19/7/2014 Preghiera

Camillo Langone il foglio

La donna si compie nella generazione, l'uomo nella perpetuazione.


Cosa resta ai padri, già privati della patria potestà, se togli loro anche la possibilità di dare il cognome ai figli?


 Perché un uomo dovrebbe ancora contribuire alla riproduzione?


Per la gioia di versare assegni di mantenimento?


 La legge spermicida di Michela Marzano, che vorrebbe fosse dato ai bambini il cognome del genitore più forte, più ricco, più determinato, più cattivo, quindi magari quello della madre, è stata rinviata ma non affossata come ragione suggeriva.


Si punta a introdurre un nuovo motivo di scontro nella coppia, come se separazioni e rotture non fossero già abbastanza numerose.


 Come se il nostro popolo non fosse da quarant'anni in via di estinzione, precisamente da quei Settanta in cui vennero distrutte patria potestà e indissolubilità del matrimonio, che coincidenza. Ma come ragiona la filosofa Marzano?


Andasse a farsi approvare la legge dal califfo Baghdadi che vuole conquistare l'Europa coi ventri delle maomettane.


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