BISIGNANI, CHI?

10/6/2012 dagospia.com

1- SI PUO' CROCIFIGGERE UNA PERSONA PRENDENDO PER ORO COLATO ACCUSE DI UNO COL VOLTO MASCHERATO E LA VOCE CONTRAFFATTA CHE, INTERVISTATO DA "REPORT", SPACCIANDOSI PER UN DIRIGENTE DI WIND AFFERMA CHE LUIGI GUBITOSI, IL CANDIDATO DI MONTI A DIRETTORE GENERALE DELLA RAI, FU SPONSORIZZATO A WIND DA LETTA-BISIGNANI? - 2- CARO TRAVAGLIO, GENTILE GABANELLI, ALMENO I PENTITI DI MAFIA MOSTRANO LA FACCIA - 3- CAMUFFANDOSI, CHIUNQUE PUO' SPUTTANARE CHIUNQUE, SENZA UNO STRACCIO DI PROVA - 4- PERCHE' LA GABANELLI, NEI SUOI ARTICOLI SUL ‘'CORRIERE DELLA SERA", O TRAVAGLIO SUL SETTIMANALE "A", GRUPPO RCS-CORRIERE, NON SI DIVERTONO A DOMANDARE A FERRUCCIO DE BORTOLI SE CONOSCE LUIGI BISIGNANI E QUANTO IL CELEBRE PIDUISTA-FACCENDIERE-TANGENTARO-ECCETERA HA CONTRIBUITO AL SUO RITORNO AL CORRIERE? - 5- LE INTERCETTAZIONI IN CUI BISIGNANI PARL DI "PAOLO E FERRUCCIO" E DI MARIO CALABRESI


Vittorio Malagutti per il Fatto

Luigi Bisignani chi? Il giorno dopo la sua nomina a direttore generale della Rai, il manager di lungo corso Luigi Gubitosi ci tiene a far sapere che è tutto un equivoco. Che lui Bisignani proprio non l'ha mai conosciuto. Nemmeno una telefonata con il lobbista piduista, da poco condannato a 20 mesi di carcere (patteggiati). Insomma, niente di niente.E allora il misterioso personaggio che cinque anni fa raccontò il contrario alla trasmissione televisiva Report si dev'essere sbagliato. Questa la versione di Gubitosi, che, comprensibilmente, proprio non ci sta a essere dipinto come un amico di Bisignani, il quale, peraltro, prima dell'arresto di un anno fa (e forse anche adesso) s'intratteneva amabilmente e abitualmente con alti dirigenti di grandi banche e aziende. Alla larga da mister P4, si schermisce Gubitosi con amici e portavoce.

In effetti, i ritrattini standard pubblicati ieri dalla gran parte dei giornali descrivono il nuovo direttore generale della Rai come un uomo schivo, riservato, gran lavoratore, lontano da salotti e mondanità. Certo Gubitosi è persona pacata e riflessiva, ma chi lo conosce bene non ricorda di averlo mai visto con gli abiti da frate trappista che in queste ore gli sono stati cuciti addosso.


Sposato, un figlio adolescente, il manager fino a ieri a capo della filiale italiana di Bank of America- Merrill Lynch, frequenta Cortina e la Costa Azzurra, ed è socio del club Aniene, che conta tra gli iscritti molti vip o sedicenti tali di Roma. Giusto un anno fa, a fine maggio del 2011, Gubitosi festeggiò i 50 anni con un party da 300 invitati in un club di Saint Tropez.


Napoletano di nascita, famiglia dell'alta borghesia, classe 1961, il manager scelto da Mario Monti per prendere il timone della Rai ha fatto una gran carriera in Fiat, a Torino, tra il 1986 e il 2005. È entrato con Romiti ed è uscito con Sergio Marchionne, vittima di una delle tante purghe decise dall'amministratore delegato col maglioncino nero. Gubitosi è cresciuto sotto l'ala di Francesco Paolo Mattioli, a lungo direttore finanziario del gruppo del Lingotto.

Mattioli, un fedelissimo di Cesare Romiti, era forse il più romano (e il meno sabaudo) della prima linea dei dirigenti Fiat. E Gubitosi, a dispetto dei lunghi anni trascorsi alle dipendenze degli Agnelli, è rimasto profondamente romano per abitudini e frequentazioni. Nel 2005 è tornato a lavorare nella capitale nel gruppo telefonico Wind, prima come direttore finanziario, poi (dal 2007) con i gradi di amministratore delegato.

Casa ai Parioli, buone entrature in Vaticano, ottimi rapporti con Gianni Letta il romano (e romanista) Gubitosi si è legato al giro di Giovanni Malagò, il presidente del circolo Aniene. E Malagò vuol dire Luca Cordero di Montezemolo, da sempre suo ottimo amico. Un club di amici di cui fanno parte il presidente della Bnl Luigi Abete e Aurelio Regina, capo degli industriali del Lazio.


Lo stesso ambiente a cui, negli ultimi due-tre anni si è molto avvicinato anche l'ex banchiere e attuale ministro dello Sviluppo, Corrado Passera. Del resto, un manager che per una decina d'anni è stato ai vertici della direzione finanziaria di un gruppo delle dimensioni Fiat non ha potuto fare a meno di entrare in contatto con i più importanti banchieri italiani.


Tra gli amici di Gubitosi va per esempio segnalato Gaetano Miccichè, potente direttore generale di Intesa. Non è un caso, allora, che l'anno scorso, quando anche la banca milanese presentò una lista di amministratori in vista dell'assemblea di Parmalat, anche l'allora numero uno di Wind fu inserito tra i candidati al consiglio. Non se ne fece niente. Parmalat andò ai francesi di Lactalis.


Gubitosi di lì a poco arrivò al capolinea della sua esperienza al gruppo telefonico, ceduto dall'egiziano Naguib Sawiris ai russi di Vimpelcom. Anni impegnativi. C'era da governare un indebitamento monstre di oltre 8 miliardi e nel 2010 l'ultimo bilancio formato da Gubitosi si è chiuso in perdita per 250 milioni di euro.

ha lavorato alcuni mesi a Merrill Lynch. Una poltrona però se l'è conquistata anche nel consiglio del gruppo Maire Tecnimont, una grande azienda impiantistica guidata da Fabrizio Di Amato. Che è un grande amico di Montezemolo, di Malagò. E anche di Gubitosi.


DAGOREPORT

È il primo ottobre 2010 e all'ora di pranzo Vittorio Farina, stampatore di importanti quotidiani, socio e grande amico di Luigi Bisignani, gli telefona. Argomento di discussione la partita Unicredit. Il candidato scelto da pochissime ore per diventare Amministratore delegato, Federico Ghizzoni, non piace a nessuno dei due mentre Bisi intrattiene ottimi e continui rapporti (gli fa persino da Ghostwriter) con Enrico Tommasi Cucchiani, oggi nel consiglio di Banca Intesa. Bisi  definisce Ghizzoni : "un capo filiale, un brav'uomo". Inadeguato al compito. Il discorso scivola presto su "un progettino" da costruirgli intorno a un tavolo dove lo aiuterà gente "come Paolo e Ferruccio". Gente che sa capire "il sistema".

BiSIGNANI: eccoci

FARINA: eccomi

BISIGNANi: beh... mI ha detto il mio... barbetta , l'impressione è devastante cioè non parla neanche bene l'inglese

FARINA: sì, sì guarda


BISIGNANI; no, che era l'unica cosa che pensavamo... che fosse insomma no, dice proprio hai presente un brav'uomo, un brav'uomo... proprio

un capo, ecco un capo filiale un capo centro-nord una cosa del genere hai capito, dl questo stiamo parlando eh

FARINA: sì sì

BISIGNANI; ed è preoccupatissimo che... i fondi le cose che poi ci  mettono un minuto a capirla per cui dice questa bisogna veramente costruire ....dice guarda, visto che avete fatta ‘sta cosa costruiamola bene perché qui tra quattro mesi ci mandano a casa...ho parlato perché mi aveva chiamato Robi e gli ho detto: "guarda che a questo bisogna fargli proprio un progettino vero... vedi cosa bisogna fare ma.. è devastante quello che mi ha detto perché...:

FARINA: e questo sì  è emozionato davanti ai giornali e ha cominciato a sparare cazzate (...)

BISIGNANI:  Ma poi iniziasse a parlare bene almeno l'inglese...manco quello...

FARINA: Invece sotto chi ci mettono? Te l'ha detto lui?

 

BISIGNANI: ma no, niente, niente, stanno brancolando nel buio più totale....

Farina: (...) Ma c'è qualcuno che se ne va


Bisignani: Mo, ma bisogna evitare che se ne va da qualcuno (...) ma a questo bisogna fargli proprio una cosa fatta bene adesso...

Farina: Ma quando te la affidano...


Bisignani: e credo la settimana prossima, ma io dico che a ‘sto punto è nell'interesse comune.

Farina: Certo, certo...

Bisignani: ....Quattro mosse intelligenti bisogna fargliele...bisogna farlo incontrare con Ferruccio, con Paolo, con gente che capisce il sistema eh...

Un'altra persona che secondo Bisignani è in grado di "capire il sistema" è Mario Calabresi. I lettori della Stampa conoscono la storia dell'incontro da Giugno del 2011, quando, vista l'aria attorno al nome Bisignani, il direttore Mario Calabresi decideva di uscire allo scoperto. Poche parole, nascoste a dovere in una lunga riflessione su Bisi, dal sapore autoassolutorio: «Lo scorso autunno incontrai un giorno Bisignani, che non avevo mai visto prima, e, come molti altri esponenti del governo nelle stesse settimane, mi raccontò di un presidente del Consiglio assente e distratto».«Avergli parlato una volta», concluse Calabresi: «Non fa di un uomo un delinquente». Prevenire è meglio che curare. Nella conversazione che segue, invece, datata 24 novembre 2010, lo stampatore Vittorio Farina e Luigi Bisignani, parlano di Calabresi in termini entusiastici.

(...) Bisignani: «Questo direttore è un bel personaggio eh, vieni a vederlo alla "Ilte"»

Farina: «Ma chi è questo, il direttore di?» 

Bisignani: «La Stampa»

Farina: «Ah, ah, con lui stai eh»

Bisignani: «Eh»

Farina: «Ah, quell'appuntamento che avevi già da un po' di tempo» (...)

 
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