Appello di Putin all'Occidente: smettetela di voler trasformare il mondo in una caserma

Russia Today 01 Luglio 2014

Putin ha incolpato Petro Poroshenko per le turbolenze in corso tra Kiev e regioni sud-orientali dopo che il leader ucraino ha interrotto il cessate il fuoco ed ha poi criticato l'Occidente per la sua intenzione di voler trasformare il pianeta in una «caserma globale»



«Purtroppo, il Presidente Poroshenko ha preso la decisione di riprendere le azioni militari, e noi - io e miei colleghi in Europa - non siamo riusciti a convincerlo che il modo affidabile e stabile per trovare una pace a lungo termine non può essere trovato attraverso la guerra. Finora, Petro Poroshenko non aveva avuto alcun coinvolgimento diretto con la volontà di intraprendere un'azione militare. Ma ora si è assunto questa responsabilità in pieno. Non solo militare, ma anche e soprattutto politica», ha dichiarato Putin.

Nella giornata di ieri (30 giugno) i leader di Russia, Francia, Germania ed Ucraina hanno avuto una telefonata in cui Putin ha sottolineato la necessità di prolungare il cessate il fuoco e la creazione di «un meccanismo affidabile per monitorarne il rispetto (del cessate il fuoco), meccanismo in cui l'OSCE [Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa] dovrebbe svolgere un ruolo attivo».

La Russia ha altresì offerto la sua disponibilità affinché i posti di blocco sulla frontiera russa possano essere supervisionati dai rappresentanti del servizio di frontiera ucraino, così come dagli osservatori dell'OSCE per garantire un «controllo congiunto della frontiera».

Mentre prosegue incessante il violento conflitto nell'est dell'Ucraina e il numero di profughi in fuga verso la Russia cresce, Putin ha promesso di fornire aiuto a chiunque ne abbia bisogno.

«Tutto quello che sta accadendo in Ucraina è naturalmente causa dell'attività del Governo ucraino, ma per noi è un dolore immane vedere la situazione in cui vivono quei civili, spesso conoscendo la morte». Ha poi aggiunto che l'uccisione dei giornalisti è «assolutamente inaccettabile».

«Secondo me è in corso un tentativo deliberato di eliminare rappresentanti della stampa, e riguarda sia quelli russi che i giornalisti stranieri».

Parlando di fronte agli Ambasciatori (oggi, 1 luglio), Putin ha espresso la speranza che i partner occidentali la smettano di voler imporre i loro «princìpi» sugli altri Paesi.

«Spero che il pragmatismo prevalga. L'Occidente deve sbarazzarsi delle sue ambizioni, nel voler imporre una caserma mondiale di vita, pensiero, regole uniformi di comportamento secondo i suoi propri standard. Spero che l'Occidente vorrà iniziare a costruire relazioni basate sulla parità dei diritti di ogni nazione, il rispetto reciproco e la reciproca considerazione degli interessi».

Putin ha poi ricordato la situazione con la Francia e la consegna delle navi di classe Mistral che venne concordata tra Mosca e Parigi, fatta saltare lo scorso marzo.

«Conosciamo bene la pressione che gli americani hanno esercitato sui francesi affinché non ci consegnassero le navi Mistral promesse. Gli americani ha fatto capire ai francesi che se non ci avessero consegnato le navi, le sanzioni sulle loro banche sarebbero state gradualmente rimosse o almeno ridotte, lo sappiamo bene. Cos'è questo se non un ricatto?».

La Russia è pronta e disposta ad intrattenere un dialogo con gli Stati Uniti ma solo su basi di uguaglianza, ha aggiunto Putin.

«Non abbiamo intenzione di fermare le nostre relazioni con gli Stati Uniti. I rapporti bilaterali non conoscono miglior momento, questo è vero. Ma questo - e voglio sottolinearlo - non è colpa della Russia».

Per finire, parlando di relazioni internazionali, Putin ha sottolineato come la Russia ha sempre cercato di essere «prevedibile, di fare affari su basi di eguaglianza» però, in cambio, i suoi interessi sono stati quasi sempre ignorati.

Traduzione a cura della redazione EFFEDIEFFE.com


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