I BRICs stanno diventando un'alleanza anti-dollaro

Zero Hedge 04 Luglio 2014 effedieffe.com https://www.facebook.com/ron.bondo

Se prosegue la tendenza attuale, presto il dollaro sarà abbandonato dalle principali economie mondiali


Mentre molte amministrazioni di tutto il mondo, mostruosamente indebitate, si augurano – grazie ai risultati di una borsa che segna di continuo dei nuovi e mirabolanti massimi – di distogliere l’attenzione dal massacro della classe media impoverita quotidianamente, dietro le scene si sta verificando un cambiamento molto più importante ma compreso solo da pochi: è in corso la de-dollarizzazione del mondo. Per l’ultimo esempio del come molte nazioni si stiano preparando per la guerra finale a tale valuta, dobbiamo “recarci” nuovamente in Russia, dove Valentin Mândrăşescu, della VOR, ci spiega che lentamente ma senza alcun dubbio i BRICS – l’acronimo orgogliosamente coniato dalla Goldman al fine di perpetuare il ricco stile di vita americano riversando trilioni di debito in dollari su mercati fino ad allora ignorati – si stanno trasformando in una alleanza anti-dollaro.

Prima della decisiva visita della scorsa settimana a Beijing, il governatore della Banca Centrale Russa, Elvira Nabiullina, si era incontrato con Vladimir Putin per riferire sui progressi dell’accordo di scambio rublo-yuan con la People’s Bank of China. Il Cremlino ha quindi sfruttato l’incontro per far sapere al mondo i dettagli tecnici della sua alleanza anti-dollaro.

Il 10 di giugno, Sergey Glaziev – consulente economico di Putin – ha fatto render pubblico un suo articolo nel quale delineava la necessità di stabilire un’alleanza internazionale con i Paesi desiderosi di liberarsi dal dollaro sia come valuta di scambio internazionale che come valuta di riserva. Scopo finale: far saltare le rotative della “stamperia di soldi” di Washington, rotative che alimentano il complesso militare-industriale americano e che danno ampia possibilità agli USA di diffondere il caos per il mondo, gettando benzina sul fuoco delle guerre civili di Libia, Iraq, Siria ed Ucraina.  I critici di Glaziev ritengono tale alleanza difficile da costruire e che un sistema finanziario mondiale non basato sul dollaro sarebbe, dal punto di vista tecnico, molto impegnativo.

Ad ogni modo, nel suo incontro con Vladimir Putin, la Nabiullina ha proposto una soluzione tecnica veramente “elegante”, fornendo anche spunti sui membri dell’alleanza anti-dollaro in via di creazione grazie agli sforzi congiunti di Mosca e di Beijing:


“Per facilitare le transazioni finanziarie, è stato fatto un grosso lavoro nel quadro dell’accordo di scambi rublo-yuan. La scorsa settimana ho avuto una riunione a Beijing” ha dichiarato con fare casuale la Nabiullina prima di sganciare la ‘bomba’: “Stiamo discutendo con la Cina e con i nostri partners del BRICS la costituzione di un sistema multilaterale di scambi che permetta, se necessario, di trasferire risorse da una nazione all’altra. Una parte delle riserve in valuta potrà essere destinata [al nuovo sistema]”.


Sembra che il Cremlino, nel costituire questa alleanza anti-dollaro, abbia deciso un approccio “tutto in una volta”. Lo scambio di valute fra Banche Centrali dei Paesi del gruppo dei BRICS faciliterà anche gli scambi finanziari  aggirando completamente il dollaro mentre, nel contempo, questo nuovo sistema si collocherà de facto come un “secondo” FMI, in quanto permetterà ai componenti l’alleanza di inviare risorse per finanziare le nazioni più deboli.


Da questa caratteristica di “quasi secondo FMI”, deriverà un vantaggio notevole: i BRICS potranno usare una parte delle loro riserve in valuta (più probabilmente la parte in dollari), per sostenere il sistema stesso, riducendo così il volume di “strumenti finanziari” in dollari acquistati da alcuni dei principali creditori esteri degli USA.

Sicuramente gli scettici sosterranno che un’alleanza anti-dollaro dei BRICS non toglierà al dollaro il suo status di valuta mondiale di riserva. Invece di perder tempo a contestare questa linea di pensiero, vale la pena evidenziare come Washington stia facendo del suo meglio per allargare il fronte dei nemici del dollaro. Sergey Kostin, presidente delle banca statale VTB – uno dei più convinti sostenitori delle politiche anti-dollaro – richiesto dal canale Russia  24 di commentare le dichiarazioni della Nabiullina, ha fornito un’interessante prospettiva sulla situazione in Europa:


“Penso che la linea di scambio rublo-yuan sarà operativa nell’immediato futuro e che la strada per gli accordi rublo-yuan sia aperta. Inoltre, non siamo i soli che hanno simili iniziative. Sappiamo delle dichiarazioni rilasciate da Mr. Noyer, presidente della Banca di Francia. In ritorsione per quanto fatto dagli Americani alla BNP Paribas, ha affermato che gli scambi con la Cina andrebbero fatti in yuan od in euro”.


Se proseguono le attuali tendenze, presto il dollaro sarò abbandonato dalle principali economie mondiali e sarà sbattuto fuori dagli scambi finanziari globali. La prepotenza di Washington farà sì che anche altre nazioni, precedenti alleate dell’America, sceglieranno l’alleanza anti-dollaro invece dell’attuale sistema monetario basato su di esso.

Il punto di non ritorno del dollaro potrebbe essere ben più vicino di quanto non si pensi, ma i foglietti verdi potrebbero addirittura averlo già superato, ed essere già irrilevanti.



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