Chiesa come organizzazione, esclusivamente, umana.



Auguste Comte: ormai la scienza può spiegare tutto.
Uno dei precursori di questa visione fu il filosofo e matematico, Leibniz, il quale nella seconda metà del XVII secolo, sostenne che il cristianesimo e la sua chiesa avevano ormai dimostrato “ad abundantiam” (ndr: abbondantemente) di non essere capaci di unire veramente gli uomini. Propose perciò una religione frutto della sola ragione e non della rivelazione biblica: «La ragione, sarà il principio di una religione universale e perfetta».


La sola divinità dominatrice della società degli uomini divenne la ragione che nel ‘700 sarà celebrata dai culti rivoluzionari quale “dea ragione”. Culti rivoluzionari che porteranno, nella prima metà del ‘800, il filosofo francese Auguste Comte a sostenere che nel medioevo la società era legata alla fede nell’esistenza di Dio, considerato la causa prima e il fine ultimo dell’uomo ma che un tale Dio aveva cessato di esistere nello spirito degli uomini (ndr: “dio è morto” non è farina del sacco di Nietzsche: ha scopiazzato), perché, secondo lui, la scienza riusciva ormai a dare tutte le risposte che prima si attendevano dalla fede religiosa.


Concludo qui questa rapidissima cavalcata storica, che ha uno scopo ben preciso che capirete più avanti, perché dal ‘800 in poi credo sappiate tutti come sono andate le cose. Aggiungo solo che i regimi ideologici e atei, che si sono inseguiti al potere nel secolo scorso, il ‘900, sono stati, anche se opposti ideologicamente tra loro, tutti concordi nell’essere anticristiani. Del regime al potere oggi, la plutocrazia finanziaria che governa il mondo, ne parla, spesso, papa Francesco, denunciandone l’anti-cristianità. Insomma l’aggressione è da sempre ininterrotta e il tentativo di cancellare la chiesa anche.


…non si accende una lucerna per metterla sotto il moggio


Santa Caterina da Siena, una delle tante luci nel buio. (Ritratto di Santa Caterina da Siena, pittore senese, inizi secolo XVII, Capitolo del Duomo di Siena)
In questi duemila anni, la Chiesa ha passato periodi che definire difficili è eufemistico: qualunque altra opera dell’uomo sarebbe crollata su se stessa, così bersagliata dall’esterno e minata al suo interno. Invece ha continuato a sopravvivere a tutti i nemici, palesi e nascosti, e questa è la miglior dimostrazione che è opera divina e non umana, perché tutto ciò che era contemporaneo alla sua nascita non esiste più, mentre lei conserva la sua missione. Quando la Chiesa ha attraversato periodi bui, Dio ha sempre inviato luci splendenti per illuminarla. Qui a Siena, dove vivo, ho il grande privilegio di camminare nelle strade e entrare nei luoghi che furono di Santa Caterina; una di quelle luci splendenti, quando la Chiesa era, invece, in un periodo di tenebra fitta: con lo scisma d’occidente o piccolo scisma e la cattività Avignonese.


La persona che ha scritto quella mail alla nostra redazione e come lei moltissimi altri che parlano di Chiesa senza conoscere nulla al riguardo, ha una visione esclusivamente secolare, umana, fuggendo, per ignoranza, questa realtà divina che evidentemente “disturba” la concezione secolare, perché costringe a riflettere riguardo la propria posizione a-tea o a-ecclesia.


A questo punto mi chiederete: se la chiesa non è una struttura secolare, cos’è veramente? Una delle più belle definizioni di Chiesa che ho letto è quella scritta da papa Paolo VI nella Lettera Enciclica Humanae Vitae, del luglio 1968. Permettetemi una piccola parentesi: questo grande papa, “tribolato ma non schiacciato” dai tempi nei quali è vissuto, è stato un vero profeta. Intravide in maniera chiarissima il futuro che si stava profilando e molti suoi scritti, riletti oggi alla luce di ciò che è successo nella nostra società occidentale, lasciano a bocca aperta per la chiarezza di visione.


Paolo VI: sua una bellissima definizione di Chiesa
In quella lettere enciclica Paolo VI scrisse: «A dir vero, questa (ndr: la chiesa) non si meraviglia di essere fatta, a somiglianza del suo divin fondatore, “segno di contraddizione”, ma non lascia per questo di proclamare con umile fermezza tutta la legge morale, sia naturale, che evangelica. Di essa la chiesa non è stata autrice, né può, quindi, esserne arbitra; ne è soltanto depositaria e interprete (…)» (Humanae Vitae – par. 18).


Una sintesi perfetta. La Chiesa è: “…fatta a somiglianza del suo divin fondatore”. In altri termini la Chiesa è, prima di tutto, corpo di Cristo, che Gesù ha fondato e che utilizza, in qualità di suo “capo”, attraverso l’opera delle Spirito Santo, per compiere la promessa di salvezza fatta all’umanità, ferita dalla corruzione del peccato. Ma la Chiesa è anche: “depositaria e interprete”, cioè custodisce la legge morale naturale ed evangelica e la interpreta per renderla fruibile a tutti. La Chiesa non è proprietaria ma e latrice di quella verità che Dio stesso le ha lasciato contenuta nella Bibbia, nel Vecchio e nel Nuovo Testamento: «…non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto» (Mt. 5, 17-18).


Quisquiglie o pinzillacchere? comunque, hanno lo stesso sapore insipido


Papa Francesco: se non ci si ferma alle quisquiglie, spesso montate ad arte, nei suoi discorsi ufficiali c’è del (molto) buono.
C’è anche un altro papa che proprio in queste settimane sta facendo delle splendide catechesi, riguardo alla Chiesa, nel corso delle udienze del mercoledì. Mi riferisco, ovviamente a Papa Francesco e qui, scusatemi, ma è necessaria un’altra piccola divagazione dal tema. Io sono un “fan” di Benedetto XVI, non l’ho mai nascosto, però devo dire che certi accanimenti contro Papa Francesco iniziano a disturbarmi veramente.


In tutti gli anni di pontificato di papa Ratzinger ho sempre redarguito i detrattori, principalmente di area laicista, di questo grande uomo di chiesa, infuso di sapienza divina, invitandoli a leggere ciò che scriveva e proclamava, per capire il suo spessore di papa. Ma, tant’è, la polemica era inarrestabile e si aggrappava alle quisquiglie, quali le scarpe rosse o il presunto eccesso di tradizionalismo. Con Papa Bergoglio ho la sensazione che stia avvenendo esattamente la stessa cosa ma a parti invertite. Ora i critici sono anzitutto di area cattolica e si scagliano sull’esteriorità, giudicata poco “papale” e, parimenti ai detrattori laicisti del precedente papa, si fermano alle quisquiglie senza leggere ciò che scrive papa Francesco nelle occasioni ufficiali. Preferiscono leggere i “relata refero”, platealmente falsi, di qualche furbetto del quartierino. Insomma le parti si sono invertite ma l’insipienza umana è sempre la stessa.


Dalla prima alla “nuova ed eterna” alleanza


Tornando a noi, Papa Francesco, nelle sue catechesi riguardo la Chiesa, ha confermato esattamente ciò che scrisse Paolo VI, oltre 45 anni fa, aggiungendo che Essa è la manifestazione di Dio che costituisce il suo popolo: «…prepara questo popolo nell’Antica Alleanza finché, in Gesù Cristo, lo costituisce come segno e strumento dell’unione degli uomini con Dio e tra di loro». (Udienza generale del 25/06/2014). La Chiesa è il popolo di Dio, quel popolo di Dio che ha in Abramo il suo progenitore e in Gesù il suo Salvatore.


Nell’antico testamento gli ebrei costruirono un “contenitore”, la cui realizzazione fu ordinata da Dio a Mosè (ndr: libro dell’Esodo) che costituì il segno visibile della presenza di Dio in mezzo a quel popolo: l’Arca dell’Alleanza. Questo avvenne prima ancora di erigere il tempio nel quale poi questa venne collocata e custodita. Quell’arca conteneva il Decalogo, le tavole della legge date da Dio a Mosè sul monte Sinai, in pratica la Sua Parola. Nel nuovo testamento Gesù, cioè Dio stesso fatto uomo, non delega più ad altri la realizzazione della “nuova ed eterna” arca dell’alleanza ma la costruisce Lui stesso, in prima persona: «E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa» (Mt. 16, 18a), quale contenitore del Suo Spirito e segno distintivo della Sua presenza. La Chiesa è l’arca della “nuova” alleanza e, come quella dell’Antico Testamento, custodisce la legge, la Parola di Dio, del Verbo, e ne è anche la portatrice, come lo erano i leviti che portavano l’Arca fatta di legno e oro.


Capisci, ora, carissimo critico/a, che hai scritto quella mail alla nostra redazione, il motivo per il quale dovresti riflettere su ciò che affermi? Perché il vero ignorante sei tu, non noi. Sei tu che giudichi in maniera sommaria come è stato sommariamente giudicato Gesù. Sei tu che scambi ciò che brami, il potere umano, con qualcosa che di umano non ha nulla, perché la chiesa non è altro che un “contenitore” voluto da Dio, all’interno del quale Lui stesso è presente al suo popolo, mentre all’esterno è solo segno distintivo di questo popolo.


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