7 giugno 2014 iL RIEMPITIBVO

7/6/2014 Pietrangelo Buttafuoco Il Foglio


I controlli aeroportuali. Sono sempre più invasivi, anzi, offensivi.


Sembra sempre di incappare nelle mani della Stasi. Tutti con la giacca in mano, tutti in fila, tutti con l’aria colpevole.

Via la cintura, e cascano le braghe. Via le scarpe, sbuca il buco del calzino. Inevitabile la perquisizione. Suona sempre qualcosa.

E dunque braccia spalancate, mani ovunque.

Perquisizioni, braccia aperte, mani ovunque. Quindi le vaschette: una per borsa, una per il tablet, un’altra per le scarpe.

Una scena interminabile. Qualcosa non convince, si ricomincia.

Niente acqua, niente sotto aceti, figurarsi confetture. Il tubetto di pasta dentifricia supera la misura consentita.

Dopo di che, una considerazione: i macchinari di controllo sono sempre più nuovi e sempre più sofisticati. Le regole sempre più farraginose.

E’ l’unica industria che non conosce crisi.

Tutta la scienza dell’umanità è concentrata lì.

Nel metal detector, una sorta di assaggio di galera. Arriveremo al punto che faranno la risonanza magnetica flash. La famosa libertà.

  A quel punto sarà il momento giusto per ritornare alla clava. E affidarsi alle ali dell’Ippogrifo.

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