PRANDELLI FALLISCE E DÀ LA COLPA A LIBERO

Filippo Facci per 'Libero Quotidiano' 24/6/2014

Prandelli purtroppo parlava anche di Libero, ieri in conferenza stampa.



Parlava dell’articolo - solitario - che scrivemmo il 26 marzo su questo giornale: ma che no, non sosteneva che lui «rubasse soldi dei contribuenti» come ha detto ieri sera: sosteneva una cosa diversa, come lui stesso ammise nell’intervista successiva che concesse a Fabrizio Biasin dopo il mio articolo.


Articolo che si chiedeva, semplicemente, perché Cesare Prandelli fosse apparentemente sottratto a qualsiasi spending review: perché, cioè, i giornali parlassero del rinnovo del suo contratto e però tralasciassero che il suo ingaggio non solo non era diminuito, bensì aumentato.


Lo sanno tutti che Prandelli è amico di Renzi, i due non lo nascondono, anzi: ecco perché ci chiedemmo perché la proposta di cui tanto parlava lo stesso Renzi - ossia che i manager pubblici non dovessero guadagnare più di 239mila euro l’anno - non dovesse valere appunto anche per lui, Prandelli.


Per inciso: Prandelli è pagato dalla Fgci che è supervisionata dal Coni, ente pubblico come lo sono le Ferrovie: perché allora ci si scandalizzava tanto per lo stipendio di Mauro Moretti, per dire, che pure era la metà di quello di Prandelli? La Fgci - osservò qualcuno - però è in attivo: ma allora lo sono anche le Ferrovie. Però è anche vero - osservò qualcun altro - che l’unico modo di avere un buon allenatore è pagarlo bene: può essere, ma questo non spiega perché altri allenatori di nazionali - di Germania e Inghilterra, per esempio - siano pagati di meno.


Le uniche nazioni che in cui l’allenatore guadagna più di Prandelli, a dir il vero, sono realtà particolari e ricche in cui altrimenti non andrebbe ad allenare nessuno: la Cina, la Russia, l’Arabia e il Qatar. L’altro inciso è che stiamo parlando di uno stipendio da un milione e seicentomila euro l’anno.


E poi c’è - e c’era - l’inciso più rimarchevole: cioè che i dirigenti, in un paese civile e tantopiù nell’Italia di Renzi, si dovrebbero pagare a risultato: noi invece stavamo rinnovando un contratto con anticipo sulla scadenza e, soprattutto, prima ancora che iniziasse il Mondiale.


È questo quello che scrivemmo. A questa obiezione, oltretutto, Prandelli rispose a Libero direttamente così: «In effetti è la prima volta che accade nel calcio. Questa è una prova che abbiamo lavorato bene e che il nostro percorso può continuare a prescindere da quel che accadrà».


Bene: ora ci sembra un po’ difficile che tutto possa continuare prescindendo da ciò che è accaduto. Ed è la ragione per cui non troviamo davvero nulla di eroico in un manager che si dimette dopo un fallimento: a lui, a Cesare Prandelli, porgiamo semplicemente i nostri complimenti per il suo gesto incredibilmente normale.


3. QUESTO È L'ARTICOLETTO A CUI FACEVA RIFERIMENTO PRANDELLI QUANDO HA DETTO DI NON VOLER ESSERE ACCUSATO DI RUBARE SOLDI AI CONTRIBUENTI. E’ USCITO IL 26 MARZO SU ‘’LIBERO ’’.


Perché Cesare Prandelli è sottratto a qualsiasi spending review? Perché i giornali citano il rinnovo del suo contratto e però tralasciano, o mettono in secondo piano, che il suo ingaggio non è diminuito bensì aumentato? Prandelli è anche amico di Renzi: perché per lui non vale la proposta che i manager statali non guadagnino più di 239mila euro, cioè l'appannaggio del Capo dello Stato?


Prandelli è pagato dalla Fgci che è supervisionato dal Coni, ente pubblico come lo sono le Ferrovie: perché allora ci si scandalizza per lo stipendio di Mauro Moretti che è la metà di quello di Prandelli? Qualcuno osserva che la Fgci è in attivo: ma lo sono anche le Ferrovie.


Qualcuno osserva che l'unico modo di avere un buon allenatore è pagarlo bene: ma questo non spiega perché altri allenatori di nazionali - di Germania e Inghilterra, per esempio - siano pagati di meno, e che le uniche nazioni che in cui l'allenatore prende più di Prandelli sono realtà particolari - e ricche - in cui altrimenti non andrebbe nessuno: come Cina, Russia, Arabia e Qatar.


Aggiungiamo che stiamo parlando di uno stipendio da un milione e settecentomila euro l'anno. Aggiungiamo poi che in genere i dirigenti si premiano a risultato, noi invece rinnoviamo un contratto con anticipo sulla scadenza ma, soprattutto, prima ancora che inizi il Mondiale. Nota: non me ne frega niente che si abbassi lo stipendio a Prandelli, me ne frega di capire come accidenti funziona questo Paese.


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