I giovani? Forse più istruiti Di sicuro più inadeguati

Vittorio Feltri - Ven, 13/06/2014 - IL GIORNALE


Secondo l'Ocse, padri e nonni sono sono più ignoranti di figli e nipoti.



Per coloro i quali hanno la mia età, e non sono la maggioranza, dato che muoiono molti giovani ma i vecchi muoiono tutti, la notizia che sto per dare non è di quelle che suscitano buon umore, però consiglio ugualmente di leggerla.


Possibilmente con attenzione. Da un'inchiesta svolta nei Paesi dell'Ocse, che non è una parolaccia bensì significa Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, risulta che noi anzianotti - padri e, peggio ancora, nonni - siamo più fessi delle nuove generazioni. In che senso?


Abbiamo una cultura più bassa della loro, fatichiamo a comprendere un testo complesso, non conosciamo a sufficienza le lingue straniere o non le parliamo affatto, non abbiamo dimestichezza con le tecnologie avanzate.


Volendo usare un linguaggio volgare, però in voga negli ambienti frequentati dai ragazzi, gli anziani sono portatori sani di sfiga e d'ignoranza cronica. La qual cosa li penalizza nei rapporti sociali e di lavoro.


Stando alla classifica redatta dagli esperti, quanto a preparazione non sono un disastro soltanto gli italiani con i capelli bianchi: quasi tutti i nostri coetanei di varie nazionalità versano nelle medesime (pessime) condizioni. Osservo la graduatoria - stilata, suppongo, da adolescenti presuntuosi - e trasalisco: tranne gli statunitensi e gli inglesi, che sono stati al passo con i tempi, i popoli di qualsiasi latitudine presentano una massa di anziani incapaci di reggere il confronto con figli e nipoti.


Confesso: da questi dati traggo la sgradevole sensazione di essere sì un coglione, ma in folta compagnia, e ciò comunque non consola.


Come mai il vecchio è più sciocco del giovane? La spiegazione degli scienziati (che, ripeto, immagino indossino ancora i calzoni corti) è semplice e drammatica: le ultime leve non solo avrebbero studiato più di noi, ma avrebbero anche studiato con maggiore impegno, cosicché alla prova dei fatti esse sarebbero meglio attrezzate ad affrontare le questioni di lavoro e forse pure quelle esistenziali.


A questo punto, una domanda è d'obbligo: perché tutta la popolazione canuta del globo terracqueo è rimbambita, eccezion fatta per quella di origine americana e britannica?


La prima risposta che viene in mente è la seguente: forse l'indagine è stata realizzata da tecnici degli Usa e del Regno Unito, desiderosi di non inimicarsi i propri familiari inghiottiti dalla terza età? È possibile, ma non abbiamo le prove per dimostrarlo.


Mi limito a dichiarare, per ingraziarmi gli anglosassoni, che gli States e la Gran Bretagna in effetti sono sempre stati all'avanguardia e non mi stupisco che anche i nonni di lingua inglese siano più propensi dei nostri a orientarsi verso il futuro, trascurando di guardarsi indietro con la nostalgia del passato.


Questa mia affermazione non ha il profumo della sincerità: anzi, puzza di piaggeria. Mi piace apparire evoluto. In realtà, come tutti quelli che hanno compiuto i 70, detesto i giovani: li trovo supponenti e inadeguati.


Credono di aver assimilato tutto quello che tu in molti decenni non hai imparato. Pensano che il mondo si possa cambiare mentre, poveretti, non sanno cambiare neanche se stessi. Basti considerare che anche noi mezzo bolsi alla loro età eravamo convinti di aver intuito ogni segreto mentre non avevamo compreso un tubo.


Non esiste il problema dei pivelli: basta lasciarli invecchiare e si renderanno conto che il progresso si autoalimenta a prescindere dal loro contributo, procede per forza d'inerzia. È il totale di una somma che non finisce mai di aggiungere addendi. Essere giovani non è un merito, ma una condanna che abbiamo scontato tutti e che ci ha consentito di acquisire esperienza e di diventare tolleranti, se non saggi.


Poi mi viene da ridere quando constato che, in base alla classifica Ocse, gli statunitensi e gli inglesi sono giudicati più avanti di noi e cioè mentalmente più pronti. Ma fatemi il piacere!


Se la crisi internazionale è scoppiata non dipende forse dalle famigerate bolle finanziarie inventate da lorsignori? La cultura gli è servita per fotterci?


Se è così, ed è così, non li applaudiamo. Né li prendiamo a esempio. Non abbiamo strumenti per contestare la loro supposta superiorità. Sosteniamo però che tra il dire (nonché il sapere) e il fare c'è di mezzo il mare. E che, se non sei capace di nuotare, vai giù, t'inabissi. L'arte di arrangiarsi è tipica degli anziani.


Viva i vecchi. Ignoranti, ma non scemi.



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