11 Giugno 2014 PREGHIERA

CAMILLO LANGONE IL FOGLIO

“Non solo per l’Antico Testamento ma anche per Gesù il precetto di amare il prossimo vale solo in riferimento a coloro che sono prossimi nella stessa comunione, stesso popolo, stessa fede.



Nei Vangeli non si parla certo di un amore universale esteso a tutti gli uomini” scrive Sergio Quinzio a Guido Ceronetti in una lettera del 1975 oggi nel formidabile carteggio pubblicato da Adelphi, “Un tentativo di colmare l’abisso”.


Sollecitato da Quinzio, e nel momento in cui la tubercolosi portata dagli invasori colpisce i nostri soldati, rileggo Matteo 15 dove Gesù chiama cani gli infedeli e compie un miracolo a favore di uno di questi ma solo a seguito della sua conversione.


Dagli italiani, in divisa e in borghese, si pretendono miracoli, moltiplicazione di pani pesci centri d’accoglienza, e stavolta senza niente in cambio: né conversione né assimilazione, nulla.


Insomma, agli italiani si sta chiedendo di essere più santi e più potenti di Cristo: soltanto al diavolo poteva venire in mente una richiesta simile.


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