Le conseguenze dell'errore occidentale

Marcello Veneziani - Mar, 17/06/2014 - ilgiornale

Il regime autoritario di Saddam era odioso ma come Gheddafi e i regimi rovesciati nella primavera araba era un argine all'integralismo


L'Occidente ha nutrito con le sue stesse mani il fanatismo islamico che impazza in Medio Oriente e deborda tragicamente nel mondo. E non solo vendendo armi.

Quando cadde l'Impero sovietico, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna compirono un colossale errore di cui si scontano tuttora le conseguenze: la guerra nel Golfo contro un dittatore fino al giorno prima alleato d'Occidente.


 Quella guerra terribile e devastante e poi quel che ne seguì come l'odioso embargo all'Irak esteso ai medicinali, incattivì il mondo arabo e fornì un Nemico allo sviluppo del terrorismo islamico. Si scavò un solco di odio tra «noi» e «loro».


Nel suo decennale ci fu il terribile attacco alle Due Torri e il conflitto strisciante che ne seguì. Il regime autoritario di Saddam era odioso ma come Gheddafi e i regimi rovesciati nella primavera araba era un argine all'integralismo, frenava le guerre sante e non aveva mire distruttive verso l'Occidente. Certo, si doveva trattare con loro, per esempio sul petrolio.

Ma era preferibile quella situazione alla sanguinosa Jihad che 23 anni dopo devasta il Medio Oriente. Blair continua a difendere quella guerra e anzi esorta l'Occidente a bombardare anche ora...


A che serve la libertà senza capacità di autocritica, se non si ammettono i propri errori, anzi si soffoca ogni dubbio sul nascere, rischiando così di ripeterli? A meno che la superpotenza atlantica avesse davvero bisogno di un nemico per sancire l'egemonia, vendere e smaltire le armi, polarizzare i consensi, sfogare le tensioni...



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